PUNTO DI VISTA/Feroce liberismo

di Toni De Santoli

Quando, da giovani, leggevamo degli "hobos" o, comunque, dei senza-tetto che in America trascinavano comunque fieri e orgogliosi la propria esistenza, pensavamo che da noi, in Italia, nulla di tutto ciò sarebbe mai accaduto. Pensavamo che in Europa non potesse accadere. Ci piaceva l’Europa di allora. Essa badava ai propri figli. Cuciva intorno a loro - specialmente in Svezia - una rete previdenziale che salvava la dignità, e anche la salute fisica, dei tanti i quali da soli non ce la facevano. Non potevano farcela. Non solo nell’Italia di mezzo secolo fa, ma anche nell’Italia di venti o trent’anni fa, una casa tutti ce l’avevano. Le esigenze primarie dei cittadini meno fortunati venivano soddisfatte, tutelate. Un aiuto lo si trovava. O ce lo dava lo Stato o ce lo davano le antiche società di mutuo soccorso. Ce lo forniva anche il dirigente della SIP (la vecchia compagnia del telefoni), il quale ci rateizzava - e in parecchie ‘tranche’ - la grossa cifra che dovevamo all’azienda, e questo lo faceva senza condiscendenza, senza un’ombra di carità pelosa. Quando, al termine dell’incontro, lo salutavi, lui s’alzava in piedi.

Oggi non è più così. Oggi si vive per strada anche in Italia. Si dorme per strada anche in Italia.  All’angolo fra Corso Vittorio e Via del Gesù, a Roma, è accampato da mesi un uomo, anziano, dalla pelle ormai grigia e trasparente. È sempre lì, assorto nei propri pensieri, soccorso da qualche signora che ogni giorno gli porta una minestra, un pezzo di pane. Sul sagrato d’una chiesa in Piazza del Collegio Romano, sempre a Roma, dorme una vecchia che ha però un certo tratto, un certo stile. Legge. Legge molto, immersa nella massa ormai sudicia e deforme degli oggetti che le restano. Deve aver conosciuto tempi davvero migliori, questo lo si intuisce, lo si vede. Ma ora è anche lei una "reietta", una abbandonata a se stessa. Corso Vittorio e Piazza del Collegio Romano si trovano a pochi minuti di cammino da Piazza Venezia, dal Pantheon, da Via del Plebiscito, da Palazzo Grazioli, sì, la residenza capitolina del signor Berlusconi, presidente del Consiglio.

Lo so a che cosa pensate adesso, cari lettori che vivete in America: pensate che se uno ha "cervello", "sale in zucca", voglia di fare, prima o poi sfonda, si realizza, se la fa "la posizione". Non è vero. Non sempre è così. E, badate bene, che la vita, gli uomini, possono beffarvi in men che non si dica, "a bruciapelo", senza appunto il "preavviso", lasciandovi di stucco. Lasciandovi trasecolati… Attenzione, quindi, a non liquidare come "incapaci" o "perdenti" - e con una punta di disprezzo - coloro i quali un tetto più non ce l’hanno. Ognuno di noi il proprio tetto lo può perdere quando meno se lo aspetta… In Italia gli sfratti si susseguono a raffiche, implacabili, e questo nel disinteresse di tutte le forze politiche e perfino della stampa, anche di quella "vicina" ai lavoratori.

Di recente abbiamo trascorso qualche giorno a Budapest. Abbiamo scoperto che anche a Budapest c’è gente che vive all’addiaccio, parecchia gente, stordita, meravigliata, sorpresa. Incredula. Soprattutto, umiliata. Le cronache intanto ci riferiscono che in Germania un cittadino su cinque riceve il sussidio di disoccupazione o di povertà. Da noi il sussidio di disoccupazione o di povertà non esiste quasi più, cancellato, o ridotto a elemosina, dagli alfieri dell’iniziativa privata, secondo i quali siamo tutti ricchi, o perlomeno agiati; siamo tutti "americani"… Andiamo in vacanza alle Seychelles, abbiamo la Playstation, due automobili… Oggi la tragedia, in Italia e altrove, è che gode di visibilità colui il quale vive negli agi: non gode invece di alcuna visibilità la gente che, pur spezzandosi la schiena, si dibatte nelle ristrettezze, perfino nella povertà. Non ricevono visibilità la vecchia di Piazza del Collegio Romano e il vecchio di Corso Vittorio. Ringrazino entrambi il liberismo, il neo-liberismo feroce, avido, freddo, che ci ha resi tutti quanti ricchi e felici. Che ci ha fatti diventare "come gli americani". Invece, non fa che creare povertà. Questo liberismo in Italia ha espresso un presidente del Consiglio tuttora in carica…