CINEMA/PERSONAGGI/The One Dollar Movie per tutti

di Samira Leglib

E' possibile, in tempi moderni, realizzare un film con un dollaro? È questa la sfida in cui si è imbarcato Giorgio Caridi, giovane regista romano di cui vi avevamo già raccontato quando con il suo cortometraggio, "L’Amante del mare" (The Ocean’s Lover), aveva partecipato al Long Island International Film Expo (vedi Oggi7 del 12 Luglio 2009).

Caridi attualmente risiede a Los Angeles,  dove sta promuovendo l’iniziativa THE ONE DOLLAR MOVIE, un film che realizzerà grazie e solo al contributo della gente. C’è un importante dettaglio però da sottolineare: questo contributo, benché espresso in misura monetaria, deve essere inteso come contributo di fiducia. Caridi vuole riaffermare un valore non nuovo ma decisamente un po’ decaduto nella società capitalista, ossia quello del credere nelle persone. Sulla Hollywood Boulevard di LA e attraverso social network quali You Tube, Facebook, Twitter e Myspace, Giorgio Caridi lancia la sua scommessa: se ancora credete nelle persone non dovete far altro che prendere una banconota da un dollaro, apporvi sopra il vostro nome e cognome e sostenere il progetto diventando produttori esecutivi.

È stato lo stesso regista a contattarci per raccontare di questa iniziativa dai sapori utopici e Oggi7 ha deciso di rivolgere direttamente a lui alcune domande:

Dove nasce l'idea?  
«Questa crisi economica ha messo K.O. molte persone. Molta gente che, come unico scopo aveva l’obiettivo di fare soldi e lavorare, si è ritrovata in una realtà dove il lavoro e il soldo si dimostrano elementi precari in cui credere. The One Dollar Movie vuole mostrare alla gente che bisogna iniziare a credere più nelle persone che nei soldi. Per girare un film hai bisogno di un buon direttore di fotografia, non di una buona camera».


In che modo un dollaro, che come spiega nel video blog (www.youtube.com/user/TheOneDollarMovie) non sarà utilizzato, va a costituire un capitale per la realizzazione del film?

«Il dollaro è un simbolo. Qualcosa che tutti possiamo avere. I dollari de The One Dollar Movie non sono denaro da utilizzare per finanziare o ottenere finanziamenti per il progetto.  Essi rappresentano il pensiero e la speranza di ogni partecipante. Non verranno usati se non come promemoria per ricordarci che ci sono persone che hanno "creduto" nel progetto. Che le persone non hanno smesso di credere nelle persone».


Quando inizieranno le riprese e dove eventualmente sarà presentato il film?

«Le riprese inizieranno a fine Febbraio ma la raccolta di dollari non si fermerà fino a quando il film non sarà completato del tutto. È un progetto indipendente e come tale avrà una distribuzione indipendente e, sperando nella riuscita, farà il giro di festival nazionali e internazionali. Il video blog sarà attivo per tutto il processo di pre-produzione, produzione, post produzione e distribuzione così da mantenere i partecipanti aggiornati sugli sviluppi del loro progetto».

Che parte ricopre, nella lavorazione di questo film, la figura dell'executive producer? È noto, infatti, -cito Wikipedia- che esso sia una carica fondamentale nell'industria dell'intrattenimento, il cui ruolo è spesso ambiguo e difficilmente definibile.
«Questo è un altro punto cruciale de The One Dollar Movie. L’executive producer è letteralmente colui che finanzia il progetto. In questo progetto siamo tutti finanziatori. E tutti mettiamo la stessa cifra, un dollaro. Ma non deve essere un dollaro e basta. Deve avere il nome del donatore scritto su di esso. Questo perché chi partecipa alla donazione deve "esporsi" e non rimanere anonimo. Un dollaro anonimo è semplice denaro. Questo progetto non richiede denaro, ma nomi, persone, fiducia delle persone nelle persone».

