MOSTRE/FOTOGRAFIA/A Chicago c’è Napoli senza titolo

di Eleonora Sermoneta

L'stituto Italiano di Cultura di Chicago ospita fino al 14 febbraio 2010 la mostra fotografica Napoli Senza Titolo, progetto sviluppato dal Centro di Documentazione del PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) e curato da Fabio Donato, Maria Federica Palestino e Marina Vergiani.
La mostra si è inaugurata il 5 novembre 2009, alla presenza della Direttrice dell'Istituto Tina Cervone, del Console Generale d'Italia Alessandro Motta e dell'Assessore alla Cultura di Napoli Nicola Oddati.
Napoli senza titolo si pone come obiettivo l'indagine sul rapporto tra Napoli e i suoi spazi pubblici. La mostra evidenzia la continua trasformazione delle piazze della città, innescata dal continuo cambiamento sociale ed economico.

L'intensa attività di ricerca dei curatori e del PAN ha reso possibile il recupero e l'esposizione di alcuni rari documenti fotografici.
Oggetto di questa ricerca è il rapporto tra la città e il suo spazio pubblico e i diversi modi di intendere quest'ultimo. Video, fotografie e installazioni testimoniano una Napoli "non ufficiale", suggerendo modi creativi e poetici di concepire lo spazio attraverso una raccolta di scatti sorprendentemente inedita nel suo insieme.

Napoli è stata spesso considerata la capitale del Mediterraneo anche se il suo dinamismo architettonico e urbanistico sembra restare statico negli anni.
Grandi nomi e grandi progetti sono stati proposti per raggiungere i tanto auspicati obiettivi di integrazione sociale, soprattutto per quanto riguarda i quartieri periferici.

Concorsi, commissioni, progettazione partecipata, lavori iniziati e mai conclusi, hanno fortemente influenzato il profilo della città e la fruizione degli spazi pubblici da parte dei cittadini.
I  40 scatti in mostra, provenienti da collezioni private ed archivi d'arte napoletani, restituiscono non solo le forti e contrastanti sfaccettature che caratterizzano il volto della città, ma anche una nuova percezione dell'architettura all'interno delle strategie politiche.
Si cerca, quindi, di andare oltre alla sua funzione simbolica: gli spazi pubblici delle città non sono solo oggetto di sperimentazioni artistiche ma contribuiscono anche alla creazione di un nuovo modo di fare politica.

Fotografia e architettura diventano veicoli della riflessione istituzionale nel tentativo di ridurre gli squilibri sociali e migliorare la qualità della vita; la ricerca e la produzione artistica si fondono alle questioni centrali della società, dall'economia e dalla gestione del territorio e dei suoi conflitti, alla vita delle comunità e all'individuazione di forme sostenibili di innovazione produttiva.

Inoltre, occorre sottolineare che la mostra traduce in immagini l'esperienza e l'azione sul sul territorio di associazioni come Fondazione Napoli Novantanove, Archintorno, Arcimovie, Centro territoriale Mammut, Chi rom e...chi no e Gridas, attivamente impegnate in progetti di riqualificazione  e iniziative socio-culturali.
Il racconto di queste esperienze è affidato all'obiettivo di nomi già affermati e conosciuti nell'ambito della fotografia, quali Mimmo Jodice, Libero De Cunzo e Pino Miraglia, affiancati da quelli dell'ultima generazione di giovani artisti, quali Salvino Campos, Carlo Hermann e Mario Spada.

La conferenza per l'inaugurazione della mostra, ha costituito, inoltre, l'occasione per presentare al pubblico americano un evento di fondamentale rilevanza di cui sarà protagonista nel 2013 la città di Napoli: il Forum Universale delle Culture, evento promosso dall'Unesco e che  ogni tre anni si svolge in una città diversa.
Come ha spiegato l'Assessore alla Cultura Nicola Oddati,  ospitare un progetto come il Forum Universale delle Culture rappresenta una grande opportunità per l'Italia e per Napoli. La capacità di attrazione dell'evento è elevatissima, stimata in oltre 5 milioni di visitatori, e potrebbe risultare di notevole impatto sia sotto l'aspetto urbanistico, attraverso il recupero e la riqualificazione di importanti parti del territorio, sia sotto l'aspetto occupazionale, con la creazione di nuove opportunità di lavoro.