Artisti della gioielleria

di Gabriella Patti

Un giovane di oggi, Stefano Marchetti, e un giovane ... di ieri, ma sempre attivissimo: Ciro Cacchione. Entrambi artigiani o meglio artisti della gioielleria e entrambi premiati (giustamente) a Napoli, alla seconda edizione dell'Ija, l'Italian Jewellery Awards. Merita parlarne perché è una bella dimostrazione di vitalità dell'imprenditoria e della creatività italiana, che la crisi internazionale e gli attuali problemi nazionali non riescono per fortuna a fermare.

Stefano Marchetti era uno dei cinque finalisti nella categoria "miglior giovane designer italiano". Quando è salito sul palco si sarebbe potuto limitare a ringraziare e a dichiararsi  soddisfatto per se stesso. Invece ha tenuto a dire, e il tono delle sue parole era davvero convinto, che il riconoscimento appena ricevuto lui lo voleva ritirare anche a nome delle scuole in cui si era formato  - l'Istituto d'arte Pietro Selvatico di Padova e l'Accademia di Belle Arti di Venezia - e che questo tipo di scuole sono fondamentali per istruire e affinare il gusto dei giovani. A sua volta Ciro Cacchione è un nome che, in realtà, vuole dire "San Lorenzo", laboratorio di argenteria da lui fondato nell'ormai lontano 1970 e i cui prodotti, un misto di tradizione antica e di esigenze contemporanee, sono ormai nei migliori musei del mondo, dal Moma di New York al Victoria and Albert di Londra. Eppure, al di fuori del settore, sono in pochi a conoscere il suo nome, perché è discreto e schivo.

Se parlo di questo premio - di premi e di manifestazioni ce ne sono tanti - è perché mi è sembrato che la storia opposta ma speculare di questi due artigiani dello stile italiano sia incoraggiante per il futuro. Come lo è la storia dell'Ija. Un premio giovanissimo che vuole mettere in evidenza la tradizione e la professionalità orafa della Campania - una delle tante "buone cose" e prove di eccellenza di una regione operosa ma che, purtroppo, finisce quasi sempre nelle cronache per motivi non edificanti. Giunto appena alla sua seconda edizione, il premio è già ben inserito nel circuito internazionale. Tant'è che, dopo la prima edizione, è arrivato il gemellaggio con il prestigioso UK Jewellery Awards che a portato a Napoli alcuni dei nomi più noti dell'oreficeria e della stampa di settore britannica. Sarò banale ma penso che queste iniziative siano utili.
  E, DOPO AVERE PARLATO BENE DEL SUD, per una volta parliamo "male" del Nord. Per un record al negativo. E' durato soltanto 17 giorni il ponte nuovo di zecca sul Po, costruito per garantire i collegamenti su strada tra Lombardia e Emilia Romagna dopo il crollo di quello vecchio avvenuto lo scorso aprile. E' bastato un aumento del livello del fiume, peraltro facilmente prevedibile con l'arrivo della stagione invernale, e i vigili del fuoco hanno preferito non correre rischi: ponte chiuso. Vabbé che doveva essere provvisorio, in attesa della ricostruzione di quello vecchio, ma qui si esagera. Battute a parte, non è una buona dimostrazione della tanta sbandierata efficienza settentrionale.

LA MANO ARTIFICIALE è davvero prodigiosa. Ne hanno parlato tutti, quindi mi limiterò a sottolineare che questa straordinaria realizzazione europea che aiuterà tanta gente è anche merito italiano: dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa che ha concepito e sviluppato il progetto al Campus Bio-Medico di Roma che ha effettuato la prima sperimentazione clinica.

  LE TELECAMERE POSSONO VIOLARE LA PRIVACY ma possono anche fare del bene. Le due maestre di Pistoia che maltrattavano i piccoli scolari sono state arrestate perché incastrate da riprese fatte da telecamere nascoste. Le indagini complesse, avviate da tempo dalla polizia, non sarebbero forse bastate senza queste prove visive e indiscutibili. Commentando la notizia, Rai 3 ha riferito che in molte scuole in Israele i genitori possono tranquillamente controllare i loro figli mentre stanno a scuola: proprio grazie alle telecamere collegate al web. Insomma: anche se il Grande fratello può fare paura - spesso a ragione - il suo "intrufolarsi" nella nostra vita di tutti i giorni a volte funziona a fin di bene.