SPECIALE AMBIENTE/ IL PERSONAGGIO/Il mondo si salva con... l’acqua

di Samira Leglib

In tempi di profezie apocalittiche, di code al botteghino del cinema per vedere l'ultimo film sulla fine del mondo, spesso ci si chiede: ma c'è qualcuno che fa qualcosa e cerca soluzioni alternative o l'umanità se ne sta lì a guardare?

Proprio questa settimana a Copenhagen avveniva la 15esima COP (Conference of the Parties) sul clima che vedeva la rappresentanza di 192 stati del mondo con due obiettivi comuni: trovare un accordo per ridurre le emissioni di gas serra e trovare il denaro necessario per gli aiuti e le tecnologie pulite per i paesi poveri.

Qualcuno quindi al tavolo di lavoro c'è.
Noi di Oggi7 abbiamo però scovato qualcun altro, proprio qui in downtown New York, che dal tavolo di lavoro si è già alzato e nel suo piccolo sta provando a fare qualcosa scegliendo l'acqua come cavallo di battaglia. Parliamo del Dottor Alessio Lucattelli, di Perugia, classe 1981, "pendolare" tra lo studio dentistico di Manhattan e quello italiano dal 2005. La sua sfida è quella di promuovere Skywater, un generatore atmosferico di acqua potabile brevettato dalla società americana Island Sky che permette di ottenere acqua illimitata attingendo all'umidità presente nell'aria, facendo così fronte all'emergenza idrica e contrastando le attività di attingimento ed imbottigliamento che, oltre ad impoverire le sorgenti, hanno raggiunto costi sempre maggiori.

Ma partiamo dal principio: come è capitato a un dentista di ritrovarsi imprenditore?
«Tra tutte le professioni mediche ritengo che l'odontoiatra, a causa dell'esercizio prettamente privato, sia quella che debba avere un maggior spirito imprenditoriale. Vivendo a NY questo spirito imprenditoriale si è acuito, così quando il C.E.O. dell'azienda madre (la Island Sky, ndr) si è seduto sulla poltrona per una visita odontoiatrica e mi ha parlato della sua azienda ho capito di essere di fronte ad un grande progetto. Ovviamente ho subito pensato alle enormi difficoltà idriche delle nostre isole e nel Centro-Sud Italia e agli innumerevoli utilizzi che l'acqua potabile ha. Ho capito che quel grande progetto poteva trasformarsi in una grande occasione e istintivamente ho proposto di organizzare la commercializzazione in Italia».

Qual è la tecnologia alla base di Skywater?
«La nostra tecnologia si basa sul principio del deumidificatore, con l'aggiunta però di ben quattro sistemi di purificazione. L'aria, viene inizialmente ripulita da polveri varie grazie ad un filtro elettrostatico, dopo di che, una volta creata l'acqua per la condensazione, viene sterilizzata grazie ad un sistema di ozonizzazione e ad un sistema a raggi UV. Tutto ciò la rende microbiologicamente pura. L'acqua poi passa attraverso un filtro che ne garantisce la mineralizzazione».   

Quali sono i mercati che ad oggi avete raggiunto?
«Abbiamo iniziato in Luglio con una distribuzione in esclusiva in Italia ed in Grecia, ma visto l'interesse riscontrato ci siamo subito mossi al fine di approfondire relazioni in paesi dove l'acqua è un vero problema. Lo scorso 4 Dicembre abbiamo siglato un nuovo accordo che comprende i diritti in esclusiva per altri quattordici paesi, nel Mediterraneo, Africa e Sud America. Inoltre abbiamo ottenuto i diritti di vendita in regime di non esclusiva per ulteriori undici paesi, in Europa, Africa, Sud America e Medio Oriente».

La Island Sky, la società madre, risiede in Florida se non erro, come mai allora non siete presenti sul mercato americano?
«Lo saremo presto. Al momento siamo in attesa della UL (Underwriters Laboratories) Certification (una certificazione di sicurezza pari a quella CE, ndr) che ci permetterà di comercializzare Skywater 14 anche negli Stati Uniti».

Pensa che Skywater possa avere più margine di successo in paesi dove il tasso di siccità è alto o in quelli, al contrario, dove il consumo (spreco) di acqua continua a crescere?
«I due modelli che proponiamo hanno proprio la caratteristica di coprire entrambe le necessità. La Skywater 300 avendo una produzione di circa 1000 litri al giorno è adatta sicuramente sia a regioni povere di risorse idriche, sia a realtà dove il consumo raggiunge livelli considerevoli. Abbinando una cisterna esterna si crea la possibilità di far fronte ad esigenze stagionali anche molto superiori alla produzione giornaliera. Mentre per la Skywater 14 riteniamo più interessante il mercato dove il consumo di acqua potabile supera un certo quantitativo (ad esempio, nuclei familiari numerosi piuttosto che uffici, ndr) ed il risparmio diventa davvero notevole sin dai primi mesi».

