Libera

Bottino Craxi

di Elisabetta De Dominis

Sì, stava scritto proprio così: "Bottino Craxi", su degli striscioni apposti dai manifestanti dell’Italia dei Valori contro la proposta del sindaco di Milano, Letizia Moratti, di riabilitare Craxi dedicandogli una strada. E per due settimane non si è parlato d’altro: quella di Craxi, come statista, fu vera gloria? Sapeva o non sapeva dei finanziamenti illeciti al suo partito? Non poteva non sapere, ma così facevan tutti…

Ovvio che non poteva non sapere: si è comprato diverse case (a Milano, a New York, in montagna, al mare, per il fratello, per un’amica, alla quale ha regalato pure un albergo, una tv locale, una Porsche, più autista e segretaria pagati) con le tangenti che venivano consegnate in una valigetta alla sua fida segretaria. La quale, per inciso, poi ha restituito 6 milioni di euro allo Stato. La sua mancetta?
Bastava questo per chiudere l’argomento. È stato un ladro e un latitante. Non si può distinguere la sua attività di statista dal suo arricchimento illecito.

Così facevan "quasi" tutti: Loris Fortuna, il ministro socialista che ha introdotto il divorzio e l’aborto in Italia, si dà il caso fosse lo zio del mio compagno. Ebbene, quando morì, si presentò ai parenti un’amica con 40 milioni di lire di cambiali che lui le aveva firmato per finanziarsi la campagna elettorale. Morì dunque con i debiti, senza neppure aver sistemato qualche parente in un posto che conta e bisognò onorare l’impegno. Questo dimostra che non tutti i socialisti erano ladri; infatti in questi giorni radio e internet erano intasati dai no della gente normale alla riabilitazione di Craxi: "Io l’ho votato, gli avevo dato la mia fiducia, e lui mi ha tradito" motivava una socialista.

In tv hanno fatto vedere i vecchi filmati del processo a Craxi. Lui dichiara al pubblico ministero Di Pietro: "C’era un sistema di corruzione che si basava sul finanziamento illecito dei partiti. Tutti sapevano che i bilanci che venivano presentati dai partiti erano falsi, ma nessuno ha mai fatto opposizione". Di Pietro ingenuotto gli chiede: "Ma allora che opposizione i partiti facevano?" E Craxi: "Riferiamoci al partito più grande, il Pci: non è mai stato povero. Tutti sapevano che la sua ricchezza proveniva in gran parte da fonti illegali".

Con una piccola differenza: i comunisti rendevano conto al partito, i socialisti no, rubavano ognuno per sé. Nonostante ciò Vincenzo Balzamo, segretario amministrativo del Psi, raccolse per il partito186 miliardi di lire (50 l’anno) più 75 messi a disposizione di Craxi "per il suo carisma politico".
Ma Craxi negò questa maxi tangente, definendola "una maxi balla". Eppure disponeva di 3 conti personali in Svizzera, che fecero movimenti per 150 miliardi di lire. All’epoca dicevano che la ricchezza di Craxi provenisse dalla ricca moglie, socia di imprese e stilisti. Apprendo ora che era figlia di un ferroviere: indubbiamente deve esser diventata un asso della finanza con un tal jolly per marito. Guarda caso Craxi autorizzava i finanziamenti al Psi solo alle imprese che gli erano simpatiche…

Per quale motivo è stato riabilitato Craxi? Marco Travaglio ha detto che "A Hammamet pregavano tutti rivolti verso Arcore non verso la Mecca. Il povero Craxi è stato usato come una spugna per cancellare ogni schifezza". C’erano Frattini, Sacconi e Brunetta, più altri 200 ex socialisti. I nani e le ballerine arrivarono alla ribalta con Craxi. In una trasmissione hanno spiegato che Craxi era anticonservatore perché sdoganò i burini: in politica la qualità è quantità, i voti contano.  Se all’epoca i socialisti non erano amati proprio perché si circondavano di parvenu,  ora questi sono la maggioranza e chi li distingue più? Chi s’indigna più?
Maurizio Reggio, il barista di Portofino che faceva affari per Craxi, e giustamente si è definito in un’intervista un craxiano e non un socialista, con una domanda ha dato la risposta: "Con Mani Pulite è successo quello che è successo. Poi siamo andati a votare e ha vinto Forza Italia. Perché gli italiani hanno votato Forza Italia?" La figlia di Craxi ha osservato: "Gli italiani a mio padre non hanno creduto, ma a Berlusconi credono". Nonostante i dati sciorinati da Travaglio: "Nel ‘92 Tangentopoli portava via dalle tasche degli italiani 10 mila miliardi di lire l’anno. Oggi 50 milioni di euro l’anno: il decuplo".

Ad Hammamet sventolavano bandiere rosse: misera rivincita fuori porta della sinistra che oggi serve Berlusconi.