TEATRO/BROADWAY & DINTORNI/Capricci di stella

di Mario Fratti

Il regista Jonathan Bank continua a scoprire per il suo Mint Theatre (121 Christopher Street) vecchie commedie che tutti avevano dimenticato. "So Help Me God" di Maurine Dallas Watkins, l'autrice che originò anche la commedia "Chicago", ora noto musical e film. Siamo in un teatro nel 1929. Sono tutti in attesa di una stella, protagonista che dà sempre guai con il suo comportamento. Lily (la vistosa Kristen Johnston) arriva e tremano tutti. Tratta male il produttore (Allen L. Rickman), il regista (Brad Bellamy), il timido, confuso autore che deve obbedire e cambiare tutte le battute, seguendo gli ordini della drammatica, esigente protagonista (Ned Noyes). Sono presenti e terrorizzati anche l'agente pubblicitario (Peter Van Wagner) e l'assistente di scena (Jeremy Lawrence).

Arriva anche la possibile sostituta, in caso di poco probabile malattia. La giovane Kerren (Anna Chlumsky) è l'unica a non avere inizialmente paura perché è giovane ed impreparata. Si ride a tutte le sfuriate di una donna che sa di essere importante ed insostituibile ed approfitta dell'occasione. Sarebbe possibile oggi, per una stella, fare tante bizze? Non credo. Le cose non vanno troppo lisce perché inizia una certa resistenza. Quando Lily si rifiuta di andar in scena, propongono Kerren. Come osano? Torna in scena per evitare che la giovane la sostituisca ed abbia successo. Alla fine, Lily decide di morire, drammaticamente. Bella intuizione del regista. Si ride ed applaude.

Altra autrice ed attrice è Rebecca Louise Miller. Ha presentato "Fault Lines" al teatro Abingdon (312 West 36th Street). Insieme con le due attrici Anais Alexandra e Jenna Doolittle affronta un tema interessante. Le tre donne non hanno reagito quando una loro amica (caso ispirato dal ratto della Klaas) è stata rapita e poi violentata. Perché non hanno reagito ed aiutato? Sarebbe un bel dramma se dessero all'inquisitore, il giovane Tobin Ludwig, tre risposte originali, uniche. Paura? Gelosia? Identificazione? Ottima occasione per un bel dramma. Le loro risposte sono troppo vaghe e non convincono. Tre brave attrici.

Abbiamo altre tre eccellenti attrici al teatro 59E59. Tipi completamente differenti. Tre allegre britanniche in "Fascinating Aida". E' il gruppo "Aida", fondato nel 1984. Adele Anderson ha scritto buona parte del dialogo e delle canzoni. Altra fondatrice è Dillie Keane che canta e suona il piano. Due attrici mature e convincenti. Hanno accettato nel loro gruppo nuova energia, la simpatica Liza Pulman. Ci deliziano per due ore con canzoni che descrivono il mondo, così cambiato negli ultimi vent'anni. Oltre al passato, hanno inserito riferimenti al mondo di oggi. "Bloomberg è di nuovo sindaco dopo aver speso cento milioni di dollari. Viva la democrazia!" La bionda Dillie sembra stanca e dinoccolata. Si sveglia e mostra tanta energia quando parla del suo amante che promette di divorziare la moglie ma non lo fa mai. E' un bugiardo e dovrebbe mandarlo al diavolo. Tre attrici che cantano solo potrebbero annoiare. Sono invece attive e molto divertenti grazie all'abile regista-attore-coreografo Frank Thompson. Le muove con stile e ci mostra anche le belle gambe della cinquantenne Adele. Ne è ovviamente orgogliosa. Ottimo spettacolo. Raccomandato per le feste.
Nello stesso edificio 59E59, il bel monologo "Merrick, the Elephant Man" di Mary Swan (regista) e Saul Jaffe (attore). E' nota la tragica storia dell'uomo-elefante, tipo goffo e mostruoso. In teatro, in diverse produzioni, usano trucco grottesco. In questo caso, Saul si presenta normale direttore di un circo che introduce il "mostro". Va dietro una tenda e torna senza trucco. Contorcendo il suo corpo ci mostra il tormentato uomo-elefante. Attore eccellente. Si fa applaudire.

Per le vacanze di fine anno c'è un ottimo spettacolo per tutta la famiglia: "Pucelandia" di Fran Handman (libretto e liriche) e Sheldon Gartner (musica). Diretto con estro e vitalità da John W. Cooper nel suo bel teatrino Turtle Shell (300 West 43rd Street). Una bella favola in cui un giovane re (Jack Tartaglia) viene convinto da un subdolo cortigiano (Stephen Joshua Thompson) ad usare ed imporre nel suo regno un solo colore, un grigio sbiadito. Guai per tutti. E si ribella la fidanzatina Lucy (Annie Baltic). Romo Hallahan e Jimmy Heyworth sono gli ubbidienti servi del vile cortigiano. Tante avventure, tutte divertenti. Tanti bambini nella compagnia. Vale la pena mostrarli ai propri figli. Buona musica, tanti applausi.

Alcuni produttori sono persistenti ed amano le commedie da loro rappresentate. Pat Addis si batte per tenere in piedi "39 Steps" (raccomandato). I quattro produttori di "Avenue Q" non si arrendono e dopo tanti mesi a Broadway si son trasferiti ora in un teatro off, dove le spese sono inferiori (340 West 50th Street). Lo raccomando a tutti, anche a quelli che lo hanno già visto. Una simpatica storia di giovani più o meno disoccupati che si amano, lottano ed usano dialogare anche con pupazzi sexy. Si ride molto. Per tutta la famiglia.