TEATRO/BROADWAY & DINTORNI/Giovani talenti e buone riprese
Il Roundabout diretto da Todd Haimes presenta opere valide in due grossi teatri. Hanno trovato ora due benefattori (Harold & Miriam Steinberg) ed usano una stanzetta sotterranea nel teatro 111 West 46th Street; scoprono nuovi talenti, giovani sconosciuti. Danno ora "Ordinary Days", musica e liriche di Adam Gwon. Due coppie ben dirette da Marc Bruni. Warren (Jared Gertner) è goffo e timido. Corteggia maldestramente Deb (Kate Wetherhead) che non è certo propensa ad amarlo. L'altra coppia è invece modestissima. Entrano ed escono da quattro angoli e muovono sgabelli. Li seguiamo con interesse anche nelle loro visite al museo. Liriche ben chiare che aiutano la storia. Altre canzoni piacevoli ed orecchiabili sono "The Space Between", "I'm Trying", "Fine" e "Calm". Adam Gwon ha un futuro nel teatro di New York.
Le donne continuano ad avere molte occasioni sui palcoscenici di questa città. Theresa Rebeck è buona amica di un'attrice magnifica: Julie White che fu eccellente in "The Little Dog Laughed". Ha scritto per lei "The Understudy" (teatro 111 West 46th Street). Ha il ruolo di Roxanne che deve aiutare due attori durante penose, difficili prove. Il primo è Harry (Justin Kirk) che riappare all'improvviso dopo averla abbandonata alla vigilia del loro matrimonio. Tensione e ostilità. L'altro è Jake (Mark-Paul Gosselar). E' arrogante e difficile. Seguiamo con interesse la lotta di Roxanne che cerca di controllare i suoi sentimenti, bacia ad un certo momento Jake ma ama Harry e forse si riconcilieranno. Buon dialogo. Finisce con un inatteso, improbabile balletto dei tre. Perché no? Si applaude. Attori in gran forma.
Sono andato a rivedermi "Superior Donuts" perché anche qui possiamo ammirare attori (teatro Music Box, 239 West 45th Street). L'autore è Traci Letts che proviene da Chicago con la compagnia Steppenwolf. I primi due attori creano tensione e curiosità. Arthur (Michael McKean) è un depresso polacco con negozio che tiene aperto senza cura, senza speranza. Si presenta un aggressivo giovane afro-americano che lo risveglia, si offre, riorganizza e migliora l'aspetto di questo scialbo locale. Franco (Jon Michael Hill) è attivo e interessante e scopriamo molto su di lui. Vita difficile che lo ha spinto a vender droghe, deve pagare un debito ed è perseguitato da gangster locali. Nel secondo atto, gli spezzano le dita. Ha bisogno di quella mano perché ha una storia da raccontare. Un romanzo di duemila pagine che Arthur ha letto ed ammira. Il manoscritto viene distrutto dai ricattatori. Arthur li paga e, in un bel finale positivo, si offre di riscrivere il romanzo con Franco. Due attori perfetti. Lodevoli anche i due poliziotti J.V. Meredith e la simpatica Kate Buddeke che corteggia il burbero polacco.
Altra nuova autrice è Ann Marie Healy. Presentano la sua commedia "What Once We Felt" al teatro Duke (229 West 42nd Street). Una visione pessimistica del nostro futuro. Violet (Ronete Levenson) ci dice che si son liberate dagli uomini. Tutti morti. Comandano le donne. Macy (Mia Barron) sta scrivendo un libro, l'ultimo che sarà pubblicato se darà alla sua editrice Claire (Opal Alladin) una specie di carta verde che permette semi speciali per la riproduzione. E' ambiziosa. Cede la carta. Cominciano i guai con una seconda editrice. Laura (Marsha Stephanie Blake) vuol cambiare tutto. Ci riesce e Macy non ha nemmeno il permesso di leggere l'ultimo capitolo. Basta col pessimismo. Noiomini ci siamo e ci restiamo. Per formar famiglie e far felici le donne.
Al teatro Rattlestick (224 Waverly Place) c'è una brava attrice diciottenne che deve dire centinaia di parolacce scritte per lei da Mando Alvarado nella commedia "Post No Bills". Sono in una stazione sotterranea dove un musicista cieco canta chiedendo l'elemosina. Arriva un altro musicista e cominciano gli insulti (Wade Allain-Marcus e Teddy Canez). Arriva la bella diciottenne. Anche lei è povera. Anche lei insulta tutti ed usa bestemmie e parolacce (Audrey Esperza). I nuovi autori credono che sia necessario usare un linguaggio vile e violento per sembrar moderni. La giovane Reyna accusa di pedofilia un diciottenne che vorrebbe baciarla. Ma è pronta a baciare un quarantenne che l'aiuta e protegge dopo aver ricevuto valanghe di insulti. Finisce poeticamente col quarantenne che la respinge, le regala una chitarra e la fa partire per altri lidi.
Al teatro 59E59 commedie inglesi. "Wolves at the Window" di Toby Davies è basata su scenette scritte da Saki. Scenette divertenti, farsescamente ironiche. Spesso illogiche. Le migliori sono: Dullamy (Jeremy Booth) è un ricco che promette al povero artista Mark (Gus Brown) la figlia se gli migliora gli affari. Non mantiene la promessa. Nel frattempo la figlia ed una sua amica (Anna Francolini e Sarah Moyle) sono a caccia in Africa. Sparano ad una tigre ma colpiscono una capra. La tigre ha un infarto. Divertente il desiderio di ammazzare un cagnolino per poter andare a Vienna senza l'animale. Scoprono che il cagnolino era solo un giocattolo. Qualche risata. Un tipo di farsa frequente a New York.
In un nuovo minuscolo teatrino (Accidental, 555 8th Avenue) hanno ripreso "Brecht on Brecht", adattamento di George Tabori. Le scene migliori del grande drammaturgo tedesco. Ci fanno rivivere "Barbara Song", "Questions", "The Infanticide", "Mother Courage Song", "Life of Galileo", "The Burning of Books" e "Sarabaya Johnny". I migliori momenti in un'opera teatrale che durerà secoli. Il regista John Strasberg ha scelto gli eccellenti attori V. Armitage, J. Krause, A. Levine, J. Marsini, A. Pasquale, R. Rowe e L. Vuolo. Applausi.





