TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Gli uomini? Presi in giro

di Mario Fratti

Più di quarant'anni fa la simpatica coppia Danny De Vito-Rhea Perlman recitava in vari teatri d'avanguardia qui a New York. Decisero un bel giorno di trasferirsi a Los Angeles. Dietro un grande uomo c'è sempre una donna saggia e potente. Hanno avuto una carriera spettacolare nel mondo della televisione e del cinema. Ebbene, sono tornati a New York con la bella figlia Lucy e sono di nuovo nel teatro. Danny è orgoglioso spettatore.

Rhea e Lucy sono magnifiche attrici in "Love, Loss and What They Wore" di Nora & Delia Ephron al teatro Westside (407 West 43rd Street). Cinque eccellenti attrici ci rivelano con gran senso dell'umorismo la loro vita: qualità e difetti. Parlano di tutto: uomini, vestiti, scarpe, reggiseni, stivali, borse. All'estrema sinistra c'è Gingy (Rhea Perlman), che è la protagonista; riappare frequentemente come spina dporsale del testo. Mostra le immagini dei tanti vestiti indossati in diversi momenti della sua vita. Alla fine, nel bel mezzo di divertenti risate ed applausi, si disegna di fronte a noi ed invita le tante spettatrici a fare lo stesso in un foglietto inserito nel programma. Accanto a lei c'è la fragile Kristin Chenoweth. Non tanto fragile. Descrive ad un certo momento il desiderio che il marito muoia. Ogni volta che esce, spera in un incidente automobilistico.

La terza, al centro, è Capathia Jenkins. Il momento migliore è quando sembra passiva accettando tutto da un uomo che non vuol perdere. Esplode poi alla fine e lo manda al diavolo. Accanto a lei, Rita Wilson, saggia psicanalista che narra di una violenza subita. Mostra coraggio. L'ultima a destra è la preziosa, poetica Lucy DeVito. Comunica divertenti dettagli sulla sua vita. Il primo reggiseno, scarpe, stivaletti, borse. Descrive piedi nudi in scarpe aperte. Dopo una prima riluttanza, le indossa e litiga col marito che non vorrebbe far vedere a tutti i delicati piedi che gli appartengono.

Tutte e cinque prendono in giro gli uomini. Da un balcone si divertono ad urlare: "State diventando calvi!" Spettacolo ben scritto che rivela umorismo e stile. Applausi entusiastici. Vivo successo. A proposito, la graziosa Lucy ha i lineamenti del padre, abbelliti. Mia figlia ha i miei lineamenti, abbelliti. Le figlie somigliano sempre ai padri.

Altra attrice giovane che merita applausi è Ayesha Antoine in "My Wonderful Day" di Alan Ayckbourn al teatro 59E59. Ha il ruolo di una tredicenne che osserva con sorpresa e curiosità il mondo dei grandi. La madre Laverne (Petra Letang) è cameriera in una ricca casa. Impone alla figlia Winnie di parlare sempre francese. Ubbidisce e gli altri personaggi sono confusi. Capisce l'inglese? Giudica il loro comportamento? Il padrone di casa Kevin (Terence Booth) ha come amante la segretaria Tiffany (Ruth Gibson) ed una moglie piena d'ira e passione (Alexandra Mathie). Un disastro dopo l'altro. E la giovane scrive il suo tema per scuola. Tutti i dettagli. Si ride per settantacinque minuti.

Le donne sono sempre molto attive nei teatri di New York. Sarah Ruhl presenta il suo "In the Next Room" al teatro Lyceum (149 West 45th Street - produzione Lincoln Center). Idea brillante. Arriva l'elettricità nel 1880. Un dottore (Michael Cerveris) decide di usare un vibratore per sconfiggere la frigidità nelle donne. Arriva la timida Maria Dizzia per scoprire l'orgasmo. Le sue urla di piacere giungono all'orecchio di Laura Benanti (la magnifica attrice che ha il ruolo di moglie del dottore). Diventa curiosa e vuol provare con l'aiuto della paziente e della simpatica infermiera Annie (Wendy Rich Stetson). Una scoperta che turba l'armonia di un matrimonio sereno, benedetto dall'ignoranza. Situazione interessante con una balia normale e sensuale (Quincy Tyler Bernstine), un pittore che ha bisogno di stimoli (l'esuberante Chandler Williams) ed un marito frustrato e deluso (Thomas Jay Ryan).

Commedia perfetta fino ad un momento che avrebbe stimolato e soddisfatto l'immaginazione degli spettatori. Vinte dalla musica, la paziente e l'infermiera si baciano. Un bacio puro e romantico. Un finale che sarebbe stato eccezionalmente teatrale. No. L'autrice aggiunge cinque inutili scene ce terminano con il dottore, nudo, nella neve.

Chi vuol vedere un grande attore in azione deve andare a vedere il film "Antichrist" (IFC nel Village) e poi al Public Theatre (425 Lafayette) per la commedia "Idiot Savant" di Richard Foreman. Stiamo parlando del noto Willem Dafoe. Nella ricca, originale scena disegnata e diretta dall'autore studiamo il bizzarro comportamento di questo "idiota". Ha tre servi che gli forniscono gli oggetti di scena e due donne che vorrebbero risposte che non arrivano mai (le simpatiche, convincenti Alenka Kraigher ed Elina Lowensohn). Il tema principale è l'impossibilità di comunicare. Il linguaggio, secondo l'autore è vago, inutile, misterioso. Un pessimismo incapsulato in varie attività. Per chi accetta un teatro originale che non dà risposte.
Per le vacanze di fine anno consigliamo il musical "Bye Bye Birdie" di Michael Stewart (libretto), Charles Strouse (musica) e Lee Adams (liriche), al teatro J.H. Miller (124 West 43rd Street). Vivace, energica esuberanza di giovani entusiasti che adorano il giovane cantante Nolan Gerard Funk (allusione ad Elvis Presley). Intere famiglie son trascinate dall'entusiasmo dei figli. Fra i migliori attori John Stamos, Gina Gershon ed il comico, agilissimo Bill Irwin. Adatto per le feste natalizie.