MUSICA LIRICA /Bizet all’NJPAC di Newark/Kirstin Chávez, una “Carmen” nata

Convincente e coinvolgente la resa che di «Carmen» ha fatto l’alleanza fra la New Jersey Symphony Orchestra e l’Opera New Jersey. Tre stupende messinscene a Princeton, New Brunswick e alla Prudential Hall dell’NJPAC di Newark hanno riproposto l’incantevole e passionale storia della passionale sigaraia che tutti incanta e strega, ma che non si lega mai a nessuno.

Simbolo com’è d’una femminilità libera “ante litteram”, la protagonista è stata interpretata da Kirstin Chávez, mezzosoprano dalla voce scura, vulcanica e carica d’erotismo che, alla creatura bizettiana ha offerto nuova linfa e nuova sanguignità. La si era già applaudita, nello stesso ruolo, alla New York City Opera, ma con l’eroina spagnola la Chávez ha ammaliato mezzo mondo, dall’Austria al Giappone all’Australia. Al suo lato, tragicamente e perdutamente innamorato fino a dar via tutto quel che, dentro e fuori di sé, gli apparteneva un Don Josè di carattere e di gran tempra impersonato da Richard Leech (ottimo ne “Le fleurque tu m’avais jetée”); e un Escamillo spumeggiante, quello di Luis Ledesma. Sul podio un Joseph Rescigno in forma smagliante, capace di cogliere del capolavoro di Bizet tutte le sfumature emotive e tutti i colori dell’anima.

«Carmen» è un'opera lirica in quattro atti di su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy. Tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée (1845), ne apporta delle modifiche salienti tra cui l'introduzione dei personaggi di Escamillo e Micaela e il carattere di Don José, nel romanzo descritto come un bandito rozzo e brutale. Al libretto collaborò lo stesso Bizet che scrisse anche le parole della celebre "habañera" (molto seducente qui la Chávez, come pure nella “seguedilla”).

La sua prima rappresentazione avvenne all'Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875. Inizialmente l'opera non ebbe grande successo così che Bizet, morto tre mesi dopo la prima rappresentazione, non poté vederne la fortuna.