SPETTACOLO/PERSONAGGI/Il Caruso dell’Air Force

di Anthony Santucci

Star indiscussa degli anni ’50, figura ammaliatrice di platee e folle, dischi, musical e film hanno fatto di Mario Lanza una figura di primo piano nello spettacolo di metà XX secolo, e non solo per gli italoamericani. E bene fa la Sony Classical (gruppo BMG\RCA) a riproporlo all’ascolto in versioni “rimasterizzate” delle interpretazioni che l’hanno reso famoso e caro al cuore di milioni di fan di qua e di là dall’Atlantico. Ultimi, in ordine di tempo, «Mario Lanza - Original Album Classics» e «Serenade». Il primo è un set di ben cinque Cd racchiudenti, praticamente, tutto il meglio di Lanza (“The Touch of Your Hand”, “Seven Hills of Rome”, “I’ll Walk with God”, “The Student Prince” e “Favorite Arias”), comprese molte arie dalle opere più famose di Verdi, Puccini & Co.; il secondo invece è un monumento al classico pop, comprendente il meglio della canzone napoletana (“Marechiare”, “O sole mio”, “Dicitencello vuie”, “Santa Lucia luntana”, “Parlami d’amore Mariù”, e tante altre ancora), nonché testi popolari da sempre (“La spagnola”, “Non ti scordar di me”, “Granada”, “Arrivederci Roma”, etc. etc.).

Con le sue interpretazioni, in particolare nel film “Il grande Caruso” (1951), ha avuto il grande merito di far conoscere e amare ai giovani la musica lirica; infatti molti furono coloro che intrapresero lo studio del canto lirico dopo aver ascoltato le sue interpretazioni, tanto che i suoi dischi sono ancor oggi oggetto di collezione da parte di molti intenditori.

Lanza - chiamato familiarmente “Freddy” e il cui vero nome era Alfred Arnold Cocozza (1921-1959) - nasce da una famiglia di emigranti italiani: il padre Antonio, emigrato negli Stati Uniti in giovane età, era originario di Filignano, in provincia di Isernia (Molise), mentre la madre Maria Lanza era originaria di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara (Abruzzo). Freddy cresce nella casa del nonno materno, proprietario di una drogheria, il quale coltiva la passione per la pittura e possiede una ricca raccolta di dischi di Enrico Caruso; Freddy diventa presto un grande ammiratore del cantante e ascolta spesso tutti i dischi del nonno, divertendosi a cantare le romanze con la sua naturale voce tenorile.

La madre, che possiede una bella voce da soprano, non intraprende l'attività di cantante perché il padre non glielo permette, ma - visto il naturale talento del figlio - pur di riuscire a fargli studiare canto, non si risparmia di lavorare per diverse ore al giorno. Freddy può così studiare con la ex cantante lirica Irene Williams, che nel 1940 gli procura un'audizione all'Academy of Music di Philadelphia e fa in modo che il maestro Serge Koussevitzky, giunto in quella città per dirigere un concerto, riesca ad ascoltare la voce del ragazzo. Per l'occasione, Freddy canta l'aria «Vesti la giubba», da “I pagliacci” e Koussevitzky, rimasto profondamente impressionato, pare abbia esclamato: «Questa è davvero una voce eccezionale: devi venire con me nel Berkshire». Con l'espressione "nel Berkshire" egli intende alludere ai corsi di perfezionamento annualmente tenuti al Festival di Tanglewood (Massachussets) presso il Berkshire Music Center, ove si ritrovano musicisti e cantanti semiprofessionisti per studiare, perfezionarsi e riposarsi insieme.

Freddy si impegna con serietà per migliorare e raffinare le sue doti naturali, distinguendosi come miglior allievo e riuscendo così esordire il 7 agosto 1942 ne “Le allegre comari di Windsor” di Nicolai, con il ruolo di Fenton, riscuotendo unanimi consensi. Fra gli altri, il critico del New York Times loda in particolar modo «la superba potenza della sua voce».

In questo periodo assume il nome d'arte di Mario Lanza, in onore della madre, e poco tempo dopo parte per il servizio militare presso la base aerea di Marfa (Texas). Qui intrattiene le truppe con alcuni spettacoli e viene soprannominato dai suoi commilitoni “Il Caruso dell'Air Force”. Viene ingaggiato per un musical al Winged Victory a Hollywood e firma un contratto di cinque anni con la casa discografica RCA Victor. Inoltre, nello stesso periodo, parteciperà anche al musical “On the Beam”. Terminato il servizio militare nel 1945, poco tempo dopo si sposa a Beverly Hills con Elizabeth "Betty" Hicks.

