IL FUORIUSCITO/Mills in libertà e gli italiani sono in fuga

di Franco Pantarelli

I fuoriusciti dall’Italia crescono e le ultime delizie sembrano fatte apposta per farli continuare a crescere. Le ultime delizie della settimana appena trascorsa sono la scoperta che al Senato si annidano alcuni “referenti” della ‘ndrangheta calabresee la prescrizione accordata dalla Corte di Cassazione all’avvocato Mills, quello che è stato condannato per essersi fatto corrompere da Silvio Berlusconi.

La sua colpa e quella del suo corruttore sono confermate, dice la sentenza della Cassazione, ma siccome da un calcolo più accurato del tempo trascorso è risultato che il limite oltre il quale scatta la prescrizione è stato superato, l’avvocato Mills è libero di andarsene a casa, anche se dovrà andarci portandosi addosso il marchio di colpevolezza, visto che la sentenza di condanna emessa dal tribunale e poi confermata dalla Corte d’Appello ha avuto il sostegno definitivo dalla Corte di Cassazione. Niente galera, dunque, ma se vedete passare dalle vostre parti l’avvocato Mills potete tranquillamente dargli del “delinquente” perché per tutti e tre i gradi della giustizia italiana lo è. E la stessa “patente”, ovviamente, è stata conferita al corruttore di Mills, cioè Silvio Berlusconi, che dal processo era uscito grazie a quella cosa orrenda, sfacciata, arrogante e anticostituzionale chiamata “lodo Alfano”, dal nome del buffo ministro della Giustizia che non ne azzecca mai una.

Un corrotto condannato che non sconterà la sua pena, un corruttore che neanche si riesce a processarlo sebbene la sua colpa sia venuta fuori in tutta la sua interezza: che abisso per la povera giustizia italiana, che pure di momenti bassi, da quando sono sulla scena Silvio Berlusconi e il suo codazzo di arricchimenti illeciti, ne ha conosciuti parecchi. Come stupirsi, dunque, che i fuoriusciti crescano? Negli ultimi giorni ne sono stati rintracciati diversi in Inghilterra, in Spagna, in Francia, Paesi nei quali non mancano certo i problemi, ma nei quali se citi le leggi ad personam ti guardano come se fossi matto. Uno dei rintracciati, anzi due perché si tratta di una coppia, sono Nino Letteriello e Eleonora Balducchi, sistemati a Londra.

Sono stati intervistati e le domande erano tutte del tipo: cosa c’è qui che in Italia non c’è? Cosa ti offre di diverso l’Inghilterra? E tanti giri di parole di questo tipo, ma la risposta è molto semplice: “Qui vige il concetto che chi è più bravo guadagna di più e ha un posto migliore”, dice tranquillo Nino, ingegnere che lavora al Transport for London, la compagnia dei trasporti londinesi impegnata a programmare (già perché lì si programma) il repentino aumento della “richiesta” che si prevede per le Olimpiadi del 2012. Quanto a Eleonora, che è architetto, lavora in uno studio importante che dopo averla esaminata (“un esame duro”) l’ha assunta. Alla classica e inevitabile domanda “tornereste in Italia?”, loro rispondono che la permanenza in Inghilterra l’hanno sempre considerata provvisoria, che l’idea del ritorno è sempre presente e che amano l’Italia e tutte le cose più ovvie che il suo nome evoca: “le nostre famiglie, i nostri amici, le nosre città, i nostri cibi, la qualità della vita, il sole”. Ma il problema, dice Nino, “è che il tempo passa e il momento del ritorno non sembra proprio avvicinarsi”. E una cosa come quelle che abbiamo chiamato “le delizie della settimana” non stanno certo lì a esercitare un’attrazione irresistibile.

Poi ci sono quelli che, essendo riusciti molto bene negli studi, furono consigliati dai loro stessi professori ad andarsene “a meno che tu non conosca qualcuno ben piazzato”. Quello che fornisce questo racconto dice che a farlo tornare basterebbe molto poco: “Un’Italia più europea, più mobile e più ambiziosa”. Campa cavallo...