PUNTO DI VISTA/La madre è greco-romana

di Toni De Santoli

Lunedì scorso, in Israele, il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha dichiarato che “la cultura giudaico-cristiana è alla base della civiltà europea”. Questo non è vero. L’Europa - e con essa l’Occidente – ha la propria origine nella civiltà greco-romana. Anzi, questa è ben più che una ‘semplice’ origine: è la madre. La madre dell’Europa (e dell’Occidente) è la società greco-romana come essa si formò due-tremila anni fa. Il principio di cittadinanza romana è lo stesso che influenzò l’ascesa dell’Inghilterra quale grande potenza mondiale. Gli stessi “Founding Fathers” (Jefferson, Franklin, ecc.) si sentivano più “romani” e “ellenici” che “cristiani” (sebbene il loro sentimento religioso fosse piuttosto spiccato: “In God We Trust”). Il concetto di termini (e quindi di istituzioni, stati d’animo, ricerca cerebrale) come “democrazia”, “filosofia”, “politica” è greco. Espressioni quali “dura lex sed lex”, “primus inter pares”, “ab urbe condita”, sono romane, latine. Il nostro Diritto poggia tuttora (anche se un po’ meno di prima) sul Diritto Romano, assimilato in buona parte anche dai francesi, dai tedeschi, perfino dagli inglesi, il cui empirismo è di stampo vicino allo stampo romano.

Si guardino le troppo sopravvalutate civiltà cinese e pre-colombiana: ferme, immote, mummificate. Dure, spietate, soprattutto. Si guardi l’Occidente… Se ne osservi il cammino compiuto attraverso i secoli. Se ne ammirino le città, le campagne (quel che ne resta…), le Università. Se ne studino i progressi realizzati e ispirati, con più costanza di quanto a prima vista non sembri, al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, dei popoli. Se ne analizzi lo spirito nelle sue innumerevoli sfaccettature e sfumature nazionali, regionali, cittadine, ma riconducibili tutte al retaggio di Roma e Atene. Si torni allo studio di Roma e dell’Ellade e ci accorgeremo, lettori cari, che tutti noi discendiamo dal mondo concepito e plasmato da Aristotele, Platone, Socrate, Pericle, Virgilio, Cesare, Augusto, Marc’Aurelio. La nostra curiosità (la vera curiosità intellettuale, sana, quindi) è aristotelica, platonica, socratica, come d’impronta augustea, antonina, adrianea, sono la contentezza – silenziosa -  di valorizzare il talento altrui, ancor più che il proprio, e la volontà d’affermare e difendere i principi della “iustitia”.

La “civiltà europea” che piace al presidente del Consiglio nemmeno esisterebbe se mai fossero appunto esistiti Aristotele, Platone, Virgilio…  Detto in parole povere, detto “giornalisticamente”, col Cristianesimo abbiamo invece avuto le Crociate, terrificanti… Abbiamo avuto l’Inquisizione… Abbiamo conosciuto un oscurantismo che avrebbe sconvolto, stupefatto, Greci e Romani. Fino (in termini storici) all’altroieri, nello Stato della Chiesa abbiamo avuto rapimenti di bambini ebrei per ordine di sacerdoti cattolici perché questi bambini potessero essere battezzati e quindi cristianizzati: bambini mai più rivisti dai loro genitori. Mai più. E nemmeno si contano le persecuzioni degli ebrei a opera dei “buoni cristiani”. Ma io non sono certo un ‘sofisticato’ (certo che no!) come Aristotele o Platone, come Virgilio o Marc’Aurelio: io, perciò, faccio di tutta un’erba un fascio, questo, sì, è il mio limite, limite di qualunquista… Il Cristianesimo che nella sua veste vaticana (ma non solo vaticana) ha tradito il mandato stesso di Gesù Cristo, ben poco ha dato agli uomini, alla “civiltà europea”. Ben poco. Attraverso i suoi agenti, sembrava che fosse, sembra che sia, interessato soprattutto a impaurire l’individuo, a “impressionare” l’individuo, ad attribuire all’individuo colpe che egli non ha, peccati che egli non ha commesso. La vita come penitenza, come rinuncia…?? Sia invece gioia, per dirla con Petronio, uomo, tuttavia, tormentato, interiorizzato.  Uno vissuto duemila anni fa… Ma inconfondibilmente moderno.

Sì, lettori cari, il vostro qualunquista è ateo. Grato comunque ai monaci di mille anni fa d’aver salvato il Latino…