EVENTI/CINEMA&MUSICA/Faccia italiana brilla in Texas

di Francesca Forzan

Brillante, stravagante, romantico, inseparabile cappello sulla testa e sorriso sanguigno. Così si è presentato giovedì sera all’Istituto Italiano di Cultura di Park Avenue, il cantautore italiano Vinicio Capossela, in questi giorni a New York per presentare all’America le sue ultima fatiche, il lungometraggio “Le facce della terra” (The face of the Land) e il nuovo tour internazionale che lo porterà in un lungo coast to coast americano.

Girato due anni fa tra Italia e Stati Uniti, il film documentario prodotto da Luca Bernini e La Cupa, è diretto dal giovane regista milanese Gianfranco Firriolo, dietro la macchina da presa affianco a Capossela già per il videoclip “Il Gigante e Il Mago”.
Cinquantadue minuti di video, scritto ed interpretato dal cantautore italiano, iniziato quasi per caso da quello che doveva essere un semplice back stage girato dall’ amico durante la registrazione dell’ultimo album di Capossela “Da solo”.
“Un film racconto on the road alla scoperta di stagioni scomparse, strumenti inconsistenti, personaggi fantastici e quotidiani, storie di vita che evocano suggestioni e pagine che diventano canzoni in carne ed ossa, incontri fortuiti a fatali, solitudini specchiate, Side Shoes da rodeo americano”.

Questo è “Le facce della Terra”, una fatica raccontata da Firriolo, presente all’incontro newyorkese di giovedì, “costata poco più di un mese di lavoro di girato e quasi un anno di post produzione, compresi i ripetuti tentativi di far combaciare l’estro e le idee di Vinicio, con le esigenze e la tecnicità che un film-racconto richiede”.
Il video si apre su una Milano d’inverno dove la pioggia si fa lentamente neve, mentre la musica e le parole di Capossela cullano dolcemente le immagini.

Da qui, dalla città in cui da molti anni vive, ha inizio del viaggio che lo ha portato fino all’America, passando per New York e per il Texas, lo stato americano per eccellenza dove, ha commentato Capossela, “mi sono sentito più a casa che in molti altri luoghi del mondo. Dopo essere stato qui, ha continuato il cantautore, ho le carte per diventare la seconda ‘star’ dopo la famosa birra locale, Long Star”.

È in questo viaggio che “un brulicare di storie e di vita affiorano sulla faccia della terra” che cose e personaggi fantastici diventano realtà, che gli strumenti musicali si animano di vita propria, che le pagine diventano canzoni, gli incontri si fanno destini.
“Nel filmato abbiamo voluto raccontare e presentare ad uno ad uno i vari strumenti, i protagonisti di queste piccole storie, e mostrare che faccia ha un cimbasso, dove abita un Wurlitzer e via così, come fosse una galleria di cose straordinarie, come fosse un Side Show di quelli che si trovano ad Austin, dove c’è un imbonitore che ti chiama e ti invita ad entrare nel suo mondo di attrazioni assurde”.
“Le facce della terra” diventa così, oltre che pura e surrealistica narrazione, uno spaccato inedito della vita del Capossela-artista, “un occhio indiscreto che immortala il processo creativo che si nasconde dietro ogni storia, dietro ogni canzone”.

Girato con tecnica mista il docu-film, come è stato definito dalla critica, si serve di linguaggi diversi tra cui quello del clip musicale, della video poesia e del reading, inserendo elementi come i “Racconti dell’Ohio” di Sherwood Anderson a cui Capossela si è detto molto affezionato.
Presentata in anteprima lo scorso settembre al Milano Film Festival, la pellicola fino ad ora è stata protagonista di alcuni festival cinematografici italiani nella sezione film “fuori concorso”. Del suo destino si conosce ancora poco, è però fissata per il 21 aprile prossimo, l’uscita di un volumetto edito da Feltrinelli, che contiene il film su dvd accompagnato da un libretto con la sceneggiatura.

A chiudere la serata di giovedì all’Istituto Italiano di Cultura di Park Avenue sono stati la musica e il piano di Capossela. Una manciata di melodie che si è mescolata, con la dolcezza di sempre, ai profumi e agli sguardi stupiti e divertiti del pubblico in sala, incuriositi dallo show del famoso mago di Austin, comparso in sala, quasi come in uno dei suoi famosi giochi di prestigio, a testimoniare che l’intreccio dei destini è come quello delle storie, della canzoni, delle parole.

La presentazione newyorkese de “Le facce della terra” inaugura l’inizio del tour internazionale di Vinicio Capossela “Solo Show” che lo porterà, oltre che negli Stati Uniti, in Canada (dall’8 marzo) e in Portogallo (dal 24 marzo).

Ad inaugurarlo, altre due serate di musica, il 5 e 6 marzo, a “Le Poisson Rouge” di New York.
Un 2010 internazionale per Vinicio Capossela, dopo che il 2009 l’aveva visto protagonista in Italia e i Europa con le canzoni dell’album “Da solo”.

Il disco “The Story-Faced Man” che raccoglie anche le musiche dell’omonimo film documentario, è uscito per la prima volta in Inghilterra il 25 gennaio scorso con l’etichetta “Nonesuch Records” e qualche giorno dopo in Italia. Diciassette brani che raccontano di un Capossela, come si definisce lui, “sempre a metà tra malinconia ed euforia”, di 20 anni carriera, di una decina d’album alle spalle, di uno stile che lo rende poeticamente unico, assolutamente lui.