IL FUORIUSCITO/Un’email dall’Italianistan

di Franco Pantarelli

Ho ricevuto una mail da un amico argentino che ha sua volta l’aveva ricevuta da un suo amico, anche lui argentino. “Lo so - mi dice - che l’Italia di Berlusconi ti fa soffrire. Ma forse la lettura di questa  mail che ti ritrasmetto almeno un sorriso te lo strapperà”. Siccome non si può scartare una cosa inviata con tanta cortesia, leggiamola.

Salve, sono un cittadino dell’Italianistan. Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.

Lavoro a Milano, in una  azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche l´assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.

Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al  pomeriggio, esco dal lavoro e vado a fare la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.

Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio).

Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in internet, con il provider del Presidente del Consiglio.

Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse. Per fortuna!

Numero uno: non so se questo testo sia già arrivato anche dalle vostre parti e nel dubbio vi invito a leggerlo perché, numero due: è divertente pur contenendo una sobria e ironica tristezza per la bassezza del livello politico, culturale, morale raggiunto dall’Italia e inoltre, numero tre: il signore che lo ha scritto si dichiara abitante a Milano (non quella vera, quella di Berlusconi) ma mi pare di poterlo considerare una specie di fuoriuscito ad honorem. In pratica, a prescinere dalla sua residenza è uno della tribù ed è giusto che venga tranquillamente accolto fra gli esuli dall’Italia per ragioni di stomaco e di vergogna. Numero quattro: non so se consolarmi constatando la “popolarità” che la tragedia italiana sta guadagnando fuori dei confini o se vergognarmi ancora di più. Fate voi.