Libera

La toilette alla coscienza

di Elisabetta de Dominis

E meno male che non è morto. Se no, ve li immaginate i suoi comunisti in prima fila a piangerlo con calde lacrime? In seconda fila, contriti (come richiede l’etichetta buonista), i comunisti duri e puri, quelli che non ha liberato, che non è riuscito a portare nel Popolo della Libertà. Gli imperatori romani liberavano gli schiavi che si comportavano bene… Dunque il Popolo dei Liberti lì a piangere, a pregare la Madonnina del Duomo che interceda per la buonanima e per la loro sorte.

A proposito, c’è chi la Madonna l’ha ‘quasi’ vista in ospedale materializzarsi nelle fattezze di Veronica Lario, chi ha sentito una sua telefonata all’ex-marito, invece mai avvenuta… Insomma noi donne dobbiamo perdonare sempre, come la Madonna. Per inciso: ho sentito dire da un arcivescovo, in una chiesa dedicata alla Madonna della Misericordia, che lei intercede presso Dio e lo Spirito Santo. Mi è venuto un nervoso… perché la Misericordia è la divinità più antica che l’uomo conosca e sembrerebbe invenzione cristiana e che tutto quello che fa sia intercedere, essendo i miracoli atti puramente maschili… Perciò tutti si aspettavano un atto di prostrazione di Veronica: “Ti perdono tutto, figlio mio”. Perché lui, l’uomo, è sempre il figlio che le combina e va perdonato. Poi, non appena si rimette, torna a fare il padre e, quando occorre non dare spiegazioni, lo spirito santo che scende dappertutto. Come abbiamo visto… Non voglio dissacrare, ma sono un po’ stufa di vedere la donna per secoli messa in secondo piano. E si sa che gli uomini traggono insegnamento in primis dalle sacre scritture. Scritte appunto da uomini…

Alla morte del Nostro i suoi davvero non erano preparati. Non possono che venirmi in mente future scene disgustose tra il Popolo della P maiuscola: il primo a esser inviato a miglior vita sicuramente sarebbe Bossi, il figliol prodigo odiato dagli alleati. Dopodiché i leghisti brucerebbero tutte le bandiere italiane, allora gli ex camerati, ricompattatisi,  gli sfilerebbero dal taschino quegli orrendi fazzolettini verdi per farglieli mangiare. Indi, dopo averli appesi tutti a testa in giù con il nodo della cravatta pure verde, si metterebbero a cantare “Fratelli d’Italia”, senza accorgersi che nel frattempo i comunisti duri e puri avrebbero radunato tutte le ragazze e ministre alla pari (resterà un mistero perché Berlusconi le trattasse da pari) su un rogo di fortuna, intonando “O bella ciao!”.  A questo punto, sopraggiungerebbe Fini a capo di novelle schiere extracomunitarie, nel pugno sollevato migliaia di crocifissi staccati all’uopo dai muri delle scuole, per alimentare il fuoco. Ma ecco alle loro spalle Casini, più bello che mai (si fa per dire, visti gli altri) avanzare come un arcangelo vendicatore, alla testa di moltitudini… tutti italiani ritornati improvvisamente democristiani alla bisogna. S’udrebbe allora una voce tutt’attorno: “Fratelli, il mio e il vostro sacrificio…” Attimo di stupore: “Un miracolo! Berlusconi redivivo, ma…– poi attimo di smarrimento – no, è la voce del Papa…” “Chiamatemi Papi, cari, finché non sarò andato dal dentista. Poi vi dimostrerò con i fatti chi è il vero Papa”.

Beh, a forza di parlare del premier, ho imparato un po’ a raccontare le barzellette anch’io.
E meno male che non è morto, perché dei morti è sacrilegio dir male (anche se si sono comportati male in vita). Non è morto, ma è già tabù parlare male di lui. Che poi cosa hanno detto di tanto sacrilego Tonino e la Bindi? “Berlusconi è tra gli artefici di questo clima e non può fare la vittima”. Vero. E non meno vero solo perché il premier stava soffrendo e universalmente, secondo l’etichetta buonista,  bisognava riconoscerlo martire. Quanta ipocrisia. L’indomani, nella trasmissione Porta a porta, Vespa ha incalzato la Bindi, la quale negava la seconda parte dell’affermazione attribuitale, e ha replicato sorridendo peloso: “Non l’ha detto, ma l’ha pensato…” Lei ha risposto: “I miei pensieri sono solo miei”.  Umiliante. Sembrava la caccia alla strega. Il fatto è che i berlusconini sono talmente disgustosi che si credono belli. E passi per il fuori, ma è il dentro che è proprio irrimediabile. Come ha detto un vecchio prete stamattina, più intelligente dell’arcivescovo: “Ogni mattina dovete farvi la toilette anche alla coscienza”. Perché non è autopulente, nonostante la confessione non la faccia più nessuno.