Lincoln Center/Sipario sul Neorealismo
Si è conclusa questa settimana la rassegna "Italian Neorealism and the Birth of Modern Cinema" organizzata dalla Film Society del Lincoln Center, Cinecittà Luce e il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale che a partire dal 30 ottobre ha riproposto al grande pubblico un ventaglio di ben 40 film. Se quando si pensa al Neorealismo nel cinema italiano immancabilmente viene fatto riferimento a titoli quali "Ossessione" di Luchino Visconti e "Roma città aperta" di Roberto Rossellini, questa rassegna ha voluto comprendere tutti quei film che nei vent'anni successivi alla guerra hanno determinato la nascita di un nuovo cinema, fatto non solo di intrattenimento ma che si qualificava soprattutto come strumento di lettura sociale.
Troviamo quindi i lavori di Alberto Lattuada, Giuseppe De Santis, Pietro Germi, Federico Fellini e altri ancora, registi che sono passati attraverso il Neorealismo e lo hanno plasmato nelle loro forme peculiari. La rassegna ha riscosso un indiscutibile successo, e in particolare la giornata di sabato 21 novembre, pittorescamente titolata "Italian Neorelism: A Feast of Food and Film", che ha visto la proiezione di una rosa di cinque film: "Pane, amore e fantasia" (1953) di Luigi Comencini con Gina Lollobrigida, "Viaggio in Italia" (1954) di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman, "Umberto D." (1952) di Vittorio De Sica, "I Vitelloni" (1953) di Federico Fellini - con un'introduzione di Rebecca Bauman (Columbia University) - e "Accattone" (1961) di Pier Paolo Pasolini.
Già la settimana antecedente, questo speciale saluto alla cultura italiana aveva registrato il tutto esaurito e il 21 una lunga stand-up line si formava fuori dal botteghino del Walter Reade Theater prima dell'inizio di ogni film.





