MUSICA LIRICA/Un Regio a misura di... re

di Mario Fedrigo

La mia violenta passione per la musica lirica mi ha suggerito un’idea che, forse, potrebbe essere gradita ai lettori di “America Oggi”. Credo che per i connazionali che risiedono così lontano, i ricordi siano sensazioni molto forti, quindi parlare di quei luoghi dove i genitori, i nonni, le zie, i cugini ci hanno portato ad ascoltare un’opera, possa essere piacevole. È per questo che vorrei descrivere i teatri italiani, dal Regio di Torino al Massimo di Palermo. Non solo i teatri grandi, ma anche quelli più piccoli, inferiori soltanto per dimensione, non certo per il ricordo sempre caro, sempre dolce, sempre vivo.

C’è chi non dimentica La Scala o il meraviglioso San Carlo, per non parlare di quel gioiello che è La Fenice, ma c’è anche chi pensa al minuscolo teatro di Busseto e molti hanno nel cuore l’Arena di Verona, le Terme di Caracalla o lo Sferisterio di Macerata. Ne parleremo. E come diceva Gigi Proietti: «Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso...».

Il Teatro Regio di Torino fu commissionato da Carlo Emanuele III a Filippo Juvarra, ma dopo la morte dell'architetto venne realizzato da Benedetto Alfieri. Fu inaugurato il 26 dicembre 1740 con l’“Arsace” di Francesco Feo, compositore napoletano. Nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1936 il teatro fu distrutto da un incendio. Il nuovo teatro, progettato dall'architetto Carlo Mollino e dall'ingegnere Marcello Zavellani Rossi, è stato inaugurato il 10 aprile 1973, cioè dopo 37 anni!

Il vecchio teatro era costituito da cinque ordini di palchi e una platea come la Scala di Milano. La sala era rivolta verso i Giardini Reali, il palcoscenico rivolto verso via Po. Il teatro era collegato al Palazzo Reale internamente di modo che il re per andare all'opera non dovesse uscire di palazzo. Ogni stagione aveva inizio il 26 dicembre, si concludeva con la fine del Carnevale e comprendeva due nuove opere serie composte appositamente per il Teatro: nel corso del XVIII secolo scrissero per il Regio celebri compositori italiani come Galuppi, Jommelli, Cimarosa, Paisiello e autori stranieri come Gluck, Johann Christian Bach e Johann Adolf Hasse; vi cantarono inoltre i più celebri castrati e prime donne dell’epoca, contribuendo in modo determinante al successo degli spettacoli.

Non minore interesse suscitavano i danzatori, che si esibivano nei due balli “entr’acte” e nell’azione coreografica finale che corredavano ogni opera. In seguito a cinque anni di chiusura (1792/1797) il Regio cambia nome più volte, rispecchiando gli eventi storici: nel 1798 diviene Teatro Nazionale, nel 1801 Grand Théâtre des Arts e nel 1804 Théâtre Impérial. Nel clima moralizzatore degli anni repubblicani è abolito il gioco d’azzardo e viene proibito l’ingaggio dei castrati (che torneranno in epoca imperiale). Napoleone presenzia agli spettacoli in tre occasioni e giungono a Torino interpreti di prima grandezza, come il soprano spagnolo Isabella Colbran che sposò Rossini, il tenore livornese Nicola Tacchinardi che tra i suoi allievi ebbe la figlia Fanny prima interprete della “Lucia di Lammermoor”, e il coreografo napoletano Salvatore Viganò.

Con la Restaurazione, il teatro rientra in possesso dei Savoia. Nel 1870 la proprietà del Regio passa al Comune di Torino. In questi anni la storia del Teatro si intreccia con quella dell’Orchestra Civica e dei Concerti Popolari ideati da Carlo Pedrotti, il quale apporta forti innovazioni nel repertorio introducendo nella programmazione la musica di Wagner e Massenet. Nel nome di Wagner è pure l’esordio in Teatro di Arturo Toscanini, che collabora con l’Orchestra dal 1895 al 1898 e che il 26 dicembre 1905, dopo i lavori di ristrutturazione guidati da Ferdinando Cocito, inaugura la nuova sala con il “Sigfrido”.

Altri autori significativi nella storia del Regio sono Giacomo Puccini, che tiene a battesimo a Torino “Manon Lescaut” (1893) e “La Bohéme” (1896), e Richard Strauss, che nel 1906 dirige “Salomè” in “prima” italiana. L’ultima grande “prima” ospitata dal Regio antico è “Francesca da Rimini” di Riccardo Zandonai, su libretto di Gabriele D’Annunzio (1914).

Dopo la chiusura nel periodo bellico, il Teatro si dedica a opere di repertorio. Dopo l’incendio del 1936, si pone il problema di stabilire a chi affidare il progetto di ricostruzione del Teatro. Il bando di concorso, pubblicato nel 1937, viene vinto dagli architetti Aldo Morbelli e Robaldo Morozzo della Rocca il cui progetto non si sarebbe mai concretizzato. Nel 1965, infatti, l’amministrazione civica promuove una nuova soluzione e affida l’incarico all’architetto Carlo Mollino e all’ingegner Marcello Zavelani Rossi. I lavori hanno inizio nel settembre 1967 per concludersi nei primissimi mesi del 1974.

