MUSICA LIRICA/Muti arriva a Chicago

di Lidia Catalano

L'era di Riccardo Muti alla Chicago Symphony Orchestra ha avuto ufficialmente inizio giovedì 25 febbraio, quando il Maestro ha annunciato il suo programma per la Stagione Inaugurale 2010/2011 davanti a una platea gremita di giornalisti, rappresentanti delle principali Istituzioni culturali, tra cui Tina Cervone, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Chicago, oltre a una folla entusiasta di amanti della musica.

«Non nascondo che quando inizialmente mi è stata proposta la conduzione di questa Orchestra ero scettico – ha esordito Muti -: negli ultimi tempi stavo assaporando e godendo di quel senso di libertà che deriva dal non avere incarichi istituzionali duraturi, ma quando ho avuto l’opportunità di osservare l’enorme evoluzione attraversata dalla Chicago Symphony Orchestra e soprattutto le eccezionali doti non solo musicali ma anche umane dei suoi musicisti, mi sono definitivamente convinto che sarebbe stata la scelta giusta».

Più che un’iniziazione, l’approdo del Maestro alla direzione della CSO è un felice ritorno al passato. «Ho già avuto l’onore di condurre questa orchestra negli anni ’70: all’epoca ero un giovane vigoroso e appassionato, il mio timore adesso è che di quell’impeto non siano rimaste che delle decadenti rovine», ha commentato il Maestro con l’autoironia e il sense of humor tipico del Sud Italia, sua amata terra d’origine. Ma poi, suscitando l’ilarità divertita del pubblico in sala ha aggiunto: «Consentitemi però un piglio di arroganza: come il migliore dei vini italiani, non posso che acquisire maggior pregio con la stagionatura». L’atmosfera distensiva creata dal Maestro non l’ha distolto dal toccare tematiche profondamente delicate, come l’enorme potenziale insito nella musica, capace di parlare al cuore delle persone e cambiarne le vite. Di qui l’importanza, secondo Muti, di abbandonare un approccio eccessivamente autocelebrativo e autoreferenziale per dare spazio

all’innovazione, cercando in particolare di attrarre l’interesse dei giovani attraverso l’apertura a generi musicali come il pop e il rock, eseguiti naturalmente ai massimi livelli.
Muti è poi sceso nel dettaglio della programmazione musicale per la prossima stagione, sottolineando la sua volontà di cogliere in profondità  lo stile dei compositori e il “concetto” che sta dietro la produzione artistica, rifiutando stravolgimenti arbitrari. Il programma autunnale si preannuncia estremamente ricco, e comprende sinfonie di Haydin, Mozart, Beethoven, la rarissima esecuzione del Requiem in C Minore di Luigi Cherubini, nonche’ la prima mondiale di “Danza Petrificada” di Bernard Rands.

La stagione sarà inaugurata da un grande concerto gratuito che il Maestro Muti offrirà alla comunità di Chicago, da lui definita «una nuova famiglia», il prossimo 19 settembre nel suggestivo scenario del Millennium Park, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura, che coinvolgeranno le grandi comunità di italiani e di italo-americani della città.
Nonostante la difficile congiuntura economica, la CSO potrà contare sul prezioso contributo di numerosi finanziatori privati, nonchè sul supporto del colosso americano Bank of America, primo Global Sponsor della Chicago Symphony Orchestra.

«Le grandi orchestre come quella di Philadelphia, Cleveland e Chicago non possono sopperire di fronte alla minaccia della crisi globale, perchè  questo rappresenterebbe non solo un’immensa perdita per la musica, la cultura, l’arte, ma una vera catastrofe per la nostra società. In un mondo colmo di rabbia e di violenza, – ha concluso il Maestro -, la musica può educare le anime delle persone, perchè  essa parla direttamente al cuore, e il cuore non conosce differenze tra lingue, razze, religioni e culture».