TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Famiglie “ordinarie”
Nel passato le commedie erano storie ben chiare con personaggi riconoscibili ed era possibile identificarsi. Due sono state riprese e sono soddisfacenti. "The Royal Family" di George S. Kaufman ed Edna Farber (al Theater S.J. Friedman - 261 West 47th Street). Si torna al 1927, per celebrare una famosa famiglia di attori. La "regina" anziana è Fanny (Rosemary Harris). Nell'elegante palazzo creato da John Lee Beatty, vediamo i membri della famiglia che adorano l'anziana stella. L'attrice famosa oggi, il centro di tutte le attenzioni, è Julie, sua figlia (Jan Maxwell). La terza generazione è rappresentata da Gwen (Kelli Barrett). Ha i suoi dubbi perché ha trovato un ricco possibile marito che le offre una vita ben differente da quella del palcoscenico. Figlio amato da Fanny è il ribelle, folle Tony (Reg Rogers) che torna da Hollywood, ha tanti guai e si nasconde. Altro membro della famiglia è Herbert (John Glover). Non ha avuto successo come attore e autore ed ha una moglie che lo esaspera (Ana Gasteyer). Paziente produttore e amico di famiglia è Oscar (Tony Roberts). Anche Julie ha i suoi dubbi sulla vita in teatro perché ha un miliardario che le promette mari e monti (Larry Pine). Hanno camerieri, autisti, servi, allenatori, maestri di scherma. Un mondo di sogni che non esiste più nelle famiglie di attori. Farsa divertente, ben diretta da Doug Hughes. Competente produzione del M.T.C. di L. Meadow e B. Grove. Caldi applausi per tutti.
Altra ripresa dal passato è "The Late Christopher Bean" di Sidney Howard (produzione Tact - Beckett Th., 410 West 42nd Street). Il dr. Hagget (James Murtaugh) è il tipo di buon dottore che fa di tutto per aiutare i suoi pazienti. Ha una moglie e due figlie. La moglie (Cynthia Darlow) si lamenta spesso. La figlia Ada (Kate Middleton) è piuttosto felice e vorrebbe fuggire col fidanzato che ama. L'altra figlia Susan (Jessie Datino) si sente zitella e cerca di mostrarsi più bella e desiderabile di Ada. Hanno una cameriera che sta per lasciarli: Abby (la brava, convincente Mary Bacon). Tutto cambia quando tre individui offrono di comprare i dipinti del loro amico, il defunto Mr. Bean. Dove sono? Sembra che valgano moltissimo. Uno è sicuramente nella camera da letto di Abby che ha segretamente sposato il defunto. Decine di intrighi che rivelano la vera personalità di una famiglia che è diventata avida, piena di illusioni. Si ride molto alle debolezze dei personaggi che ci somigliano. Ben diretto da Jenn Thompson.
Torna dal passato anche il musical irlandese "Finian's Rainbow" di Burton Lane, Yip Harburg e Fred Saidy (St. James Th., 246 West 44th Street). Una bella favola con liriche molto polemiche. Attaccano l'avidità dei ricchi ed un razzismo ancora presente. In questa divertente favola ci sono personaggi immaginari: un folletto in verde (Og - Christopher Fitzgerald) che sa dove si nasconde un vaso pieno di oro; Finian (Jim Norton) che lo cerca; un razzista bianco che diventa improvvisamente nero; una bella ballerina muta che Og ama (Ak - Alina Faye); una giovane coppia di amanti che sa cantare e ballare (Kate Baldwin e Cheyenne Jackson). C'è magia in questa immaginata città dove son presenti tanti diversi sentimenti di amore ed ostilità. E tutti applaudono quando il razzista bianco diventa nero, una vera punizione. Liriche chiare e potenti, musica melodiosa. Una favola per bambini di tutte le età. E s'impara che l'oro non deve essere il nostro sogno. C'è altro nella vita. Energica regia di Warren Carlyle. Molti applausi.
Nel teatrino "59 E 59" il gruppo inglese Two Bins presenta "Red Sea Fish" di Matt Wilkinson. Tre bravi attori in una commedia bizzarra, poco logica. Ray (Tim Blissett) è un padre dittatoriale. Domina e tormenta il timido figlio Terry (Matthew Houghton). Appare dal nulla Karen (Janna Fox), che è forse la fidanzata di Terry. Fidanzata? Diventa subito la conquistata vittima del padre burbero. Era ovvio che dovesse accadere. Alla fine si accenna al fatto che la moglie-madre si è suicidata. Colpa di un uomo che non sa trattare le donne. Sembra impossibile che Karen possa essere interessata a lui. Alla fine Ray apre una tenda, una finestra. Che farà? Si lancerà nel vuoto? Dopo la chiara logica delle prime due commedie in quest'articolo, ci si domanda: "Perché i nuovi autori mascherano i veri sentimenti con frasi false ed illogiche?"
Nel piccolo teatrino Flea (41 White Street), "Il malinteso" di Albert Camus. Una storia bellissima, altamente tragica. Purtroppo Camus non è un abile drammaturgo. Dà agli attori migliaia di parole in più. Commentano all'infinito. Anche alla fine, quando la madre (Ellen Crawford) realizza che ha ucciso, per sbaglio, suo figlio, la reazione è vaga. Un silenzio seguito da un lungo dialogo con la figlia (Wendy Allegaert) che è in fondo contenta di aver ucciso un fratello che non conosceva. Anche la reazione della moglie dell'ucciso (Erin Cherry) è insoddisfacente. Ci sorprende. Il ruolo più normale e comprensibile è quello del figlio Jan (Rafael De Mussa). Chiunque si comporterebbe come lui. Teme, ha dubbi, attende. Gli sfugge anche la parola "mamma" che sua madre non raccoglie. Molta energia in Martha, la figlia, e in Maria, la moglie. Regia di Alex Lippard.
Continuano i programmi del Mese della Cultura Italiana. I migliori film italiani a lWalter Reade Cinema (64th Street & Broadway) e bei dipinti di Milena Petrarca alla galleria Jadite (413 West 50th Street, tel. 212/315-2740, fino al 28 novembre).





