PUNTO DI VISTA/Protettori del troiaio

di Toni De Santoli

La parlata fiorentina è "greve". Specie se esce dalla bocca dei proletari di San Frediano, Santa Croce, San Niccolò (ma anche da quella degli alto-borghesi di Piazza della Vittoria, Via Masaccio, Via San Gervasio…). Io che sono fiorentino del Campo di Marte, classe 1946, vi assicuro che uno dei termini più "pesanti", e volgari, comunque "illustrativi", di questa parlata, è il seguente: "troiaio". Troiaio sta a indicare un grosso cumulo di nefandezze, una somma di sconcezze, una caterva di atti lerci, luridi: in una sola parola, l’abominio, ma l’abominio squallido, tutt’altro che "raffinato"…

Il troiaio di questi giorni in Italia è duplice. Esso è rappresentato dal tentativo - da parte del governo reazionario, di destra quindi - di tramutare la Protezione Civile (istituto pubblico) in società per azioni e dall’intenzione dell’amministrazione conservatrice del Comune di Roma di consegnare nel giro dei prossimi anni l’Acea (azienda municipalizzata) nelle mani dei privati. Il "colpo grosso" alla Protezione Civile sembra per fortuna fallito, ma occorre comunque spendere due parole sul caso. "Società per azioni" è quell’azienda che produce beni da immettere nel mercato; l’azienda che, per esempio, produce ferro o acciaio, salami o petrolio, automobili o tessuti e così via. Che cosa produce, invece, la Protezione Civile, sulla testa del cui capo, Guido Bertolaso, si addensano fosche nubi dietro le quali sembra profilarsi l’ennesimo scandalo all’italiana? Nulla. Ma produrre non è certo compito della Protezione Civile… Scopo di quest’organismo è la tutela del cittadino e dell’ambiente colpiti da fenomeni vari: terremoti, alluvioni, altre calamità. La sola idea (subdola, equivoca, malsana) di attribuire alla Protezione Civile la veste di "società per azioni", dimostra quindi - ove ve ne fosse ancora bisogno – l’inesauribile perversione politica, sociale, economica, della destra italiana, della destra al potere. A chi poteva servire una Protezione Civile Spa…?? A chi? Il pericolo sembra tuttavia rientrato, ma è sconsigliabile abbassare la guardia: la destra è campionessa indiscussa di pervicacia, ostinazione…

L’Acea. Per quel che riguarda un cittadino qualunque come, appunto, il vostro "qualunquista" di questa liberissima rubrica, l’Acea, così com’è disciplinata e strutturata, va benissimo. Da generazioni, l’Acea eroga agli abitanti di Roma luce e acqua. Il servizio è di prim’ordine. Le tariffe tutt’altro che esose. Agli sportelli di questa municipalizzata non ci sono mai code: in meno di cinque o dieci minuti arriva il tuo turno, trovi perfino un cassiere sorridente, paghi la bolletta, avanti il prossimo. Se di colpo ti capita un’emergenza, anche a notte fonda, la squadra dei tecnici interviene in tempi piuttosto rapidi. Ti rendi quindi conto che in momenti critici vieni assistito con tempestività e che per i servizi generali ricevuti non sei affatto costretto a svenarti.

Dovrai invece svenarti quando l’Acea (di sicuro sotto un nuovo nome, immancabilmente "trendy") sarà passata sotto il controllo dei privati, i quali mai sazi sono… Ma perché elargire agli "imprenditori" una torta così grossa e appetitosa? Perché? "Cui prodest"?? Domandarsi sempre - come sempre si domandavano, sissignori, gli antichi Romani - "cui prodest"?  I privati…  Da oltre dieci anni i privati in questo Paese hanno re-introdotto un servaggio che era sparito ancor prima della Grande Guerra. Da oltre dieci anni "privato" è sinonimo di nepotismo, inefficienza, inettitudine, tracotanza, soperchieria. Il "privato" in Italia alla "bassa forza" dà salari da fame e tiene la "bassa forza" sul filo del rasoio. Il "privato" sfrutta, umilia, vessa. Offende, insulta l’essere umano. Ricattandolo con 600 euro al mese… Esigendone la riconoscenza per il lavoro a lui concesso… Il governo di destra italiano è espressione, agente, del "privato". Ma tutto questo cominciò con una sinistra che sinistra più non era. Eccolo il troiaio… Il grosso troiaio "all’italiana".