SPECIALE/INTERVISTADalla parte delle donne italiane

di Graziella Bivona

Lella Golfo è nata a Reggio Calabria e vive a Roma.
Neodeputata, eletta tra le file del Pdl, è componente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo.

Il suo nome è legato all’ideazione della Fondazione Marisa Bellisario, di cui è fondatrice e attuale Presidente e che, grazie al suo contributo, rappresenta l’indiscutibile punto riferimento per l’imprenditoria e la managerialità italiane.

La sua storia nasce proprio con l’impegno sociale, che diviene una vera e propria scelta di vita. È ancora una ragazza, infatti, quando si batte con determinazione per sostenere e difendere i diritti delle “gelsominaie” della zona Jonica e delle “raccoglitrici di olive” nella Piana di Gioia Tauro. Approdata a Roma, con un gruppo di donne, inventandosi una forma di autofinanziamento per essere più libere, nel 1982 costituisce l’Associazione culturale “Buongiorno Primavera” e inizia la sua marcia ufficiale di attivismo culturale, politico, sociale dedicato alle donne, alle loro problematiche e aspirazioni. Una storia di traguardi e successi ma anche e soprattutto di impegno e fermezza, dedizione e volontà. Colpita dalla figura di Marisa Bellisario - allora Amministratore Delegato dell’Italtel e prima manager di successo che il nostro Paese ricordi – nell’89, a un anno dalla sua scomparsa, decide di dar vita a un Premio in sua memoria. Nasce così il Premio Marisa Bellisario che nel corso degli anni ha riconosciuto e valorizzato il valore di imprenditrici e manager, ma anche di donne impegnate nella conquista dei diritti umani e civili. L’elenco delle Mele D’Oro racconta storia più recente del nostro Paese con uno sguardo femminile e parla di donne che ieri e oggi rappresentano le migliori energie di cui l’Italia dispone.
Oggi, è uno dei “volti nuovi” del Pdl alla Camera dei Deputati. La scelta di accettare la candidatura è meditata ma decisa e soprattutto coerente con il suo percorso. Con la Fondazione ha sempre sostenuto che le donne devono esserci là dove le decisioni vengono prese e la leadership al femminile è un suo “cruccio” da sempre.

Quando è nata la Fondazione Marisa Bellisario?

«La Fondazione è nata nel 1989 dopo aver appreso la dolorosa notizia della morte di Marisa, grande donna e grande manager che in quegli anni, presso la Italtel, era all’apice della sua carriera. Marisa era un’icona di quei tempi e un esempio per le donne che aspiravano a raggiungere il successo e l’affermazione professionale in un momento in cui certe aspirazioni erano spesso appannaggio di soli uomini.

La Fondazione ha iniziato la sua attività promuovendo e organizzando il Premio Marisa Bellisario che quest’anno è giunto alla XXII edizione. Questo prestigioso riconoscimento è stato ricevuto da illustri rappresentati del genere femminile e da personalità che si sono distinte nei vari campi della vita economica e sociale a livello nazionale e internazionale. La regina Rania di Giordania è solo una delle ultime premiate per il suo impegno internazionale a sostegno delle opere umanitarie e di solidarietà.  

Dal 2000 il Premio è stato affiancato da un altro evento entrato ormai a tutti gli effetti nell’agenda economica e politica italiana. Da nove anni a questa parte organizziamo con cadenza annuale un seminario che affrontando temi sempre differenti, costituisce uno spazio di dibattito in cui le migliori risorse femminili del Paese possono portare il loro contributo creativo e costruttivo.
Per la scorsa edizione dal titolo “Energie Nuove” abbiamo scelto un argomento centrale su cui si gioca il futuro del pianeta, in cui la sensibilità e la professionalità femminile sta avendo un forte impatto».

Quali sono le attività principali della fondazione?

«Oltre ai tradizionali eventi la fondazione porta avanti numerose iniziative che seguono prevalentemente due direttrici: da una parte lavoriamo per la promozione e la valorizzazione dei talenti femminili e in particolare per la parità di genere nei ruoli decisionali dei vertici aziendali. Dall’altra la fondazione è impegnata in operazioni internazionali in cui il trait d’union rimane il sostegno alle donne e all’imprenditorialità femminile.
Con questo scopo abbiamo avviato interventi mirati alla formazione professionale in vari paesi tra cui India, Afghanistan, Kosovo, Argentina, Rwanda. Nell’ambito delle iniziative di solidarietà il 15 febbraio, riaperto la storica scuola materna de L’Aquila “Istituto della dottrina cristiana” che è stato ricostruito e reso fruibile anche grazie ai fondi messi a disposizione dalla fondazione.
Sul fronte della rappresentanza femminile, come Onorevole, mi sto battendo per rimuovere gli ostacoli alla parità di genere con un costante e intenso impegno politico. Una delle mie principali missioni riguarda una proposta di legge per favorire una più equa redistribuzione dei ruoli di leadership nei vari gli organi decisionali».

Che ostacoli avete incontrato?

«È inutile nascondere che gli ostacoli sulla via della parità di genere sono ancora fortemente radicati.
In Italia, le pari opportunità appaiono ancora come un miraggio. Abbiamo fatto più tentativi, anche in passato, per favorire la sensibilizzazione sulle questioni della rappresentanza femminile nei ruoli manageriali.
Come Fondazione Bellisario, nel 2004 abbiamo preso l’iniziativa di selezionare alcuni curricula di brillanti professioniste per sottoporli all’ora Ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano. Nel 2008, abbiamo ripetuto l’iniziativa con il Ministro Giulio Tremonti e con il Sottosegretario Gianni Letta.
L’intento era quello di proporre un panel di candidate per eventuali posizioni dirigenziali negli enti pubblici. Abbiamo ottenuto risultati concreti ma solo nell’immediato, che non hanno cambiato il sistema di fondo. In questo campo la speranza che si possa avviare un’efficace processo di autoregolamentazione rimane un’utopia».

Lella Golfo deputata del Pdl e presidente della fondazione Bellisario, come gestisce le due cose?
 
«Non c’è nessuna contraddizione, anzi, il lavoro di parlamentare mi consente di portare avanti con più efficacia tutte le iniziative atte a migliore la condizione femminile in un’ottica di affermazione professionale. Inoltre il mio doppio ruolo fornisce a questa attività di sensibilizzazione gli strumenti legislativi idonei per guidare la transizione del nostro Paese verso un sistema in cui sia la meritocrazia a determinare gli avanzamenti professionali».

Lei ha collaborato ad una proposta di legge che vigili sulle nomine aziendali. Di che cosa si tratta?

«I dati parlano chiaro: la rappresentatività delle donne in posizioni di vertice nelle società resta esigua e questo a anche nel caso di  società quotate, dove i modelli di gestione manageriale dovrebbero fondarsi non sull’affectio societatis, propria delle imprese a conduzione familiare, ma sulla professionalità degli amministratori, sul merito. La proposta di legge, attualmente in esame in Commissione Finanze, si pone questo obiettivo: riequilibrare la rappresentanza tra generi in seno ai consigli di amministrazione delle società quotate.  È una sfida ardua, ma bisogna superarla e  questo è l’unico strumento a nostra disposizione, l’unico correttivo da introdurre per superare i troppi ostacoli culturali che impediscono  riconoscimento delle pari opportunità nei gradini superiori della scala gerarchica dell’impresa».

Onorevole Golfo, lei , domenica prossima, inizierà una rubrica su Oggi 7, inserto domenicale di America Oggi, di cosa parlerà?

«Sarà una rubrica dedicata alla donna, sicuramente».