Parliamo allora di cifre, quali sono i costi/risparmi pro-capite per una famiglia media che decide di passare a Skywater per il fabbisogno di acqua potabile? E quelli di un'azienda?
«La Skywater 14 ha un prezzo di circa 2000 euro. Una famiglia di 4 persone spende in media 1000 euro all'anno in acqua imbottigliata, senza contare la scomodità del trasporto, dell'ingombro e dello smaltimento. Per un'azienda di 8-10 dipendenti il break-even (punto di pareggio, ndr) si raggiunge già all'ottavo  mese. La Skywater 300 costa invece circa 18000 euro, ed in questo caso basti pensare che per realizzare un pozzo, cosa non sempre possibile, ci vogliono altrettanti soldi con il rischio di trovare acqua non potabile o che la falda si asciughi proprio nel periodo estivo».  

Quali sono le condizioni migliori, in termini di agenti atmosferici, per trarre il massimo da Skywater? In altre parole, a chi o dove è maggiormente consigliato?
«L'umidità relativa è l'elemento principe e anche il fattore discriminante, pertanto la produzione sarà direttamente proporzionale a tale valore. All'interno di un'abitazione vi è sempre un'umidità ampiamente sufficiente a garantire una produzione importante, mentre la Skywater 300, che generalmente si posiziona all'esterno, beneficia delle condizioni climatiche generali. Sconsigliamo sicuramente l'installazione della macchina in aree desertiche e in luoghi molto secchi. Questi ultimi si sono rivelati comunque scarsamente popolati».


In apertura della Conferenza di Copenhagen il numero uno dell'Onu in materia di clima, Yvo De Boer, ha lanciato un appello a concentrarsi "sulle proposte pratiche e serie in grado di lanciare un'azione rapida" contro i cambiamenti climatici. Ritieni che Skywater possa, nel suo ambito, rispondere a questo appello? Se sì, in che modo?

«Lo scopo della conferenza di Copenhagen è quello di giungere alla firma di un protocollo detto Post-Kyoto, dove il problema dell'accesso alle acque dolci sarà elemento cardine. Secondo uno studio della GEC (Global Enviromental Center Foundation) nel 2050 il 60% della popolazione vivrà in regioni a forte penuria di acqua. Dobbiamo batterci perchè l'acqua è il problema numero uno. Il gruppo intergovernativo sul cambio climatico che ha redatto tutti questi rapporti dice che la principale conseguenza del cambiamento climatico concernerà l'acqua. E che l'acqua sarà il settore della vita più toccato dai cambiamenti climatici, ossia dallo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai, che alimentano tutti i grandi bacini idrografici del mondo.
Sicuramente, l'aumento della richiesta di acqua dovuta all'aumento della popolazione, inquinamento delle falde acquifere e riduzione delle precipitazioni, porterà alla necessità di ottenere acqua in maniera diversa. Skywater non è un idea o un progetto ma è realtà. La nostra tecnologia porta ad una riduzione dell'inquinamento dovuta alla lavorazione della plastica oltre che uno sgravo importante sulle risorse idriche naturali. Ogni famiglia potrà disporre della sua piccola "sorgente" domestica in totale libertà».

Entriamo nel dettaglio, quali sono i vantaggi per l'ambiente attraverso un uso su larga scala e lungo periodo?
«Per l'ambiente i vantaggi sono enormi, basti pensare che in Italia, secondo i dati di Enviromental Graffiti e Pacific Insitute si spendono circa 500 milioni di euro l'anno solo per la produzione delle bottiglie di plastica, con un'emissione correlata di Anidride carbonica di circa 1 milione di tonnellate l'anno. In Italia si consumano circa 15 miliardi di bottiglie l'anno, che vanno ad aggiungersi ai costi per la movimentazione dell'acqua stessa e per lo smaltimento di queste plastiche. Inoltre stiamo per presentare Skywater 300 ad energia solare che sarà quindi totalmente ecologico con zero impatto ambientale».

Quali sono le aspettative per il futuro? Skywater è un prodotto innovativo e come ogni innovazione dovrà fare i conti con l'abitudine e le consuetudini del consumatore. O siete fiduciosi che il passaggio, a fronte di numeri e tabelle, sarà automatico?
«Qui non si tratta di numeri o tabelle, anche se sono le prime a sorriderci, ma si tratta del futuro dell'umanità che si gioca sulla tutela dell'acqua. Il nostro pianeta, vista l'emergenza idrica che ci sta colpendo, con insistenza ci chiede una sterzata decisa. C'è sempre stato e ci sarà sempre un pretesto per diffidare di nuovi prodotti, ma avendo un macchinario di assoluta qualità il nostro obiettivo è quello di farlo conoscere così da rompere quel muro di diffidenza che accomuna tutte le novità. Oggi più che mai vale il vecchio detto "provare per credere": io ho provato e ora ci credo più che mai!»