Libera

Il regno della menzogna

di Elisabetta de Dominis

Delle risposte alle dieci domande che il quotidiano La Repubblica ha fatto per mesi al presidente del Consiglio, dallo scoppio del caso Noemi, Bruno Vespa ci ha fatto un libro di servizio secondo la sua ottica, servile secondo l'ottica altrui; insomma genere feudalesimo XXI secolo.  E il titolo scelto, "Donne di cuori", è talmente dolce da preannunciare un capolavoro di pasticceria se non fosse che il troppo stroppia e si finisce per pasticciare. Non nella dovizia di ricerca storica, per carità, ma nel voler sostenere grazie ad essa una tesi insostenibile per un'etica di governo: come Berlusconi così hanno fatto tutti dall'imperatore Tiberio a Mitterand.  

A Natale sarà un must sotto l'albero e durerà fino a San Valentino, perché - grazie al titolo - lo regaleranno i fidanzati sdolcinati, le mogli compassionevoli (che in verità preferiscono le corna al divorzio) e i mariti che hanno molto da farsi perdonare. Se invece il libro fosse stato intitolato, come voleva Vespa, "Così fan tutti", chi avrebbe avuto il coraggio - nell'ipocrisia imperante - di regalarlo a chi? Sarebbe stato considerato un brutto biglietto da visita se donato da un novello fidanzato, un libro di cattivo gusto se regalato a una donna tradita o, addirittura, una sorta di confessione del marito fedifrago.

Non abbiamo motivo di sospettare dell'onestà di Vespa che di certo non è pagato da Berlusconi, ma sappiamo che questi è riconoscente a chi gli rende un servigio. Candidamente nonostante l'età e l'esperienza, Vespa scrive: "Così fan tutti era il titolo giusto. Lo scartammo (plurale, perché i libri non se li scrive da solo) per un eccesso di scrupolo: sembrava troppo assolutorio nei confronti di Silvio Berlusconi. In effetti, il presidente del Consiglio in campo sessuale ha straripato. Lo fa per carattere in ogni campo, e non ha certo pensato di risparmiarsi sotto le lenzuola". Che caro, anzi che cari tutti e due! Quasi mi commuovo. Eppoi la scrupolosità di Vespa gli fa proprio onore, peccato che sia mal riposta nelle sua presunzione di giudice che parla a nome degli italiani. E come tale ha avuto scrupolo di assolvere il presidente! Eh certo, non poteva assolverlo perché il fatto non sussiste né per insufficienza di prove né per non aver commesso il fatto. Ma siccome di colpe sessuali si tratta, dimostrando che così hanno sempre fatto tutti, il peccato è veniale. Insomma per una volta tanto Berlusconi ha un giudice dalla sua parte. E non è roba da poco visto che la trasmissione di Vespa, "Porta a porta", sta sulla rete ammiraglia ed è una sorta di consiglio dei ministri del dopocena.

Non so a voi, ma a me viene la pelle d'oca a leggere certe cose, e devo dire che quando sono ritornata dalle vacanze ho faticato un po' a rileggere i giornali italiani. Talvolta mi dico che potrei occupare il mio tempo e il mio pensiero in letture più elevate. Del resto, credo che bisogna tenersi aggiornati, saper almeno quanto ci prendono per il naso. E il naso ci cresce a forza di farcelo tirare, anche se sono loro a dire le bugie. Perché qui non siamo nella favola di Pinocchio, ma nella realtà del governo Berlusconi. Cito altre amenità del libro: "Mai pensato al Quirinale. - Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. - Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello". Vero, come la Carfagna che era alta perché quando faceva la modella portava i tacchi o la Gelmini che dall'alto della sua preparazione legale ha pensato bene di andare a sostenere l'esame di avvocato a Catanzaro, dove notoriamente passavano cani e porci (e ora fa la paladina del merito e tuona contro le scorciatoie).

E il caro Vespa così conclude: "Meglio i francesi o meglio noi? Chissà. Una cosa è certa: se il dibattito sotto le lenzuola sostituisce quello politico, come è accaduto in Italia negli ultimi sei mesi, l'unica a non giovarsene è la democrazia".
Infatti, ormai siamo in piena monarchia della menzogna. Ma cosa fa per salvaguardare la Repubblica il tanto democratico Partito democratico? È da due settimane che Marrazzo racconta solo menzogne.