Le “Free Public Lectures” All’Italian Academy della Columbia University/ Quel filosofo “di rottura” chiamato Galileo

di Georgiana Turculet

"Tutte  le strade portano a Roma” è un antico detto conosciuto in tutto il mondo. Il grande Impero Romano vantava- a differenza della Grecia Antica- le maestose vie, costruite a scopo militare, politico e commerciale e, da questa particolare circostanza nacque tale detto. Ma nel tempo, questa espressione ha acquisito una diversa connotazione: la città di Roma di allora, anche dopo la caduta dell’Impero ha vantato nei secoli un’ alta espressione artistica, culturale e scientifica. E quindi, tutti i settori accademici di alto e altissimo studio scientifico o artistico non potrebbero definirsi tali se non considerassero gli immensi contributi che il vecchio continente ci ha lasciato in eredità.

Giovedì 11 febbraio è iniziata la serie di “Free Public Lectures by Columbia Professors” all’Italian Academy della Columbia University. Il primo evento intitolato Galileo’s “The essayer”- The Fundamental Reality of  (much of) Modern Science; The Dinstinction between Primary and Secondary Qualities; the Mechanical Phylosophy è stato presentato dalla Professoressa Christia Mercer. Lo scopo della conferenza è stato quello di inserire le teorie del grande filosofo, astronomo, e matematico italiano Galileo Galilei (1564- 1642) in un quadro filosofico contestualizzato. Galileo, nato a Pisa, fu figlio della cultura continentale, nel seno della quale è arrivato all’apice delle sue scoperte; ad esempio, rielaborò la teoria delle forme geometriche platoniche e il concetto della natura propria del retaggio antico. Numerose furono le ricerche e le teorie del genio italiano specialmente dal momento di “rottura” con la cultura occidentale del tempo, molto impregnata e costretta da valori ecclesiastici. Galileo non sempre fu visto benevolmente a causa dei suoi studi scientifici e fu, infatti, condannato come eretico dalla Chiesa Cattolica e obbligato a rinnegare parte delle sue teorie che contrastavano il Cristianesimo.

La professoressa Mercer ha spiegato come il Mechanical Philosopher Galileo prese distanza dai filosofi naturalisti, come ad esempio Tommaso D’Aquino, a sua volta importante filosofo e teologo italiano, noto per rappresentare il raccordo fra la cristianità e la filosofia classica. Galileo introdusse la matematica come fondamentale al fine di interpretare il mondo, cosicché per descrivere un oggetto o un fenomeno naturale, e.g. come definiamo il termine “calore”, per mezzo della teoria dell’ultimo si invocherà la natura della natura. Di cui, la celebre frase: “Mechanics has its fondation in geometry”.

La conferenza ha avuto luogo nel bel teatro della Casa Italiana della Columbia University sede dell’ Italian Academy ed è stata molto partecipata, dimostrandosi un momento di cultura e approfondimento per un pubblico eterogeneo di partecipanti. La maggior parte degli studenti presenti provenivano dai dipartimenti di Filosofia e Fisica, e non solo; ottima fusione in platea ai fini di un sapere condiviso da un’ottica interdisciplinare.
Le prossime Letture saranno il 23 Febbraio alle ore 4.10 pm, con Francesco de Angelis che presenterà Triumphans Arts: The Monuments of the Flavians. La sessione sarà conclusa il 10 Marzo alle ore 9.10 am con la Lettura di James Shapiro, Shakespeare’s Antony and Cleopatra.