TEATRO/Bohèmienne “calabra"

di Laura Caparrotti

La settimana scorsa abbiamo avuto il piacere di assistere ad un'ottima produzione teatrale: "Biography" al Mint Theatre. Scritto da Beherman, giornalista del New Yorker, negli anni '30, "Biography" racconta di un'artista, Marion Froude, una bohèmienne agli occhi degli altri, in realtà una donna indipendente e forte, capace di decisioni importanti, anche se dolorose. Come in molti testi di quegli anni, la figura femminile viene celebrata per le sue capacità, diciamo, maschili. È una donna che non teme giudizi, capace di stare sola, di fare scelte controcorrente, e di sorridere, nonostante tutto.

Dicevamo che la produzione ci è sembrata ottima, a partire dall'attrice principale, Tracy Shayne, veterana di Broadway e Off Broadway, presenza fantastica, capace di raccontare in modo delicato e intenso tutte le emozioni a cui il personaggio di Marion va incontro. Così il resto della compagnia, la regia e persino la produzione tutta meritano un applauso scrosciante. Proprio nella produzione, abbiamo trovato il nome di un artista italiano, proveniente dalla bellissima Roccella Jonica in Calabria, da anni a New York e ora produttore con la sua Mare Nostrum Elements, regista e coreografo di successo. Il suo nome è Nicola Iervasi, il suo sorriso è contagioso e la sua energia la potete carpire dall'intervista che gli abbiamo fatto e che vi proponiamo.  


Nicola, come  e quando sei arrivato a NY?

«Ero venuto in una vacanza studio di tre settimane nell'estate del 1998, durante la quale ho vinto una borsa di studio presso la Martha Graham School of Contemporary Dance. È stata una delle decisioni piu affrettate e impulsive che abbia mai fatto. L'idea di studiare a NY era troppo allettante. Una di quelle occasioni che raramente si ripetono e mi dicevo che in fondo "l'Italia è sempre li....", anche se a Roma dopo un paio d'anni di sacrifici avevo finalmente cominciato a lavorare, avevo trovato un agente cinematografico, avevo alcuni provini da fare e c'era persino la prospettiva di far parte del corpo di ballo in un programma Fininvest. In realtà, non ci ho pensato tanto e mi sono detto "Carpe Diem", ma non è stato facilissimo».  


Come è nata la Mare Nostrum Elements?

«Improvvisamente e di fretta. Ancora prima di arrivare a NY avevo in testa delle idee per un spettacolo e avevo sempre desiderato poter creare un gruppo di amici e lavorare insieme. L'occasione che ha dato inizio a tutto è arrivata nella primavera del 2001. In quel periodo stavo collaborando con il dipartimento di musica della NYU come coreogafo e danzatore.
Conobbi un giovane musicista greco, Dimitris Issaris, che destò subito la mia attenzione per l'originalità delle sue composizioni. Cominciammo a frequentarci, a scambiarci idee e a capire che i nostri mezzi di comunicazione si sarebbero accoppiati perfettamente in uno spettacolo che parlasse di mediterraneità. Nell'aprile 2001 il professore Dino Ghezzu ci chiamò nel suo ufficio e ci propose di presentare lo spettacolo durante la "Composer Forum Series" dell'Università. La data prestabilita era a meno di un mese. Io avevo alcuni pezzi di musica di Dimitris, alcune idee e amici. Non avevo un nome per la compagnia o soldi da investire per comprare costumi o altro materiale. Cominciai a rivolgermi ai miei colleghi con i quali avevo un'affinità particolare.
Fu lì che capii che tipo di gruppo avrei voluto mettere su: un gruppo di amici, collaboratori affiatati che lavorano insieme per lo stesso progetto o idea. La parte più difficile è stato lo scegliere il nome. Sapevo che non volevo usare termini come compagnia, ensemble, group, troupe. Cercavo qualcosa che accomunasse il mondo antico e il mondo nuovo, le tradizioni delle mie radici calabresi e la sperimentalità americana; volevo un nome che sapesse di antico e mettesse in risalto l'individulità delle persone.
Mi piaceva l'idea del mare Mediterraneo che accomuna diversi popoli e culture, e avevo la visione di elementi artisitci che influenzavono lo stesso progetto. Continuavo a pensare al latino come antico vincolo di comunicazione e l'inglese che per certi versi lo ha sostituito. Non ricordo esattamante cosa mi abbia convinto a scegliere questo nome, ma ricordo che l'ho scelto la sera prima di mandare in stampa le cartoline dello spettacolo».  

Come decidete cosa produrre e perchè?
«In maniera molto organica. La missione è creare, produrre e divulgare espressioni artistiche di alto valore emotivo».  


Quanto di italiano credi ci sia nelle vostre produzioni?

«La ricercatezza, lo spirito di collaborazione e la voglia di divertirsi, di lavorare intensamene con spenzieratezza».  

Quali sono i tuoi progetti futuri e quelli della compagnia?
«Io ho in progetto una settimana di meritato riposo a metà gennaio visto che non mi fermo da un anno e mezzo. Mare Nostrum Elements ha in cantiere una serata di danza di coreografi emergenti italiani, probabilmene nell'autunno 2010. Il 2011 rappresenta il primo decennale di MNE e l'eveto sarà celebrato con una messa in scena di "Mediterranean Voices" da mettere in scena per un mese con elementi del gruppo, il compositore Dimitris Issaris, proveniente da Atene e il gruppo Quartaumentata e due ballerini provenienti dall'Italia».

Per chi volesse più informazioni su Mare Nostrum Elements, il loro sito è www.mnelements.org. Se invece volete andare vedere lo spettacolo "Biography" - ve lo consigliamo vivamente -, avete tempo fino al 19 dicembre. Il teatro è il Mint Theater (311 West 43rd Street), il numero per i biglietti è il 212-352 3103, mentre il sito è www.theatermania.com.