EVENTI/MOSTRE/La dolce vita della moda italiana

di Greta Valigi

Giovedì sera, nell’imponente edificio del Graduate Center della City University di New York, si è inaugurata la mostra “FASHION+FILM, the 1960s Revisited”. Questo allestimento dedicato al connubio tra cinema e moda negli anni Sessanta, rivisita visivamente uno dei decenni più vibranti del secolo passato, che vide nel fiorire dell’industria del cinema italiano l’incontro con la cultura americana. Un periodo di cambiamenti rivoluzionari anche a livello socio-culturale in cui il connubio tra le industrie della moda e del cinema ha fortemente influenzato la percezione di identità individuale e collettiva oltre che lo stile.

Manichini in capi originali di quegli anni, fotografie, bozzetti e materiale audio-visivo occupano lo spazio espositivo alla Cuny della James Gallery, un tempo sede dei magazzini B.Altman. L’inconfondibilità di una creazione di Emilio Pucci, una giacca dello stilista Brioni, bozzetti della costumista Adriana Berseli, un Eskimo, la proiezione degli spots pubblicitari del Carosello, il film di Fellini “La Dolce Vita”, si fanno testimoni di un tempo che pare riprendere vita in questa mostra, in grado di  coinvolgere il visitatore in un esperienza fortemente evocativa.

La Professoressa Eugenia Paulicelli, co-direttrice per gli studi sulla moda al Graduate Center  della Cuny e curatrice della mostra, si è così espressa all’inaugurazione della mostra: “Celebriamo quest’anno il cinquantesimo anniversario di tre film che hanno fatto la storia del cinema, La Dolce Vita di Federico Fellini, L’Avventura di Michelangelo Antonioni e Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti. La mostra vuole perciò commemorare l’unicità di un cinema “di stile”, che ha reso la cultura e la moda italiana famose nel mondo.”
L’evento che  è stato co-sponsorizzato dal Comune di Cesena Assessorato alla Cultura, dal Centro Cinema Città di Cesena, RAI, Archivio Giuseppe Palmas e Brioni, ha visto la partecipazione anche dell’ICE, l’Istituto del Commercio Estero, con l’iniziativa “Fashion of the Vine: Italian Lifestyle”, la quale ha aggiunto un ulteriore tocco di italianità alla serata offrendo agli ospiti vino dell’etichetta Mionetto.

Aniello Musella, direttore esecutivo dell’ICE per gli Stati Uniti, ha dichiarato: “Non potremmo essere più onorati di prendere parte a questo evento celebrativo dell’eccellenza del made in Italy. La mostra è pienamente in sintonia con il nostro intento di promuovere lo stile italiano all’estero”.
Venerdì è seguita una grande conferenza sulla moda e il cinema di quegli anni. Ad introdurre i temi della conferenza Louise Wallenberg, University of Stockholm, ed Eugenia Paulicelli del Graduate Center, Cuny.
Ha iniziato Adriana Berselli con “Working with Antonioni in L’Avventura and Costume Designing for Film”, con un dibattito moderato da Eugenia Paulicelli.

 Nella sessione intitolata “The Fabric of Film, Fashion and Design”, gli interventi di Sam Rohdie, dell’University of Central Florida, “Hitchcock’s Fabric”; Marcia Landy, University of Pittsburgh, “Consuming Fashion: Revisioning the 1960s’ Economic Miracle in 1960s Italian Cinema”; Emily Braun, Hunter College and The Graduate Center, Cuny, “Making Waves: Balla, Pucci and Marine Fantasy in the 1960s”. Il dibattito è stato moderato da Pat Kirkham, del Bard Graduate Center.
La sessionione pomeridiana, si è aperta con “Fashioning Urban Space, Cities and Modernity”. Il primo intervento è stato di  Astrid Söderbergh Widding, University of Stockholm, “Fashion Apart:  Godard and Fageol in 1960s Paris”; seguita da Vincenzo Maggitti, University of Stockholm, “Blow up: Looking beyond Visibility in the Cult Decade of the 1960s”; Eugenia Paulicelli, del Queens College e Graduate Center Cuny e Stella Bruzzi, dell’University of Warwick hanno moderato il dibattito.

Nella sessione “Dress and Masculinity in Film”, gli interventi di Stella Bruzzi, University of Warwick, “Seduced by Beige Slacks: The Fashionable Perversities of Pier Paolo Pasolini’s Teorema”; Paola Colaiacomo, IUAV, University of Venice, “Poets and Clerks: Male Physicality from Accattone to La prima linea”; Louise Wallenberg, University of Stockholm, “MAGO’s Magic: Fashioning Sexual (In)difference in the Swedish Cinema of the 1960s”. Il dibattito è stato moderato da Marcia Landy, University of Pittsburgh.

Nella quarta e ultima sessione, intitolata “Rethinking the 1960s: Stars, Design and Fashion Nostalgia”, sono intervenuti Pat Kirkham and Marilyn Cohen, Bard Graduate Center and Cooper Hewitt; “Breakfast at Tiffany’s: Fashion, France, Costume and Class”; Sonya Topolnisky, Bard Graduate Center, “The Mad Men Look: How Mad Men defines 1960s Style”; con il dibattito moderato da Louise Wallenberg, University of Stockholm.
La conferenza è stata sponsorizzata da The Center for Fashion Studies, University of Stockholm, The Center for the Humanities, Concentration in Fashion Studies, Women’s Studies Certificate Program, Film Studies, CLAGS, The Italian Specialization presso il CUNY Graduate Center.