Se la gente deve tornare a credere nel prossimo, non ritiene che la chiarezza e la trasparenza siano un requisito essenziale? Questo progetto sembra invece basarsi sul mistero e su ruoli poco definiti, quasi si voglia risvegliare in automatico la domanda: cosa c'è sotto? Mi calo nella parte dell'avvocato del diavolo e pur consapevole che lo sforzo economico sia irrisorio, è la fiducia e il buon senso della gente ad essere stuzzicato. E, a mio parere, sia l'uno che l'altro valgono molto di più di un dollaro.
«Questo è un interessante punto di vista. Molta gente cerca la chiarezza in ogni cosa. La gente vuole essere padrona dei propri movimenti e di quelli del prossimo, anche dopo che questa crisi economica gli ha dimostrato che non si può essere padroni di nulla. The One Dollar Movie si svilupperà a seconda di come la gente reagisce a questa iniziativa. Come già detto nel Vlog "You are The One Dollar Movie".  Non sono io il diretto responsabile dello sviluppo del progetto, ma voi! Per questo non c’è alcun motivo di sentirsi stuzzicati o presi in giro. Non chiedo soldi, ma speranze, nomi, persone. Ho gente che mi aiuta nell’iniziativa donandomi l’equipaggiamento. Altri che mi danno la disponibilità delle locations. Altri ancora si propongono come risorse umane, extras, catering, mezzi di trasporto e nessuno di loro chiede denaro perché credono nel concetto di base del progetto. "We have to trust in people". È la gente che realizza progetti, non le macchine o i soldi. Questo è quello che The One Dollar Movie cerca di dimostrare».


È possibile donare più di un dollaro?

«Tutti devono mettere un dollaro. Tutti in questo progetto hanno la stessa importanza. Molta gente che per strada non aveva un dollaro spiccio si é proposta di darmi 5 o 10 dollari . Ho dovuto cortesemente rifiutare perché questo é The One Dollar Movie».

A che data risale l'iniziativa? E ad oggi quante persone hanno posto la loro firma sul dollaro?
«Quanto ho ricevuto fin ora non lo so neanche io. Non li conto come se fossero denaro proprio perche non lo considero tale. L'iniziativa é partita ad agosto del 2009. La gente per strada pensava fosse solo un'altra idea originale per elemosinare denaro. Ma alcuni hanno iniziato a ‘credere’ e il progetto ha perso finalmente il via. E speriamo continui cosi!»

Sempre nel video blog di presentazione del progetto utilizzi una scena tratta da "Le Conseguenze dell'amore" di Paolo Sorrentino: "Non bisogna mai smettere di avere fiducia negli uomini. Il giorno che accadrà sarà un giorno sbagliato". Quando lo spettatore vede questa scena si trova umanamente d'accordo con Servillo, fino al momento in cui scopre che il tutto preparava al bluff finale ed era parte di un piano per sottrarre soldi alla mafia. Quindi un messaggio ambiguo. Da che parte si deve posizionare colui che vorrebbe sostenere The One Dollar Movie? Il confine tra fiducia e ingenuità alle volte è labile.
«Grandissimo film! Io sono del parere che le citazioni acquisiscono il loro significato in funzione del contesto in cui le si usa. Il messaggio de The One Dollar Movie non lo definirei ambiguo. Non tutti possono far parte del progetto. È come un messaggio cifrato, solo chi è in grado di decifrarlo può farne parte. Ritengo tuttavia che fiducia ed ingenuità siano due concetti molto differenti tra loro. Si ha fiducia in qualcosa o qualcuno pur essendo consci dei rischi che si corrono. Si è ingenui quando non si è consci di questi rischi. La gente ha fiducia nel progetto. Nessuno mi spedisce dollari da ogni parte del mondo solo per ingenuità. Spero davvero che altra gente, venendo a sapere di questa iniziativa, faccia altrettanto per ottenere la propria "raccolta speranze". Io, sono sempre pronto a credere nelle persone».