Cari Onorevoli, avevate ragione, però Tremaglia fu “aiutato” a sbagliare...

Cari Onorevoli Martino e Migone, ho letto con grande interesse il vostro intervento sulla Stampa. Sono d’accordo, avevate ragione voi, per quella legge da “riserva indiana”, con quel voto “ghettizzato”, che avevate cercato di ostacolare, tutti gli italiani e soprattutto quelli all’estero ora si ritrovano a pagarne le conseguenze.

Però dalla vostra ricostruzione, manca un particolare importante, e cioè il ruolo fondamentale svolto dal Pds nel volere quella legge “ghettizzatrice”. A New York, da giornalista di America Oggi, ho assistito di persona alle spiegazioni fornite dall’allora sottosegretario agli Esteri Piero Fassino - poi diventato segretario del suo partito - per convincere la comunità degli italiani all’estero ad accettare una proposta che evitasse di far votare i cittadini italiani residenti nel mondo nei collegi di appartenzenza di ultima residenza in Italia. Voi avete riferito solo delle “contraddizioni” di Tremaglia, che da un lato voleva far votare i cittadini all’estero sostenendo una formula che annullasse il peso di quel voto... Già, ma ha voluto così solo l’allora ministro degli italiani nel mondo?

Alla vigilia del voto del 2008, in un volumetto pubblicato da Mario Mignone della SUNY e titolato “Altre Italie”, ho interpretato la vicenda così: Tremaglia, nell’eventualità di un ennesimo fallimento, si arrese e finì per trovare con la soluzione Fassino-Pds (unica proposta che la leadership di quel partito fosse disponibile a portare avanti) l’alternativa allo status quo. Il ministro degli italiani nel Mondo, diciamo così, fu aiutato a sbagliare.

In conclusione, e su questo il senatore Migone pur militando nelle file di quel partito resta un eminente storico e potrebbe aiutarci di più a capire, la responsabilità di questa legge scandalosa da cambiare sarà stata sicuramente di Tremaglia ma anche di quell’ ex Partito comunista e del suo atavico terrore per il voto degli italiani all’estero.
con cordialità
Stefano Vaccara

Caro Vaccara, la ringrazio per le cortesi parole, anche se temo ci sia un equivoco tra noi.
L’incongruenza dei collegi-ghetto non è che l’ultimo anello di una catena di errori. Come abbiamo detto il primo e principale errore è una legge sulla cittadinanza che la concede ad un ipotetico bacino di circa 75 milioni di persone che ormai con l’Italia hanno più soltanto un rapporto sentimentale, da rispettare e anche da alimentare, ma non da scambiare con i diritti e i doveri di una cittadinanza che richiede un rapporto continuativo con la terra d’origine. E che non andrebbe negata a chi, in qualsiasi altro paese vi avrebbe diritto. Mi riferisco a chi per un congruo periodo di tempo ha legalmente soggiornato e pagato le tasse nel nostro paese e, soprattutto, a chi in questo paese è nato e cresciuto.
Lei ha perfettamente ragione ad affermare che Tremaglia non è stato il solo a sbagliare, peraltro con passione e buona fede, perchè, per subalternità e mancanza di coraggio politico, la gran parte del centro sinistra (che, come male minore,tuttora scelgo) lo ha seguito nell’approvazione di norme costituzionali che sono all’origine degli attuali esiti. Quello di Fassino non fu che un tentativo di limitare il danno con gli esiti grotteschi che sappiamo.
Molto cordialmente,
Gian Giacomo Migone

Grazie per l’attenzione, caro Vaccara.
Inutile aggiungere che concordo con quanto aggiunge al nostro articolo.
Cordialmente,
Antonio Martino