MUSICA CLASSICA/Importante è l’emozione

di Lara Sanfilippo

Per me l'importante è emozionare la gente», queste le parole con cui Giovanni Allevi ha definito se stesso e il suo lavoro durante un incontro tenutosi nei giorni scorsi all'Istituto Italiano di Cultura di San Francisco.

A presentare il musicista, che la critica ha definito "Il Mozart del 2000", la direttrice Amelia Carpenito Antonucci, che ancora una volta si fa "traît d'union" tra culture diverse. Insieme con lei, anche il musicologo dell'Istituto Luciano Chessa, il quale ha introdotto l'artista al vasto pubblico presente in sala, tra cui il console Fabrizio Marcelli, presenza istituzionale e grande amante della cultura italiana.
Durante la serata, Allevi ha deliziato il pubblico con un vasto repertorio di sue composizioni per piano, raccontando, con quel suo modo di fare a volte un po' impacciato, ma puramente reale, le storie che stavano dietro ad ogni suo lavoro. Tra i brani suonati ricordiamo "Foglie di Beslan", scritta in ricordo della strage; "Monolocale 7.30 a.m." ; "Panic" e tanti altri.

E' stato inoltre possibile interagire con Allevi durante una video chat organizzata dall'Istituto, durante la quale l'artista è stato letteralmente bombardato di domande.

Ha dato consigli a chi come lui ha deciso di intraprendere una carriera musicale, ricordando ai ragazzi che la parte più dura comincia nel momento in cui si finisce di studiare; ha spiegato, inoltre, che bisogna riuscire a convivere con se stessi e con le proprie insicurezze.
«Io sono - queste le sue parole - un grande esempio di ansia e panico e ho dovuto arrendermi a questo. Non penso di aver raggiunto la mia leggenda personale, sono nel pieno, ma non sono ancora arrivato a quel punto ed è proprio questo che genera la mia ansia».
Ad aiutarlo a capire il presente e quello che lo circonda è, come lui stesso ha sostenuto, la laurea in Filosofia presa nel 1998, oltre al diploma in pianoforte al conservatorio Morlacchi di Perugia e quello in composizione al Conservatorio G. Verdi di Milano.

Punto di riferimento musicale, il grande Mozart, con il quale Allevi ha aperto il concerto dell'1 settembre scorso all'Arena di Verona.
«Posso affermare - così ha detto felice e fiero - che Mozart è senza dubbio il mio ideale compositivo, quando la critica mi ha definito il Mozart del 2000, sono stato entusiasta, è stupendo questo appellativo».
In chiusura l'artista ha tranquillizzato il pubblico italiano dicendo che nonostante il grande apprezzamento che ha ricevuto in America durante i numerosi concerti tenuti, ha intenzione di tornare nella sua amata terra: «Come farei - così ha detto - senza la cucina italiana?».
Grandissimo successo per l'artista anche durante un concerto tenutosi il primo novembre allo Yerba Buena Center for the Arts, all'interno del San Francisco Jazz Festival, durante il quale le aspettative del pubblico sono state addirittura superate.