PUNTO DI VISTA/Il potere agli immaturi

di Toni De Santoli

 I tizi che hanno l’aria da “as a matter of fact” non ci sono mai piaciuti. Danno per scontato ciò che ai galantuomini appare intollerabile, si comportano con albagia, si ammantano di sicumera, mostrano una socievolezza finta, “phoney”, sì, “phoney”, cari lettori che vivete in America. “In other words, it all stinks – it really does”. Il Presidente della Camera della Repubblica Italiana, on. Gianfranco Fini, è uno che ha l’aria da “as a matter of fact”. Tanto che l’altro giorno - sull’onda dello scandalo, dell’ennesimo scandalo della cosiddetta Seconda Repubblica e del governo Berlusconi - l’on. Fini, stando a vari quotidiani italiani, ha dichiarato che no, non ci troviamo a che fare “con una Tangentopoli bis”: solo che si tratta di un fenomeno “di malcostume diffuso”. “Fenomeno diffuso”, quindi. Hai detto nulla…! Hai detto ‘n prospero, si dice dalle mie parti…
Se il “fenomeno” è “diffuso”, allora si dovrebbe gelare il sangue nelle vene. Ci dovrebbero cedere le ginocchia. Dovremmo provare un senso, insopprimibile, d’indignazione. Dovremmo quindi agire di conseguenza. Dovremmo consegnare all’intera classe politica italiana un secco atto di sfiducia, e senza appello, poiché ci siamo stufati di concedere appello a chi ormai dimostra da tempo immemorabile di non meritarlo il “ricorso in appello”.

Ma come può tradursi quest’atto di sfiducia verso la classe politica italiana (già chiamarla “classe politica” è fin troppo generoso nei di lei confronti…)? Semplice. Basta non votarli più. Basta non votare più per la destra, il centro, la sinistra (la quale sinistra, “repetita iuvant”, sinistra più non è).

Basta mandare alle urne il cinque o il dieci per cento di connazionali ai quali deve piacere da matti la veste che essi indossano: la veste dei turlupinati. Parlamento e Governo, è vero, si formano anche se al voto ci vanno, sì e no, centomila individui (su quaranta milioni). Ma v’immaginate l’eco (in patria, nel resto d’Europa, in America, anche in Australia e in Paraguay, a Guam e alle Maldive, a Andorra e in Costarica…) che susciterebbe una simile “catastrofe” elettorale? Probabilmente, un certo imbarazzo lo avvertirebbero anche i “padroni del vapore”, i nostri politici, quelli di tutti gli schieramenti, personaggi che mai avvertono imbarazzo, mai mostrano disagio… Nulla li turba… Nulla. Si ripresentano, immancabilmente, con la prosopopea di sempre, con la strafottenza di sempre. Con l’aria di sempre da… “as a matter of fact”.

Pretendono d’essere giudicati dal popolo italiano come spiriti eccelsi, come costruttori sapienti e infallibili, come campioni d’intelligenza, di creatività. Magari citano perfino grandi uomini del passato, politici e pensatori del passato tipo Adenauer, De Gaulle, Malraux, Camus, Malaparte. In realtà, non conoscono né Adenauer, né De Gaulle, né Malraux, né Camus…

Cari lettori che concedete grammi d’attenzione a questo “qualunquista”, dovete sapere che in Italia (e forse anche altrove), la “res publica” è nelle mani di individui che passano la vita a far finta… A far finta d’aver letto Camus, a far finta di conoscere l’opera politica e morale di Adenauer, a far finta di saper giocare a tennis. Personaggi che s’identificano (ascoltate bene) in calciatori di grido… Come se fossero ragazzi di quattordici anni… Com’eravamo noi a quattordici anni, noi che impazzivamo per Hamrin e Charles, Boniperti e Nicolè. Ma avevamo, appunto, quattordici anni… A diciotto o venti, già ci occupavamo di altro. Pensavamo ad altro e non potevamo certo immaginare che fine avrebbe fatto l’Italia. Oggi in Italia c’è un capo di governo che si diverte a fare il presidente d’una squadra di pallone… Oggi in Italia il “malcostume diffuso” sarebbe un’inezia, una – come direbbe Toto- quisquilia… Una pinzillacchera… L’Italia d’oggigiorno, cari lettori, è “proprietà esclusiva” di una grossa, grossissima, consorteria di immaturi. Immaturi (avete indovinato!) vestiti, sì, a festa…!