TEATRO/La Tosca in... portineria

di Dodi Gatto

Tosca e le altre due», scritto nel ’78 dalla Valeri, da lei stessa interpretato al fianco di Adriana Asti, e divenuto anche un film con i medesimi volti, approda per la prima statunitense al The Cell di Manhattan. L’evento è stato reso possibile grazie all’impegno congiunto del teatro stesso e di KIT-Kairos Italy Theater, che da oltre dieci anni promuove la cultura teatrale italiana a New York e in tutto il Nord America.

Si tratta in sostanza di una versione satirica dell’opera pucciniana, ambientata nella portineria di palazzo Farnese, dove fatti e fattacci degli illustri personaggi già presenti nel libretto originale vengo “rivisti” e commentati da questa singolare prospettiva. Protagonisti sono due caratteri dal profilo popolare: la portiera del palazzo, nonché moglie di uno dei carcerieri (Emilia) e la moglie del capitano delle guardie, di facili costumi e sedicente attrice di successo (Iride). Gli avvenimenti storici ritratti dall’opera acquistano una nuova luce attraverso il loro sguardo semplice ma disincantato. Il testo prende le distanze dalle note tragiche che suonano in sottofondo e segue un registro decisamente satirico, mostrando con arguto cinismo la faccia oscura della Roma papista: intolleranza, soprusi legittimati ed un sistematico abuso di potere.

Le tre scene della commedia trovano diretta corrispondenza nei tre atti dell’opera, così che l’azione si svolge secondo un assoluto parallelismo: in primis con il “Te Deum” in chiesa; poi con l’incontro fra le due donne nella portineria di Palazzo Farnese, sede della polizia, dove vengono portati i prigionieri per essere brutalmente torturati da Sciarrone; quindi con l’alba, che vede la fucilazione dei condannati. I drammatici fatti storici si svolgono dietro le quinte, ma in sala se ne segue l’avvicendamento: lo scalpiccio dei passi, le urla dei prigionieri e del Barone ferito a morte, gli spari dell’esecuzione.

Soprattutto, si odono in sala le principali liriche, a cui fanno da eco i commenti delle due donne, con un esito macabro e al tempo stesso assolutamente esilarante. L’effetto tragicomico di questa diretta contrapposizione, sostenuto dalla comprensione dei testi attraverso i sopratitoli, trova un immediato riflesso anche nell’audience di lingua inglese, che segue con partecipazione tutti i passaggi mostrando uno spontaneo apprezzamento.
Diverse altresì le critiche positive ad oggi pubblicate sulle testate locali, a dimostrare quanto sia benvenuta la cultura italiana a New York, anche quando espressa attraverso uno spettacolo variegato, complesso e non doppiato. Merito, certo, anche di un testo intelligente e qualitativamente significativo, che conferma Franca Valeri come uno dei personaggi teatrali italiani più significativi del secolo. Grazie alla perizia delle due interpreti, che si dividono equamente la scena, l’irresistibile e pungente comicità caratteristica della grande autrice-attrice italiana riesce infatti a cogliere la situazione in modo crudo, definendo brillantemente il contesto socio-culturale del momento storico (la Roma prerivoluzionaria del 1800) e non manca di stupire con repentine virate di tono.
Emilia, rude, pettegola e benpensante ancorché dotata di esemplare pragmatismo, fa da antagonista alla vivace ed amorale Iride, vittima di un ruolo che è inevitabilmente condannata a perpetrare. Le attrici, rispettivamente Laura Caparrotti e Marta Mondelli, hanno saputo trovare un ottimo equilibrio fra le due parti, caratterizzando i due personaggi secondo le chiavi di lettura dettate dall’autrice, con particolare attenzione alla valenza linguistica del play.

I due dialetti, romano e milanese, contribuiscono, infatti, a condire la satira mordente di espressioni linguistiche che la traduzione su cui sono articolati i sopratitoli riesce efficacemente ad evocare con allitterazioni e sgrammaticature. Suoni e luci (Nick Rykert) costituiscono lo scheletro fondamentale dell’opera: alle grida del torturato si contrappongono i commenti ricchi di stolto “buon senso” che le due donne dispensano senza freno, mentre la narrazione è supportata da un intercalare di brani dell’opera lirica originale. Le scelte registiche fedeli all’originale, ma che sanno anche sapientemente sfruttare in modo suggestivo ed efficace la particolare cornice del “the cell”, ne fanno una produzione assolutamente meritevole di attenzione.

«Tosca e le altre due» sarà in scena fino al 21 febbraio, con la regia della stessa Laura Caparrotti. Un breve prologo, narrato dalla voce fuori campo del grande attore italoamericano Rocco Sisto, introduce al pathos dell’opera. Le scene sono disegnate da Lucrezia Moroni e, come per le opere liriche del Met, la recitazione è in lingua originale (italiano) con sopratitoli in inglese; la traduzione è stata operata da Natasha Lardera.