Italiani in America

Il padre del jazz bianco

di Generoso d’Agnese

Era appena finita la Prima Guerra Mondiale e stava per nascere il mito di Al Capone, nella Chicago che vide nascere, il 19 marzo 1919, Leonard Joseph Tristano. Venti anni dopo sarà invece New York a celebrare la nascita di un nuovo genio della musica jazz, e di un nuovo  genere, il cool jazz. Un pianista dalle mani fatate, questo era considerato Lennie Tristano nell’ambiente raffinato del jazz, ambiente che però lo vide sempre alieno. Un talento che divenne leggenda, anche grazie alle sue rare apparizioni in pubblico.

Lennie era originario di Aversa (Caserta), secondogenito sfortunato di 4 frattelli. L’influenza spagnola infatti lo aveva reso cieco a soli nove anni e dopo varie bocciature fu mandato a una scuola per ciechi dove si distinse per le sue doti musicali e per le sue inclinazioni alla matematica. Il giovane iniziò con successo lo studio del sassofono, del clarinetto e del violoncello e divenne direttore delle orchestrine studentesche, ma riservò un amore particolare al pianoforte, strumento che lo avrebbe reso famoso.
Iscrittosi al  Conservatorio di Chicago, conseguì il “Bachelor of Music” in soli due anni (ne occorrevano 4) e dovendo completare la formazione obbligatoria, si diplomò anche in  pianoforte e composizione. Lennie però non arrivò però mai al diploma di Master of Arts, non avendo i soldi per pagare gli esami finali. Giocoforza scelse di iniziare a lavorare e venne ingaggiato nelle feste private e nei night club. Suonava di tutto ma il suo amore per il jazz non trovò riscontro nei cultori della musica d’improvvisazione.

Erano anni ancora oscuri per il jazz e Tristano si guadagnava da vivere soprattutto con le esibizioni di musica da ballo. In quegli anni egli divenne anzi il "re della rumba" ottenendo il plauso del pubblico. Ma tra gli amici musicisti dell'italoamericano il talento espressivo di Lennie era già divenuto oggetto di ammirazione e per la sua musica impazzirono letteralmente solisti del calibro di Lee Konitz, Chubby Jackson e Billy Bauer. Quest'ultimo diede vita, con Fishkin al primo trio guidato da Tristano, un complesso che ottenne in breve tempo scritturazioni a Long Island, Freeport e New York.

Nel 1949, insieme a Lee Konitz e Warne Marsh incise, “Wow”, “Crosscurrent”, “Sax of a kind”, “Marionette”, “Intuition”, “Digression”, e  “Yesterdays. Intuition e Digression”, completamente improvvisati e sprovvisti di melodia e ritmo prefigurato, sono spesso citati tra i primi esempi di free jazz e di improvvisazione libera. Nel 1955 il musicista italoamericano registrò una delle migliori improvvisazioni del jazz: “Requiem”. Un omaggio al grande Charlie Parker, la cui morte venne annunciata mentre Tristano era in sala di registrazione.

Del "genio musicale", Lennie Tristano incarnò davvero tutte le caratteristiche, prima fra tutte quella scontrosità che più di una volta lo trascinò in feroci polemiche con i mass media e con il suo pubblico. Ma, all'inventore del free jazz, al padrino del cool jazz (un'etichetta che l'italoamericano avrebbe sempre aborrito), si perdonò davvero tutto, nel nome di un'arte musicale che rasentava la perfezione.
“The New Tristano” rappresentò forse il più importante lavoro registrato dall’artista ( fu inciso dall’Atlantic Records nel 1962) e ancora oggi viene considerato come una delle migliori incisioni per piano solo nella storia del jazz. I grandi successi personali non cambiarono però l'indole del musicista cieco di origine campana. Per lui tutte le soddisfazioni musicali non lo ricompensavano dei sacrifici costretti a subire nella professione di musicista di locali notturni: Tristano vedeva il proprio futuro soltanto nel campo dell'insegnamento e ad esso si dedicò sull'onda dei suoi successi.

Dalla metà degli anni '50 Tristano si concentrò sulla formazione diventando probabilmente il primo a insegnare jazz in maniera strutturata. Le composizioni di Tristano, classificate tra il cool jazz, sono caratterizzate da strutture inconsuete, compreso l'utilizzo del contrappunto, una tecnica piuttosto rara nel jazz. Caratteristiche cui attinsero grandi firme della storia del jazz come Lee Konitz, Charles Mingus, Connie Crothers, Sal Mosca, John La Porta, William Russo, Herbie Hancock e Bill Evans.

A partire dal 1951 Tristano aprì uno studio personale sulla 32ma strada a Manhattan, dedicando all'insegnamento le sue migliori energie, ma non abbandonò definitivamente l'attività musicale "live". Si esibì varie volte in locali newyorkesi e le esibizioni dell'italiano continuarono a richiamare numerosi appassionati anche nei primi anni Sessanta e nel 1965 anche l'Europa poté finalmente apprezzare dal vivo le eccezionali qualità artistiche del jazzista di Chicago. Gli anni però non mitigarono il carattere di Lennie, che anzi divenne sempre più bizzoso e solitario. Nel 1974 rifiutò di apparire alla Carnegie Hall per il concerto in suo onore organizzato dalla New York Jazz Repertory Company, e soprattutto rifiutò di incidere nuovi dischi per evitare di finire nel "business" musicale: "Non ho alcuna intenzione di prostituirmi alla musica commerciale".

Tristano entrò così definitivamente nell'ombra lasciando ad altri personaggi lo scettro dello spettacolo e della gloria. Per lui, amante di una musica tutta intuitiva, il tempo si era fermato sulle note e nelle rarefatte atmosfere dei ritmi. Morì il 18 novembre del 1978 e oggi Lennie è una leggenda riconosciuta della musica jazz bianca (forse l'unico jazz bianco originale) e lui ci è entrato in punta di polpastrelli e sulle ali della sua tastiera di pianoforte.

La città di Aversa, dieci anni dopo la sua morte, nel 1988, e grazie all’iniziativa del jazz club a lui intitolato, gli ha intitolato una strada, la prima in Italia dedicata ad un jazzista.