Libera

La zarina, superman e il principe

di Elisabetta de Dominis

Ha osato troppo Antonella Clerici: a Sanremo con quel vestito intarsiato di simil-diamanti da zarina di tutte le Italie ha cercato di offuscare la regina di Giordania, in sobria tunica nera con volant a petalo bianco. Ottenendo l’effetto opposto: il kitsch dell’una ha esaltato la classe dell’altra.

"Non so come ci si comporta con una regina, non conosco l’etichetta…" ha esordito per ingraziarsela. Basta documentarsi, Antonella. La padrona di casa deve sempre indossare un abito meno elegante di quello che potrebbero sfoggiare le sue invitate, per metterle a loro agio.
Eppure Antonella Clerici è una persona fine, dalle parole misurate e dai modi gentili. Non fa la prima donna, non urla come una pescivendola, non ripete ossessivamente licenziose interlocuzioni con la pretesa di esporre un’allocuzione, non ha un accento dialettale marcato, come certe sue dozzinali colleghe. Peccato che il buon gusto del suo animo non si rispecchi nel modo di agghindarsi. Quando era più giovane, la sua bellezza non veniva intaccata dai vestitucci che si metteva. Ora però deve farsi uno spietato esame allo specchio e smettere di vedersi magra com’era. E soprattutto non ascoltare né chi le vuole bene, perché la guarda con gli occhi foderati di prosciutto, né chi le vuole male, perché ci gode a mandarla in giro ridicola. Per giudicare se stessa oggettivamente, basterà chiedersi: "Questo abito la regina Rania lo indosserebbe? E in quale occasione?" Se non sentirà la voce interiore del daimon, chieda consiglio a Berlusconi che è anche un esteta.

L’intervista a Rania è stata calibrata, a parte la frase: "Anch’io sono mamma…" Non paga, l’indomani Antonella è tornata sul tema almeno altre tre volte, implorando pateticamente Francesco Renga di "dedicare una canzone alla mia bambina". Chissà perché le donne quando fanno un figlio, la cosa più naturale del mondo, si mettono sul piedistallo della madre della patria. Ovvio che gli uomini hanno sempre cercato di buttarle giù.

Nessuna delle sue colleghe avrebbe poi chiesto al presidente della Rai Garimberti: "Come sono andata con la regina?" Certo quello che dice non è tutta farina del suo sacco, ma pure degli autori della trasmissione che le hanno ritagliato addosso il ruolo della candida Cenerentola nella stazza da matrona romana. Ma come si fa a farle ballare il can-can, tra le svettanti ballerine del Moulin Rouge, se non riesce neanche a piegare le ginocchia? Infilata per di più in un gigantesco tutù di tulle bianco, rosso e verde, che è riuscita soltanto a far ondeggiare come se mescolasse una minestra. Che pena. E che pena per il tricolore quando è finita con il sedere per terra. Sarebbe stato meglio che Emanuele Filiberto ballasse e lei cantasse. Noi italiani quando siamo qualcuno, abbiamo la presunzione di essere in grado di far qualsiasi cosa senza averne la professionalità.

Stendiamo un velo pietoso sull’idea funerea dell’intervista dell’avatar di Antonella, distesa in quella specie di sarcofago del futuro, all’attrice Michelle Rodriguez. La sensazione era che ne sarebbe uscita pronta per il museo delle cere. Invece si è rianimata per accompagnare con il suo ormai consueto ballo da sacco di patate la sigla di chiusura.

Dalla gold mom all’operazione goldfinger di superman Bertolaso, come è stato chiamato. Ma a torto, perché mater semper certa est, pater numquam, considerato che il metro di giudizio, adottato dai media italiani, non è quello che una persona fa (il suo merito o i suoi misfatti), bensì quanti rapporti sessuali consuma. Ecco che la Clerici non solo dimostra la sua prolificità, con lo sfoggio di rigonfie mammelle in cui si riconoscono tutte le mamme d’Italia, ma dichiara di farlo tutte le sere con il suo giovane compagno marocchino, mentre Bertolaso ha visto le stelle non volando o amando come superman, ma grazie alla prestazione di una massaggiatrice, né dopo è stato rinvenuto alcun profilattico… (secondo le intercettazioni).
E se i nostri governanti cominciano a fare cilecca, nonostante tutte le escort di cui dispongono, non c’è da meravigliarsi che l’imbarazzante canzone di Emanuele Filiberto sia stata ripescata dai voti degli italiani. Il principe sempliciotto non saprà cantare, ma sa parlare d’amore come i nostri grandi uomini non sanno fare: "Se stasera sono qui è per dire al mondo e a Dio: Italia, amore mio".