Puccini con l’Inter-Cities Performing Arts/A N.Y. l’“Edgar” secondo Anton Coppola

di Franco Corsaro

Come scritto già su queste colonne, Puccini, dopo il fiasco dell'opera-ballo "Le Villi" (1883), fu incoraggiato da Giulio Ricordi a comporre un'altra opera sul libretto di Ferdinando Fontana tratto dal dramma di Alfred  Musset: "La Coupe et les Lèvres" (The Cup and the Lips).
Di questa seconda opera dal titolo "Edgar", il critico Enzo Siciliano ha scritto: «In "Edgar" Puccini scopre il tormento della deiezione amorosa: la donna perfida, una sorta di maledetto e vendicativo super-io Tigrana, e la dolente immagine (Fidelia), uccisa per amore, per bontà, per innocenza. Il tema dell'innocenza da scontare, da pagare con la vita, è tema squisitamente pucciniano: è il tema che ispira Manon come Mimì, Tosca come Butterfly, Suor Angelica come Liù: ed è in esso la ragione sociale del successo di queste eroine presso il pubblico di tutto il mondo».
Dal punto di vista dell'esito, la causa prima dell'insuccesso non va ricercata nella musica bensí nel libretto quanto mai faragginoso.

In questa trasformazione dell'opera di Puccini con il nuovo titolo "La Coupe et les Lèvres", con il libretto e musica del novantunenne maestro Anton Coppola (nella foto), in breve è la storia di un uomo Charles Frank tormentato e con tendenze suicide, e come Faust, si ribella contro Dio e il prossimo.
Presentata al Danny Kaye Playhouse dell'Hunter College di New York la sera del  31 ottobre, non ha avuto il successo che si merita anche se il pubblico molto disciplinato è stato generoso a concedere applausi alla fine di ogni scena e alcune volte anche a scena aperta.

Anche se l'opera nella nuova forma riflette adeguatamente la vicenda originale in lingua francese, la ristrutturazione musicale del maestro Coppola, è molto difficile per il pubblico e per la critica rendere un giudizio adeguato quando l'opera è presentata in semi-scena e senza l'orchestra. Bravissimi i cantanti solisti che si sono cimentati con alcuni brani difficili, e anche bravi i cantanti del piccolo coro insieme all'assistant director Camille Coppola, ai pianisti Louis Menendez e Renée Guerrero.

Al maestro Anton Coppola rinnoviamo i nostri auguri non solo per il successo come compositore dell'opera "Sacco e Vanzetti" che abbiamo apprezzato, ma anche "for a fully-staged performance" di quest'opera nel futuro non lontano.
"Special thanks" vanno a Leonard e Carmela Altamura fondatori del Inter-Cities Performing Arts, e sponsor della nuova opera.