Italiani in America

Un calabrese nel West

di Generoso d’Agnese

Dei tanti calabresi anonimi sbarcati sulle coste nordamericane sicuramente sono rimaste poche tracce. Anche quelle di Giovanni Francesco Gemelli Careri si sono in parte perse nelle nebbie del tempo e tra il silenzio della storiografia ufficiale. Ciononostante quella di Careri risulta essere attualmente la prima presenza ufficiale di un calabrese sul suolo statunitense. Nonché l'ispiratore per Jules Verne del romanzo "Il Giro del Mondo in 80 giorni".

Originario di Taurianova, Giovanni Francesco Gemelli Careri compì i suoi studi nel collegio dei Gesuiti di Napoli e si laureò in Giurisprudenza. Deciso a intraprendere l'attività di avvocato, il giovane rimase a Napoli ed entrò nella Giudicatura del Regno. Abbandonato per un anno il lavoro, nel 1685 Careri
decise di fare un viaggio in Europa e attraversò la  Francia, la Spagna, la Germania, e l'Ungheria.
In quest'ultimo paese si trovò a combattere contri i turchi che assediavano la città di Buda, e durante la battaglia venne ferito. Tornato a  Napoli nel 1687, il giurista decise di lasciare traccia scritta della sua esperienza di guerra e dei suoi viaggi europei, pubblicando in collaborazione con l'archeologo napoletano Matteo Egizio "Relazione delle Campagne d'Ungheria" (1689) e "Viaggi in Europa" (1693).

Chiuso nella sua scalata alla carriera professionale dall'assenza di origini aristocratiche, Careri non resse alla frustrazione di dover rinunciare al suo futuro nei tribunali e decise di abbandonare l'Italia. Il 14 giugno del 1693 partì da Palmi e raggiunse l'isola di Malta, per poi passare in Egitto. Attraversò Costantinopoli, l'Armenia, la Persia, l'India e arrivò in Cina. Non si fermò nel paese di Confucio ma decise di proseguire arrivando nelle Filippine e da lì attraversò il Pacifico per sbarcare in Messico.

Nel suo viaggio intorno alla Terra, Careri riservò una tappa fondamentale all'esplorazione della terra americana. Il solitario viaggiatore calabrese ha infatti lasciato ai posteri la prima descrizione esauriente delle terre della California e dell'estremo lembo nord che in seguito sarebbe divenuto lo stato dell'Oregon. Nei suoi sei volumi pubblicati e dedicati all'impresa, quello dedicato all'esperienza americana riveste ancora oggi un grandissimo significato geografico, etnologico e antropologico, per le accurate descrizioni e le osservazioni attente sulle popolazioni native.

Passarono decenni prima di vedere un volto italiano sulle coste dell'Oregon. Malaspina lo costeggiò nel Settecento mentre Giovanni Dominis vi arrivò nel 1827, a bordo del brigantino Owyhee.  
Descritto dai suoi concittadini come « nu vagabundu, chi tantu vagabundu chi girau u mundu... » Careri viene spesso considerato l'inventore del turismo, per  la capacità di saper viaggiare senza vincoli culturali e scientifici e spinto soltanto dalla immensa curiosità di conoscere e condividere le esperienze.

Quelli scritti da Careri però non non sono però soltanto libri di puro svago. Tra i suoi scritti appaiono infatti numerose tracce riferite ad aspetti poco edificanti della vita ecclesiale nobiliare lontano da Roma e questo probabilmente è tutto quel che resta di una produzione letteraria compromettente e invisa alla società del suo tempo seppur ricca di ben sei volumi incentrati sul suo straordinario viaggio intorno al mondo.  "Giro Intorno al Mondo  (1699)  e  Voyage du Tour du Monde  (pubblicato in lingua francese a  Parigi nel 1719) rappresentano ancora oggi il suo tributo alla letteratura da viaggio, oltre a essere lo spunto per il popolare romanzo scritto due secoli dopo da Jules Verne.

Rientrato a Napoli il 4 dicembre 1698 dopo cinque anni e mezzo dalla partenza, ricco soltanto della sua esperienza e pronto a tornare ai suoi incarichi pubblici nelle città di Lecce e L'Aquila, il viaggiatore morì nella città partenopea nel 1725 portando nella tomba le stimmate di primo italiano a raggiungere quello che s