LIBRI/Obiettivo Nagasaki

di Alberto Angela

Cosa è accaduto a bordo degli aerei che hanno sganciato le prime bombe atomiche della Storia? Tutte le descrizioni di questo fondamentale capitolo del nostro passato, che ha chiuso un’era (ed una guerra) e ne ha iniziata un’altra, solo raramente parlano degli equipaggi. Non entrano mai dentro le cabine di pilotaggio, non ci dicono mai chi erano quei ragazzi, quali erano i loro volti, cosa videro, cosa provarono di fronte a quel lampo stellare che annientava un’intera città.

Questa è stata la spinta che mi ha portato a realizzare due intere trasmissioni sull’argomento, su RAI 3, per “Ulisse”. Scorrendo le liste degli equipaggi, la mia attenzione si è fermata su un nome: Fred Olivi, copilota dell’aereo che ha sganciato la bomba di Nagasaki. Quel nome mi incuriosiva. Era chiaramente italiano (il nome completo era Federico Giovanni Olivi) e stabiliva in qualche modo un legame tra l’Italia e quegli eventi così sconvolgenti e importanti. Così ho deciso di approfondire la questione e cercare altri dati, scoprendo che Fred Olivi era  nato a Chicago, figlio di immigrati italiani provenienti da Corsanico, vicino a Viareggio. Da piccolo venne persino per un breve periodo in Italia e di lui esistono addirittura delle foto vestito da Balilla. Poteva essere lui la chiave per raccontare il volo su Nagasaki?

Certamente. La grande Storia è fatta di tante piccole storie, quasi sempre personali. E Fred Olivi era la persona adatta per spiegare, raccontare e far rivivere un evento del quale era stato testimone in prima persona. Più volte, mentre scrivevo al computer la puntata osservavo la sua foto (mi capita spesso di mettere sulla scrivania un oggetto, una mappa o una foto, legati all’argomento che sto scrivendo, per “entrare” nei fatti): lo si vede seduto in un momento di pausa, nella cabina di pilotaggio del suo B-29 di Nagasaki, mentre si gira verso di noi. Era diventato un volto familiare.

L’ho cercato negli Stati Uniti. Sono venuto a sapere che era un uomo che aveva sempre avuto voglia di parlare della sua missione su Nagasaki, per spiegare alle nuove generazioni come si erano realmente svolti i fatti.. Ma sono arrivato troppo tardi. Purtroppo era mancato da appena un anno… Ma ho scoperto che aveva scritto un libro, quasi introvabile. L’ho letto d’un fiato. Era il resoconto della sua vita e soprattutto della sua missione. Al suo interno c’erano le risposte a tutte le domande che gli avrei voluto fare. E’ incredibile: è stato come intervistarlo, quasi ci avesse voluto lasciare apposta quei suoi ricordi, quelle sue sensazioni. Leggere questo libro è esattamente come sentirlo parlare in prima persona seduti attorno ad un tavolo. Un giorno in redazione arriva una e-mail: il suo libro verrà pubblicato in Italia e mi viene chiesto di farne la prefazione. E’ uno strano caso del destino: è un nuovo incontro con Fred Olivi. Accetto immediatamente.

Il libro che leggerete ora, non è un romanzo, ma ha una forza ben superiore, perché i fatti sono veri. La missione su Nagasaki, l’ultima bomba atomica sganciata dall’uomo in tempi di guerra, è stranamente poco raccontata: in realtà, è stata molto più rischiosa ed intensa rispetto a quella su Hiroshima. E’ stato un volo pieno di tensioni, di paure e di colpi di scena. Fred Olivi, con il suo stile così asciutto e diretto (ben tradotto da Paolo Gussoni) ci descrive tutta la missione, raccontandoci l’atmosfera di bordo e come vennero prese, in pochi secondi, decisioni di incredibile peso. Nagasaki infatti, era solo un obiettivo di ripiego: non doveva essere bombardata. L’obbiettivo primario era invece un’altra città, Kokura, che si salvò per puro caso, perché coperta da uno strato di nuvole. Olivi ci descrive quella fatidica decisione presa nella cabina di pilotaggio. Non è facile parlare di Nagasaki. Durante le riprese in Giappone, abbiamo intervistato molti sopravvissuti, con i loro terribili racconti. Sono state le più difficili interviste della mia vita. Dalle loro parole, ma anche da questo libro, emerge tutto l’orrore di un ordigno che ha spento in un attimo decine di migliaia di vite, stravolgendo il nostro modo di pensare e la nostra Storia. In questo senso, il libro di Olivi ha soprattutto il valore di un documento storico, che racconta la cronaca di quel giorno, vissuta a bordo dell’aereo. E’ qualcosa che altrimenti sarebbe scomparso assieme a chi l’ha vissuto. Ognuno di noi ha un’opinione sulle atomiche di Hiroshima e Nagasaki, (Fred Olivi esprime la sua nell’introduzione) ma qualunque esse siano, questo libro ha il merito di aggiungere preziose informazioni e dati al quadro delle idee che abbiamo in mente. E’ un tassello in più che aiuta a comprendere meglio la successione degli eventi senza dare giudizi o interpretazioni, lasciandoci liberi di giungere ad una nostra conclusione. Una “missione” molto difficile, che Fred Olivi ha portato a termine con successo.