PUNTO DI VISTA/Sbattiamoli nelle “brevi”

di Toni De Santoli

Avanziamo una proposta: releghiamoli tutti quanti nelle "brevi", vale a dire nelle notizie in breve, che in genere vanno dalle venti alle quaranta parole ciascuna, precedute da un pallino nero o presentate con titoli (così si usava una volta) a "corpo" 10 o a "corpo" 12. Imbottigliamoli tutti quanti nelle "brevi": Berlusconi, Casini, lo stesso Bersani disertore della manifestazione anti-governativa del 5 dicembre; Franceschini, Fini, Bossi, Maroni, Tremonti, Bondi, Bonaiuti, i due Letta. Non parliamone quasi più. Non prestiamo più attenzione a questa plètora di personaggi i quali nulla hanno da dire, nulla hanno da offrire che ci sia di insegnamento, di incoraggiamento, di utilità. Oltretutto, non hanno nessuna intenzione di schiacciare il mostro (citiamo solo questo) che destabilizza la psiche, i nervi di milioni di italiani, il mostro chiamato precariato (i contratti a termine, i contratti a progetto...). Non hanno nessuna voglia di fermare con leggi giuste, con atti concreti, la "fuga di cervelli" dall'Italia, oggi ben più massiccia, drammatica, di quella manifestatasi una prima volta sul finire degli Anni Sessanta. Il loro contributo alla Nazione è inesistente. Zero. Zero assoluto.

Smettiamo di servire come cassa di risonanza a questi signori il cui distacco dal cittadino qualunque (dall'"uomo qualunque") fa impressione, rattrista, sconcerta. Ogni volta che, per esempio, titoliamo "Cena stasera fra Berlusconi e Fini", facciamo un favore a Berlusconi e a Fini. Ogni volta che nugoli di cronisti delle tv li aspettano frementi all'uscita dei palazzi papalini, i cronisti, i caporedattori, i direttori dei cronisti fanno un favore a questi individui i quali dinanzi alle telecamere si gonfiano, eccome se si gonfiano i pavoni ai quali gira per forza la variopinta ruota...

Puntiamo sulle inchieste, quelle vecchia maniera, i cui autori scorticavano davvero chi meritava d'essere scorticato e suscitavano attenzione e stima verso chi meritava attenzione e stima. Che Berlusconi e Fini, Bersani e Franceschini s'incontrino stasera a cena, non ci interessa. E' una "non" notizia. Diffonderla, ha il solo effetto di fare il gioco degli interessati. Puntiamo sui dati di fatto. Sviluppiamo un giornalismo "matematico", "aritmetico", ma anche "antropologico". Se il Pil (prodotto interno lordo) subisce una flessione del tre o quattro o cinque percento, ma questo - perdio! -  è argomento da prima pagina (titolo a nove colonne, si diceva un tempo), è uno sconquasso al quale la collocazione nelle pagine interne, o in basso sulla prima pagina con un titolo a tre sole colonnine, sta stretto, troppo stretto. E' anti-giornalistico. E' "politico", dannatamente "politico". Quindi immorale.

Altro esempio: Roma - Roma col suo pathos, le sue bellezze, il suo fascino plurimillenario - oggi appare più sudicia, più lercia, più trasandata di prima. La sciatteria la avvolge, la abbraccia in una stretta che non può non provocare indignazione. Ecco, questo è argomento da prima pagina. Perché a Roma si deve provare schifo a camminare in tante vie e in tante piazze? Perché? Perché da anni e anni si lascia che venga commesso un tale scempio? Si individuino i responsabili, dieci o cento che essi siano e, con rigore giornalistico, con rigore scientifico, vengano ‘dati in pasto' all'opinione pubblica nazionale e internazionale. Che i loro nomi diventino sinonimi di incuria, indifferenza, perniciosità.

Della brutta, esecrabile aggressione dell'altro giorno a Silvio Berlusconi, si parla già troppo. Se ne parlerà ancora per troppo tempo. Dell'attentato a Ronald Reagan commesso nel 1981 da John Hinckley, dopo tre o quattro giorni già non si parlava più. Non c'era motivo di parlarne ancora. Non c'era un motivo di ordine morale, non c'era una ragione di ordine pratico. Le cupe, malsane tensioni si smorzano e si eliminano anche così. Qui invece il baccano continua. Irritante. Fastidioso. Inutile.

Sissignori, sbattiamoli nelle "brevi" gli "attori", i politici di carriera, gli affaristi che si dànno alla politica...