TEMI & DIBATTITI/Il KKK scopre l’Italia

di Francesca Guinand

Dagli Usa arriva in Italia, via web, il Ku Klux Klan. O almeno ci prova. Lanciano un appello a tutti i bravi cristiani per difendere la razza bianca. Anche un'organizzazione come il Ku Lux Klan si rinnova. E cerca nuovi adepti tramite la Rete. Sul sito italiano il messaggio è chiaro: «Gli United Northern and Southern Knights of the Ku Klux Klan sono alla costante ricerca di brave persone di fede cristiana, gente onesta stanca di vedersi espropriare di tutto quello per cui ha duramente lavorato. Oggi stiamo perdendo i nostri posti di lavoro, le nostre case e la nostra libertà. Il tempo sta scadendo e, anche se non avete mai condiviso le idee del Klan nel passato, sappiate che siamo qui per batterci per la nostra stirpe, per le nostre Nazioni, Identità e Religione».

Gli UNSK-KKK sono stupiti: negli ultimi tempi chiunque ostenta e rivendica con orgoglio l'appartenza al proprio "gruppo": i neri e addirittura i gay, gli ebrei e anche gli ispanici. E perché i bianchi no? Parlano di "razza bianca" ed elencano alcuni nomi dei "grandi" artisti e intellettuali del passato, come "Shakespeare, Leonardo da Vinci, Bethoven e Dante". Poi si passa alle rassicurazioni (rivolte a tutti quelli ai quali vengono in mente i film di Hollywood e l'iconografia classica del Klan).
«Gli United Northern and Southern Knights of the Ku Klux Klan sono un'organizzazione rispettosa delle leggi vigenti e centralizzata sull'Orgoglio Identitario e sulla Fratellanza Bianca Cristiana (di qualsiasi denominazione)».

Quindi questa moderna frangia del Klan si dice rispettosa delle leggi, anche se vuole mantenere un legame con il Klan originale: «Noi del Klan utilizziamo la Tunica e il Cappuccio in segno di impersonalità e di modestia ed essi, in qualità di 2 dei 7 Sacri Simboli dell'Impero Invisibile, sono per noi l'equivalente delle toghe e tuniche dei vari ordini monastici ed ecclesiastici». Dopo tanti anni e recentissime vittorie importanti come quella del sindaco nero James Young a Philadelphia e ovviamente l'elezione di Barack Obama alla Presidenza degli Stati Uniti d'America, il Klan si rinnova e tenta di diffondersi anche nella vecchia Europa. Sul sito ufficiale in lingua inglese si legge il lungo elenco di Stati americani dove l'organizzazione è presente e anche quelli nel vecchio continente. Oltre a 29 Stati americani, tra i quali Mississippi, Colorado, New York, Georgia, Delaware e Alabama ci sono anche il Canada, la Germania, il Belgio, la Gran Bretagna e l'Italia.
 "Oggi7" ha chiesto a Bruno Cartosio, Preside Facoltà di Lingue e Letterature straniere e docente di storia contemporane e storia dell'America del Nord dell'Università degli Studi di Bergamo e a Raffaella Baritono, docente di storia e istituzioni delle americhe, di cercare di spiegare questo appello via web.

Per la professoressa Raffaella Baritono «in questo momento storico in Italia alcune parole d'ordine per l'identità bianca e l'identità italiana potrebbero trovare un terreno fertile, perché la nostra identità è messa a dura prova dai processi di immigrazione e dalla crisi eonomica. In una situazione di crisi come questa un linguaggio forte che punta sulla paura della'altro e sull'identità cristiana potrebbe fare breccia. Ma sul diffondersi dell'organizzazione, intesa come struttura ho dei dubbi. Anche se il movimento oggi è una frangia marginale, devo dire che la vittoria alla Presidenza di Obama ha reso più visibili queste organizzazioni».
Anche il professor Cartosio riflette sulla questione Obama e racconta che «contro Obama hanno messo in giro false notizie. A partire dal suo certificato di nascita: dicono che non è nato negli Usa, quindi non è abilitato a governare. E poi hanno detto che quando è stato eletto una persona ha vinto la lotteria col numero 666, il numero dell'anticristo, insomma, mettono in gito queste fandonie. Io credo che questo tipo di ideologia nazista e xenofoba possa attecchire in Italia».

La professoressa Baritono spiega anche che alcuni slogan del Klan, il linguaggio razzista, xenofobo e omofobo è simile a quello di alcuni movimenti di estrema destra italiani e in parte a quello della Lega.
«La diffusa omofobia in Italia fa sì che appelli di questo tipo possano, potrebbero, trovare un riscontro. Penso a fatti di cronaca come gli striscioni allo stadio con insulti verso i giocatori di pelle nera, ai simboli celtici e ariani esibiti. Non c'è dubbio che in Italia c'è un terreno fertile per il diffondersi di questo tipo di movimenti, ma poi bisogna vedere se di fatto accadrà. Si tratta di capire se riescono a rompere alcune barriere, se rimangono ai margini oppure no. La Chesa, il cristianesimo di base diffuso nel nostro Paese, potrebbe essere un anticorpo nella società, potrebbe fare da argine al diffondersi di questo tipo di movimenti, che sono pericolose per la Chiesa stessa. Il Klan americano infatti fa riferimentoo ai protestanti non ai cattolici. Negli anni '20 l'organizzazione era contro i neri, i gay, cattolici e immigrati».

Anche per il professor Cartosio «il terreno in Italia per il diffondersi di un movimento come il KKK c'è, e c'è dagli ultimi 15-20 anni. Contro gli immigrati si è diffusa una xenofobia strisciante. Elementi analoghi aveano caratterizzato non il  vecchio KKK del dopo guerra civile, ma il nuovo KKK nato intorno alla prima guerra mondiale».
Sul sito c'è anche un invito, un appello alle donne italiane: «Senza Donne Bianche Forti, la nostra Stirpe e la nostra Discendenza verranno dimenticate  Quindi mi rivolgo a voi, mie Sorelle di qualsiasi zona d'Italia, e vi incito ad unirvi a noi e ad aiutarci così ad assicurare una vita più sicura e migliore per i nostri Figli... Una infinitamente migliore di quella che li aspetta oggi. NOI DONNE SIAMO LA SOLUZIONE  Dobbiamo sempre essere fiere di amare Dio, la nostra Stirpe e la nostra Patria Bianca e Cristiana».  

Secondo la professoressa Baritono «questo è un elemento forte di ogni discorso neonazista, che vede al centro il corpo delle donne che incarna la purezza e l'identità della nazione. Anche la possibilità del meticciato è un ombra che aleggia. Da una parte sembra un discorso che valorizza le donne, dall'altro è un discorso che si basa sulla divisione rigida dei compiti di genere: gli uomini devono proteggere le donne che devono essere protette».

Ovviamente il Klan cerca di coinvolgere anche le donne per diffondere il movimento e «per penetrare nella comunità, ma le donne in questo senso sono solo uno strumento: non avranno nessun potere, non metteranno in discussione il patriarcato, non scalfiranno il potere degli uomini».