“Guido” della discordia al Calandra

di Stefano Vaccara

Si annuncia denso di polemiche il “colloquium” che si terrà a Manhattan presso il Calandra Italian American Institute del Queens College e intitolato “Guido. An Italian-American Youth Style” (Giovedì, 21 gennaio, 10am-12pm,  25 West 43rd Street, 17th floor New York  212- 642-2094 www.qc.edu/calandra). Il dibattito avrà come protagonista Donald Tricarico, sociologo del Queensboro Community College- Cuny e autore di “Guido: Fashioning an Italian-American Youth Style”, saggio pubblicato dal The Journal of Ethnic Studies.  Parteciperà anche Johnny DeCarlo, un “self-professed guido” proprietario del Bonnie & Clyde Catering di Lodi, New Jersey, e anche scrittore freelance. A condurre la discussione Joseph Sciorra del Calandra Institute.

La rinnovata attenzione verso il soggetto “Guido” - termine con il quale si vuol definire quel modo di essere “muscoloso e ignorante” di un certo tipo di giovane italoamericano della zona di New York -  è scattata con l’inizio, su MTV, del reality show “Jersey Shore” e le accuse di diffamazione nei confronti del programma portate avanti dalle organizzazioni italoamericane come la National Italian American Foundation, the Order Sons of Italy in America e l’Unico National.

Si legge nell’invito del Calandra che questa reazione “illustrate how little is understood about this contemporary form of Italian-American Culture”. La questione l’avrebbe posta così il Prof. Tricarico: “Italian-American intellectual and political elites cannot pretend that Guido is a figment of the media imaginary”.
Ma c’è chi pensa che il tema propagandato da Hollywood e dalle tv dello stereotipo dell’italoamericano violento e ignorante, anche se tal volta simpatico, non dovrebbe trovare spazio nelle sale di un istituto universitario. Così abbiamo letto in un acceso scambio di email avvenuto tra esponenti della comunità italoamericana a causa dell’ospitalità offerta al Prof. Tricarico e al suo “nefasto” tema di studio. Dato che il vostro cronista è stato incluso tra i destinatari degli email e ha potuto leggere “in diretta” lo scambio tra i protagonisti, ecco che qui vi cerchiamo di riassumere i temi della discordia.  

Ad essere duramente attaccato è stato il Distinguished Prof. Fred Gardaphé del Queens College, uno dei maggiori esperti di studi italoamericani, accusato di essere l’ispiratore dell’invito al collega Tricarico.
“Donald Tricarico, the poster idiot who glorifies guido… Why in the world would anyone let alone Calandra invite this guy to spread whacky destructive views about Italian Americans” scrive Arthur Piccolo, super attivo blogger del social-network on line i-Italy.us, che ha mandato in giro le sue invettive contro Tricarico e contro Gardaphé, quest’ultimo colpevole secondo Piccolo di aver difeso con entusiastiche dichiarazione al “Time Magazine” lo show “Jersey Shore” e il fenomeno “Guido” presentato ora al Calandra, istituto di cui è Dean Anthony Julian Tamburri, anche lui tra i più autorevoli studiosi dell’identità italoamericana.

La risposta di Gardaphé non si è fatta attendere: oltre a difendere il collega Tricarico che “as any good social scientist describes Guido culture for those who are interested. He doesn’t  ‘Love it’ or ‘Hate it’….” Gardaphé ha giustificato le ragioni di tenere una conferenza su questo tema: “Whatever it is one feels about Guido culture, all Italian Americans share some responsibility for having created it… what needs to be examined is just what is and what isn’t Italian or American about Guido culture, and what is or isn’t of our own creation. That is what I feel is the work at hand”.  Inoltre Gardaphé, mostrandosi offeso da certe espressioni che Piccolo gli aveva riservato nel suo blog, pretendeva le scuse pubbliche per averlo ingiustamento accusato di “piss on my community”.

Ma a questo punto, in difesa di Piccolo e delle sue invettive, seppur con toni più consoni ad un dibattito tra accademici, è arrivato l’email di John A. Fratta, attivista comunitario e politico del partito democratico a New York, che ha replicato a Gardaphé riprendendo il paragone già fatto da Piccolo che con gli ebrei uno show come Jersey Show non sarebbe mai potuto andare in onda e che con questa conferenza il Calandra non faceva altro che dare “a slap in the face of the Italian American Commmunity”.

Subito dopo Fratta, ecco intervenire anche l’ex Dean-fondatore del Calandra Institute, Joseph Scelsa, attuale presidente-fondatore dell’Italian American Museum: “John, I could not agree more with your statement”. Scelsa ha ricordato su quali basi e obiettivi era stato creato il Calandra Institute per poi affermare: “I tried to advise the current Dean on the back ground of the Institute but have only been told it is time for a change and that we are moving in different direction”, facendo infine riferimento anche a cause legali  che coinvolgevano impiegati dell’istituto “for having been silenced in trying to the work that our community desperately needs”.

A questo punto Piccolo, forse intuendo che lo scontro fosse sul punto di precipitare su un campo non voluto dal polemista-blogger, ha inviato a tutti un email pacificatorio, in cui definiva sia Joseph Scelsa che Anthony Tamburri “quite human, each have done a worthy job as Deans of Calandra this unfortunate incident aside… and for Calandra to become the defining Italian American Institute it is capable of becoming will require a Greater vision not internal squabbling between different factions….”

Poi anche il Prof. Gardaphé gettava acqua sul fuoco delle polemiche, rispondendo al precedente email di John Fratta con toni coincilianti: “I’m glad that this controversy has brought our voices and ideas into conversation….  We agree on many things… I would never challenge another person’s beliefs and so agree with you that Mr. Piccolo is ‘not wrong in his beliefs’. You are right that ‘we should be joining forces and begin attacking the problem’. This colloquium… is not focused on the MTV show, rather the culture that the show purports to represent. … This colloquium is a signal to the world that we are taking control of our own representations…”.

Sembra che il dibattito con il Prof. Tricarico, esperto accademico dei “Guido”, al Calandra si farà. Giusto così e chissà ancora quante scintille!