Italiani in America

Navigatore versatile

di Generoso d’Agnese

Morì il 9 aprile 1810, dimenticato dal Mondo e deluso dalla propria famiglia. Il suo fisico non aveva retto agli ultimi affronti e non si era mai del tutto ristabilito dopo la decennale reclusione e l’accusa di diffamazione (condannato seppur innocente). Pontremoli si accorse appena della sua scomparsa. Il suo nome era stato cancellato da dieci anni di oblio e dall’abile strategia di re Carlo V, e neanche la tardiva riabilitazione voluta da Napoleone Bonaparte servì a molto. Alessando Malaspina si perse nel tempo e soltanto nel 1854 tornò nelle cronache del tempo grazie ai suoi scritti sulle note di viaggio e ai suoi progetti di un canale nell’istmo di Panama. Rivelando al mondo la storia affascinante dell’ennesimo navigatore esploratore italiano. Al servizio della Spagna.

Nato a Mulazzo (Massa Carrara) il  5 novembre 1754, Alessandro era uno dei 13 figli di Carlo Giuseppe Murello  marchese di Malaspina e di Caterina di Giambattista Melilupi, marchesa di Soragna. Discendente dei signori di Malaspina, un feudo appartenente alla famiglia fin dal 1202 - la tradizione vuole che nella rocca di Mulazzo Dante componesse il primo cantico della Divina Commedia-, il giovane si trasferì con la famiglia a Palermo, per vivere sotto la protezione dello zio materno Giovanni Fogliani, marchese di Pellegrino e di Castelnuovo de Terzi, allora viceré di Sicilia. Il giovane Malaspina frequentò il  collegio carolino de’ Nobili di Palermo, insieme al fratello  Luigi e vi rimase anche quando i genitori tornarono a Mulazzo. Nello zio, Alessandro aveva trovato un grande amico. E fu proprio lui ad intuirne le grandi doti di intelligenza ed a inserirlo nella marina reale di Spagna.

Dotato di una grande versatilità nella scienza e nelle lettere, il giovane Malaspina  diede prova di avere anche un notevole spirito avventuroso, binomio perfetto per chi voleva solcare i mari.     A soli 18 anni Alessandro iniziò la sua carriera militare distinguendosi subito, nella difesa di Melilla, assediata dall’imperatore di Marocco. Il percorso militare continuò con successo nella guerra che vide alleate  Francia e Spagna contro l’Inghilterra e gli consegnò il  grado di capitano di Fregata. Terminata la guerra partì alla volta di Manila, nelle Filippine, da cui fece ritorno nel 1784, giusto il tempo per rifocillarsi e riprendere il mare per la sua prima circumnavigazione della Terra. Malaspina raggiunse con la sua fregata Astrea  il Capo Horn, la costa del Perù e le isole Filippine e l’impresa gli valse la nomina a capitano di vascello.

Chiamato dal ministro della Marina spagnola, Don Antonio Valdés, Malaspina accettò l’incarico di raccogliere tutte le notizie a carattere geografico dei possedimenti spagnoli, per dare vita a una totale riorganizzazione dell’impero coloniale della corona.
Il toscano preparò con scrupolo l’impresa e chiese l’aiuto di numerosi scienziati italiani sulle ultime teorie scientifiche. Malaspina   partì con due corvette dal nome significativo: la Descubierta e l’Atrevida e imbarcò anche il botanico Luis Nee, il naturalista Taddeo Haenk, e tre pittori (Giovanni Ravenet, D. Fernando Brambilla, Giuseppe Cordero), affidando il comando della seconda corvetta a don José Bustamante. Il viaggio delle due corvette fu straordinario: toccata Montevideo, passarono per Rio del Plata, costeggiarono la Patagonia, attraversarono Capo Horn arrivando in Cile. In questo primo tratto venne compiuta una approfondita operazione di ridefinizione cartografica. Le corvette proseguirono poi verso il nord del Continente americano costeggiandolo  fino al Monte S.Elia, in Alaska; da anni si narrava di un passaggio marittimo situato nel Nord-Ovest del continente e anche l’italiano cercò di risolvere l’enigma.

Dopo settimane di inutile ricerca dovette rinunciare all’impresa e tornare ad Acapulco, dirigendo le due imbarcazioni verso le isole Marianne, l’isola di S.Bartolomeo, la Nuova Olanda, le isole Mindoro, Panay, Negros, Mindanao, le isole degli Amici e ritornando verso le sponde americane (Lima, Buenos Aires) ed europee dopo 5 anni, 1 mese e 21 giorni di navigazione..

    Il successo della spedizione fu totale e il nome di Malaspina assurse ai fasti della corte reale. Troppo in alto per una parte dell’intrigante corte spagnola. L’italiano era un uomo ambito dalla nobiltà di palazzo e si ritrovò così suo malgrado al centro di un perverso disegno di congiura, destinato a trascinarlo nella polvere. Malaspina venne arrestato improvvisamente nella notte del 23 novembre 1795 e con lui vennero arrestati il letterato padre Emanuele Gil (membro dell’accademia delle Scienze) e Maria Fernanda O’Connock, moglie del marchese Torres di Matallana, dama della regina Maria Luigia. Tutti e tre furono internati con l’accusa di complotto contro lo stato.
    Vittime di un perverso gioco ordito dalla regina ai danni del primo ministro don Manuel Gody, duca d’Alcudia, amante caduto momentaneamente in disgrazia agli occhi della sovrana, gli accusati vennero condannati al carcere senza poter dimostrare la propria innocenza. Malaspina pagò di persona un reato non commesso e pur fiducioso nella giustizia dovette subire 10 anni di reclusione. Personaggio scomodo (egli era a conoscenza della relazione adulterina della regina), Malaspina venne diffamato e riabilitato solo dopo dieci anni, per un preciso calcolo politico di Napoleoone. L’italiano rifiutò però di partecipare al governo della Repubblica Italiana e tornò nella città natale per lottare gli ultimi anni della sua vita contro il fratello Luigi che aveva dilapidato tutto il patrimonio di famiglia. Uscendone sconfitto.

La morte di Malaspina consegnò alla storia  numerosi scritti. Il navigatore era riuscito a pubblicare qualche testo scritto in carcere (scritti sulla  numismatica e sulla filosofia) ma il suo nome tornò ai vertici del mondo culturale quando nel 1854 vennero pubblicate le sue note di viaggio, che contenevano anche appunti su un progetto di un istmo di Panama. Il suo genio venne rivalutato rendendo una giustizia postuma a un navigatore capace di vincere le sfide con il mare ma non gli intrighi perversi delle corti reali.