"Lo Schiaccianoci” alla Paper Mill Play House. Un incanto di favola

di Franco borrelli

Tradizione e classicità a braccetto nel «Nutcracker» della New Jersey Ballet Company; degno di stare alla pari con le produzioni più blasonate del Lincoln Center, e certo ai vertici di quanto è possibile ammirare nei teatri nordamericani. Un invito alla gioia, un inno alla famiglia, e un necessario richiamo alla concordia fra i diversi. E, proprio a riguardo di quest’ultimo punto, la NJ Ballet Company è forte esempio: si giova infatti di circa un centinaio di ballerini provenienti praticamente da tutto il mondo, e da un numero incredibile di giovani stuidenti della scuola di Livingston. Chi non abbia ancor potuto godere dei colori e calori che il messaggio natalizio di Tchaikovsky offre, può ancora fare in tempo recandosi alla Paper Mill Playhouse di Millburn (973\376-4343). Impensabile, infatti, un Natale senza «Nutcracker». Nell’area metropolitana di New York ce ne sono edizioni davvero per tutti i gusti, nei teatri e nelle High School, ma questa produzione è degna di tutte le attenzioni e i consensi possibili.

Sull'onda del successo della "Bella addormentata" Marius Petipa volle continuare la sua collaborazione con il compositore russo, cui propose di predisporre la musica per un nuovo balletto da mettere in scena per la stagione 1892. L'occasione fu offerta dal principe Vsevolojskij, direttore dei teatri imperiali, che suggerì come soggetto "Schiaccianoci e il re dei topi", un racconto di Hoffmann, da lui letto nella traduzione francese e libera versione di Alexandre Dumas padre.

All'inizio il compositore non fu molto entusiasta del soggetto ma Petipa seppe convincerlo del contrario elaborando un libretto dove la vicenda rimaneva in secondo piano rispetto all'atmosfera magica che ne venne fuori ed in cui sentimento, amore, sogno, divertimenti, prodigi venivano esaltati. Il coreografo francese, da grande uomo di teatro quale era, seppe così trovare la formula giusta perché il cupo racconto di Hoffmann divenisse uno spettacolo di grande successo e incanto. E Tchaikovsky, che aveva iniziato a comporre la musica con tanta fatica, data la vecchiaia incipiente, si buttò sul lavoro con grande inventiva e rinnovato entusiasmo sperimentando nella partitura addirittura l'utilizzo di strumenti particolari per bambini.
Per le sue caratteristiche di favola a lieto fine e per la vicenda pervasa da un'atmosfera fatata di festa, "Lo Schiaccianoci" (una fiaba fatta di dolciumi, soldatini, albero di natale, fiocchi di neve e fiori che danzano, topi cattivi, prodigi, principe azzurro e fatina), è diventato un balletto che ammalia i bambini e incanta i grandi. Per questo è lo spettacolo più rappresentato nel mondo durante le festività natalizie.

Il balletto è stato ripreso più volte dal cinema, dal teatro e anche dallo sport, soprattutto le sue musiche e la sua trama. Un esempio cinematografico è il film “Fantasia” della Disney, in cui fate, funghi animati e pesci danzano al ritmo delle note della suite dello Schiaccianoci. L'attuale popolarità de “Lo Schiaccianoci” è in parte dovuta a Willam Christensen, fondatore della compagnia San Francisco Ballet, che importò il lavoro negli Stati Uniti nel 1944. Il successo del balletto e la coreografia di George Balanchine per la sua prima rappresentazione nel 1954 creò una vera e propria tradizione invernale nelle rappresentazioni dell'opera negli Usa.