Lanza si trasferisce a New York e continua a perfezionarsi nel canto grazie al sostegno economico del suo agente Sam Weiler, che lo fa studiare pianoforte e canto con Enrico Rosati, già maestro di Beniamino Gigli; nel 1942 grazie alle sue doti canore vince una borsa di studio. Firma un contratto con la "Columbia Concert" e partecipa ad una tournée che lo porterà negli Usa, in Messico e in Canada, insieme al soprano Francis Yeend e al baritono George London.

Nel 1947 viene chiamato dalla MGM per interpretare una serie di sette film musicali che lo impegneranno per altrettanti anni; nel frattempo continua a tenere concerti, a incidere dischi e a partecipare a programmi televisivi. Inizia anche una serie di tour di concerti che la MGM gli ha programmato, che culminano con una grande performance il 24 luglio 1948, accanto al soprano Kathryn Grayson. Nel 1949 interpreta il suo primo film musicale, “Il bacio di mezzanotte”, dove recita la parte di un autotrasportatore di pianoforti. Al termine delle riprese, Lanza riesce a coronare quello che è sempre stato il suo sogno: interpretare un'opera lirica. Sarà Pinkerton nella “Madama Butterfly” di Puccini, cantando insieme al soprano Tomiko Kanazawa: nelle uniche due rappresentazioni, ottiene i favori della critica.

La sua popolarità e gli impegni sempre più pressanti non gli permettono di interpretare altre opere liriche e i critici riterranno che questa sarà una vera perdita per il mondo del bel canto. Il 5 maggio 1949 incide un disco di romanze che sarà considerato dalla National Records Critics Association come migliore registrazione dell'anno. Nel 1950 gira il film “Il pescatore della Louisiana”, interpretando la sua più famosa canzone: “Be my Love”.

Subito dopo recita in quella che è stata considerata la sua migliore interpretazione cinematografica, nel film “Il grande Caruso” (1951): interpretando circa quindici pezzi del repertorio di Caruso, non farà rimpiangere il grande tenore. La raccolta con i brani del film venderà in tutto il mondo più di un milione di copie e gli varrà il disco d'oro.

Il 26 giugno 1951 firma un contratto con la Coca Cola per interpretare uno spettacolo televisivo con cadenza settimanale, “The Mario Lanza Show”, di cui vengono realizzate 59 puntate, trasmesse dalle reti CBC ed NBC. In questo show Lanza, oltre ad ospitare personaggi famosi, mostra al suo pubblico - talmente entusiasta da non permettere l'effettuazione di riprese in diretta e da costringere la produzione a mandare in onda le puntate in differita - di essere in grado di interpretare canzoni di tutti i generi, da brani di Verdi alle canzoni popolari, da Cole Porter ai canti religiosi.

Nel 1954 Mario Lanza rompe con la MGM, che gli proibirà di girare film con qualsiasi altra casa cinematografica; inoltre non potrà incidere dischi e partecipare a concerti. Solo due anni dopo Lanza riuscirà a liberarsi dalle costrizioni della casa cinematografica e a firmare un contratto con la Warner Bros, per la quale interpreterà il film “Serenata”, accanto a Joan Fontaine e Vincent Price.

Ma il suo amore resta sempre l'opera e, nel 1957, parte con la famiglia per l'Italia, dove nel (1958) gira “Arrivederci Roma”, un film con Renato Rascel e Marisa Allasio; nell'occasione, incide anche la celeberrima canzone che dà il titolo al film. Nel 1959 interpreta il suo ultimo ruolo cinematografico nella pellicola “Come prima”, a fianco di Zsa Zsa Gabor.

Il mondo della lirica sembra non voler rinunciare al talento di Lanza e gli propone alcune esibizioni: la Scala di Milano lo vuole per il “Rigoletto”, mentre il Teatro San Carlo di Napoli gli dà l'opportunità di interpretare un'opera a sua scelta. Lanza sceglie “I pagliacci” ma il destino non gli concede di coronare il suo sogno: già reduce da un attacco cardiaco alcuni mesi prima, il cantante viene infatti ricoverato d'urgenza per un malore presso la clinica romana Valle Giulia, dove muore il 7 ottobre 1959 per un'embolia polmonare.