N.J. - John Steinbeck “rivisto” da Frank Galati/Shakespeare Theatre con... «Furore»

f.b.

La vita copia la fantasia, o la seconda (pirandellianamente) non riesce a tener dietro alla prima? Leggere o vedere in scena «The Grapes of Wrath» di John Steinbeck (romanzo in Italia uscito col titolo di "Furore") il dubbio resta. Sì, è un romanzo, ma al Kirby della Drew University di Madison lo Shakespeare Theatre of New Jersey ne presenta (fino al 15 p.v. / tel. 973-408-5600) un'ottima versione teatrale curata da Frank Galati.

Dramma corale, segue la saga della famiglia Joad che "emigra" in California, nell'illusione di una sistemazione e di una vita migliore per tutti, durante la Grande Depressione Usa, poco meno di un secolo fa; ma par si leggano/ascoltino le cronache di questi anni tanto il testo di Steinbeck è drammaticamente attuale. Lo dirige Joe Discher che si avvale di un cast numerosissimo ed assai affiatato su cui spiccano Christian Conn (Tom Joad), Pearce Bunting (Jim Casy), James Michael Reilly (Floyd Knowles), Wendy Barrie-Wilson (Ma Joad), John Little (Pa Joad) e il simpatico Jim Mohr (Grampa Joad).

Nonostante il successo il romanzo subì un violento attacco politico a causa delle descrizioni dei conflitti fra lavoratori stagionali e proprietari terrieri, per il linguaggio considerato volgare e l'orientamento giudicato eccessivamente "di sinistra". Steinbeck pur simpatizzando per la sinistra era un convinto sostenitore del New Deal di Franklin D. Roosevelt. Nonostante le critiche il romanzo fu premiato nel 1940 con il Premio Pulitzer. Da esso John Ford trasse, nel 1940, il famoso film omonimo interpretato da Henry Fonda.
Fino a "Furore" il tema di fondo dei libri di Steinbeck è la California con la vita e i costumi degli abitanti della valle di Salinas che vengono rievocati con commozione o ironia ma sempre con un semplice realismo, dove la denuncia sociale non è come negli altri scrittori realisti del periodo della Depressione un'accusa senza speranza di un'America in rovina, ma è sempre ispirata da un umanitarismo sereno.

Come scrive Alfred Kazin: "Il dono di Steinbeck non consisteva tanto in una risorsa letteraria quanto in una visione della vita profondamente armoniosa e pacifica. In un periodo di esaurimento per tanti scrittori migliori di lui, egli si era immedesimato nella vita della vallata di Salinas, trovando un certo equilibrio spirituale nel far la cronaca dei cicli di vita dei coltivatori della vallata, dei suoi mistici, dei suoi avventurieri, studiando i suoi processi di sviluppo, immergendovisi con interesse affettuoso ed intimo per le vicende umane dal punto di vista biologico. Steinbeck si identifica talmente con la vita della sua vallata nativa, da ritrarne una comprensiva visione prospettica della natura animale della vita umana e un mezzo di riconciliazione con la gente come tale".

«The Grapes of Wrath» (che significa letteralmente "I frutti dell'ira", ed è una citazione biblica, come lo è anche "Al dio sconosciuto", e che insieme ad "Uomini e Topi" è considerato uno dei suoi migliori romanzi) è reso da Discher in maniera eccellente, con intensità, fedeltà all'originale (ne rispetta infatti lo spirito in maniera che più di così non si può) e, per il piacere degli spettatori, si avvale di musiche originali (a cura di Nick Plakias) e canzoni che sanno sottolineare al meglio l'atmosfera di disperazione, attesa e determinazione che non è solo della famiglia Joad ma si fa specchio dell'America intera