NATALE/Domingo e Lanza sotto l’Albero

Natale è ormai alle porte e nell'aria non c'è che l'eco e la poesia dei canti che lo rendono caro ai bambini di tutte le età. E' il momento dell'attesa, delle gioie familiari, degli occhi dei bimbi pieni di luce e di speranza; e il tutto lo si può riassaporare attraverso i motivi che più ci sono stati (e sono) dentro di noi. Ce ne offre un'antologia incredibile la Sony Classical in un doppio set in cui son raccolti ben dieci album (cinque Cd in ogni set) di incisioni "storiche" non solo per il momento in cui sono state effettuate ma anche perché capaci di spaziare da un continente all'altro, da un genere all'altro, da un tempo all'altro.

In «The Joy of Christmas» troviamo infatti, con il "Boston Christmas Party" della Boston Pops di Arthur Fiedler (tutto quanto è caro al collettivo nordamericano), un "Festival of Carols" della Philadelphia Brass Ensemble multinazionale, l'"Amahl" del nostro Gian Carlo Menotti (il "telecast" originale della NBC), "The Glorious Sound of Christmas" con il Temple University Choir e tutta una serie di canti tradizionali interpretati dal super mezzosoprano Marilyn Horne.

In «Carols for Christmas» sono invece le voci incantevoli di Mario Lanza, Plàcido Domingo ed Eileen Farrell a interpretare carole natalizie e "Ave Marie" in tre Cd, mentre gli altri due ci consegnano magìe e suggestioni grazie all'intervento di Leonard Bernstein e della Robert Shaw Chorale. In totale, circa duecento pagine (per oltre sette ore) ove si trova davvero tutto quel che si vuole ascoltare sotto l'Albero.

Il canto natalizio, anche chiamato canto di Natale o canzone natalizia, è un genere musicale che tratta come argomento principale il Natale. Generalmente sono cantati durante il periodo natalizio. I canti di Natale, in quanto canti corali, sono anche espressione di profondi sentimenti personali e di socievolezza e per le modalità di esecuzione e contenuti, affinano lo spirito e rinforzano i valori religiosi, patriottici e popolari. Fra i canti natalizi più popolari si possono indicare "Tu scendi dalle stelle" ed anche "Jingle Bells" e "Stille Nacht".

Già nel calendario romano il termine "Natalis" veniva impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile) che commemorava la nascita dell'Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), anch'essa il 25 dicembre, introdotta da Aureliano nel 273 d.C., soppiantata progressivamente durante il III secolo[1] dalla ricorrenza cristiana. Il Natale è anche chiamato Natale di Gesù o Natività del Signore e preceduto talvolta dall'aggettivo santissimo (spesso abbreviato in Ss.).
Secondo il calendario liturgico cristiano è una solennità di livello pari all'Epifania, Ascensione e Pentecoste e inferiore alla Pasqua (la festività più importante in assoluto) e certamente la più popolarmente sentita, soprattutto a partire dagli ultimi due secoli, da quando cioè è diventata la festa in cui ci si scambia i regali e quindi è il periodo più importante per il commercio e l'industria di consumo ed in più si sta insieme in famiglia.