Twelfth Night” allo Shakespeare Theatre of N.J.. Dal caos all’ordine dell’amore

di Franco Borrelli

Se la musica è il nutrimento del cuore, che si continui a suonare. Prima fu il caos, direbbe Pirandello, poi venne l’ordine, cioè l’amore. Se si potesse definir perfetta una commedia, questa “Dodicesima notte” di Shakespeare meriterebbe in pieno tale attributo. E se ci fosse una resa teatrale da meritar lo stesso complimento, sarebbe appannaggio certamente di quest’edizione dello Shakespeare Theatre of New Jersey.

Qui, in un’atmosfera fra il surreale e il poetico universale, Bonnie J. Monte, regista sempre assai attenta e direttrice del Theatre da moltissimi anni, ci presenta una favola di uomini e di sentimenti in una terra senza tempo e senza geografie. Ambientata oiginalmente nell’Illiria (penisola balcanica), qui, in questa produzione con scene disegnate dalla stessa Monte (che si è avvalsa anche dell’aiuto di Denise Cardarelli e di Clint Ramos, per i costumi), essa è trasformata in un paesaggio “essenziale”, dominato dal bianco (nuvole?) e dall’azzurro (mare).

La interpreta, questa «Twelfth Night», un cast di assoluto livello artistico formato, fra gli altri, da Erin Partin (Maria), Elena Shaddow (Olivia) - a Broadway la si ricorda nell’eccellente “Nine” del nostro Fratti -, Amy Hutchins (Viola), Dave Shalansky (Toby), Geoff Wilson (Sebastian), Matt Bradford Sullivan (Andrew), Steve Wilson (Orsino), Ryan Farley (Feste) e Daniel Stewart (Malvolio) [fino al 3 gennaio al Kirby della Drew University di Madison, NJ, tel. 973\408-5600].

Il titolo shakespeariano allude alla festa della dodicesima notte (l'Epifania) chiamata così per il numero dei giorni che trascorrono dal Natale fino alla festività. Rappresentata la prima volta nel 1602, par che letterariamente sia derivata da “Gl'ingannati”, un testo italiano allestito a Siena dall'Accademia degli Intronati nel 1531. Essa racconta una storia di amori e inganni, nella quale i gemelli Viola e Sebastian, a seguito di un naufragio, si trovano a conoscere il Duca Orsino e la dama Olivia. Orsino ama Olivia che ne ignora la corte, ma quando si trova davanti al messaggero di Orsino (la giovane Viola che dopo la perdita del fratello si è camuffata da uomo per entrare al servizio del Duca), se ne innamora, scatenando una serie di eventi e imprevisti che condurranno al lieto fine. Una sottotrama, importante ai fini dello svolgimento della trama, vede protagonisti i personaggi che popolano la corte di Olivia: il giullare Feste, il maggiordomo Malvolio, la cameriera Maria, lo zio Sir Toby, il servo Fabian e Sir Andrew Aguecheek. Il maggiordomo Malvolio viene beffato dagli altri cinque che, falsificando una lettera, gli fanno credere di essere oggetto di attenzioni da parte della padrona Olivia.

“Assistiamo qui a un mondo fuori equilibrio - ha sottolineato la Monte - e partecipiamo anche noi, pian piano, alla sua restaurazione. Ossessioni ed eccessi segnano un po’ tutti questi personaggi, che, alla fine, finiscono però tutti col riacquistare piena coscienza di sé, con soddisfazione e accordo di tutti”.
Quale miglior augurio per questi giorni festivi di raccoglimento e di compagnie familiari tanto semplici quanto necessarie?