Il nuovo Teatro Regio, la cui sala ha una capienza complessiva di 1.592 posti, viene inaugurato il 10 aprile 1973 con l’opera di Giuseppe Verdi “I vespri siciliani”, con regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Fu la prima e unica regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano che ebbe un esito negativo. La direzione d’orchestra è affidata a Vittorio Gui, le scene e i costumi portano la firma del noto pittore e scultore Aligi Sassu, mentre la coreografia è firmata dal grande ucraino Serge Lifar. Cantavano Raina Kabaivanska e Gianni Raimondi.
Da quella data l’attività produttiva si è progressivamente incrementata, fino alle ricorrenze che hanno segnato la storia recente del Regio. Nel 1996, centenario dalla “prima” assoluta della “Bohème”, di cui proprio il Regio ebbe l’onore di ospitare la prima rappresentazione assoluta diretta da Arturo Toscanini, si incontrano sulle scene torinesi Mirella Freni e Luciano Pavarotti, sotto la bacchetta di Daniel Oren. Lo spettacolo, firmato da Giuseppe Patroni Griffi, viene trasmesso in diretta televisiva in prima serata su Rai Due, facendo registrare oltre tre milioni di telespettatori.

Alla Stagione d’Opera e Balletto, che prevede almeno dieci titoli da ottobre a giugno, si affiancano molte altre attività: concerti sinfonico-corali e cameristici che vedono impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio; una serie di spettacoli allestiti al Piccolo Regio e destinati al nuovo pubblico e alle famiglie; manifestazioni organizzate in collaborazione con le istituzioni locali come Torino Settembre Musica, Torinodanza, RegioneInTour, Punto Verde Giardini Reali e altre. Tutte manifestazioni che pongono il Teatro Regio al centro della vita culturale e artistica di Torino e del Piemonte, ma non solo.

Questo è il cartellone della stagione lirica 2010 che inaugura con “La traviata” di Verdi il 14 ottobre. Regia di Laurent Pelly. Direttore Gianandrea Noseda. Cast: Elena Mosuc, Francesco Meli e Carlos Álvarez. Maestro del Coro Roberto Gabbiani. Novembre e dicembre (25/11-5/12). “Tancredi” di Rossini. In scena Daniela Barcellona, Patrizia Ciofi e Antonino Siragusa. Sul podio Kristjan Järvi. L’allestimento è firmato da Yannis Kokkos. Maestro del Coro è Claudio Fenoglio.  Grande danza a Natale (11-23/12) con “Lo schiaccianoci” di Pëtr Il’i   ajkovskij, nell’interpretazione dell’Accademia di Ballo Vaganova di San Pietroburgo.  A gennaio (22-31) “Idomeneo” di Mozart con Eva Mei, Darina Takova, Matthew Polenzani e Ruxandra Donose. Il direttore Tomas Netopil e il regista Davide Livermore.  

A febbraio (24/2-10/3) andrà in scena, per la prima volta al Regio Peter Grimes di Benjamin Britten. Nel cast spicca il tenore Neil Shicoff. Sul podio il maestro giapponese Yutaka Sado. A marzo (16 e 20/3) “Tannhäuser” di Wagner in forma di concerto. Dirige il m° Semyon Bychkov. Il cast: Johan Botha, Boaz Daniel, Ricarda Merbeth, Michaela Schuster e Kwangchul Youn.  In aprile (14-27/4) “Luisa Miller” di Verdi. Scene e costumi di Denis Krief. Dirige il maestro Donato Renzetti, canteranno Fiorenza Cedolins, Roberto Frontali e Roberto Aronica.  A maggio “Il barbiere di Siviglia” di Rossini (2-12/5) nell’edizione di Vittorio Borrelli e Claudia Boasso con Antonino Siragusa, Marina Comparato, Christian Senn e la direzione di Alessandro Galoppini. “L’elisir d’amore” di Donizetti (9-13/5), a Racconigi con la regia di Marina Bianchi e la direzione di Roberto Forés Veses, avrà come protagonisti Daniela Bruera, Tomislav Muzek e Simone Del Savio. “La bohème” di Puccini (21-30/5) nell’allestimento di Giuseppe Patroni Griffi. Sul podio Gianandrea Noseda. Protagonisti: Barbara Frittoli, Roberto de Candia, Natale De Carolis e Nicola Ulivieri.  

A giugno (11-23/5) una proposta inconsueta andrà in scena – al Carignano e al Regio – la prima versione integrale in epoca contemporanea di “Manfred”, dramma di George Byron messo in musica da Robert Schumann direzione di Gianandrea Noseda; la regia sarà affidata ad Andrea De Rosa. Protagonista, en travesti, l’attrice francese Frédérique Loliée.  L’attività del Regio proseguirà in luglio e agosto con la tournée in Giappone e in Cina, unico teatro lirico italiano invitato all’Expo Universale di Shanghai. Andranno in scena, al Bunka Kaikan di Tokyo (23/7-1/8), “La traviata” inaugurale con Natalie Dessay, una delle più grandi star del momento, mentre “La Bohème” verrà presentata a Yokoama (25/7) e a Tokyo (28-31/7) con Barbara Frittoli protagonista dell’allestimento di Patroni Griffi. A conclusione della permanenza in Giappone un grande concerto sinfonico corale (30/7).

Nel frattempo al Grand Theatre di Shanghai (4-6/8) verrà allestita “La bohème” che Vittorio Borrelli ha firmato sui bozzetti di Eugenio Guglielminetti. La tournée si chiuderà con un Gala nel nome di Verdi. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio, per tutte le produzioni, il maestro Gianandrea Noseda.