Che si dice in Italia

Chi l’ha visto quel giornale?

di Gabriella Patti

qual era il "giornale per gli italiani d'America" che, indirettamente, permise al grande maestro Arturo Toscanini di riprendersi da un'artrite invalidante che rischiava di interrompergli la carriera? Non è un quiz. Ce lo domandiamo dopo avere visto l'altro giorno la bella inchiesta di Chi l'ha visto?, il programma della Rai condotto da Federica Sciarelli che ha rivelato un particolare sconosciuto ai più.

La storia è la seguente: nel 1932 Toscanini venne colpito da una forte borsite che gli impediva di alzare il braccio destro e gli dava anche dolori lancinanti alla spalla. Si narra che gli ultimi concerti li avesse diretti con le lacrime agli occhi. Nessun medico riusciva a curarlo. Finché un giorno venne a sapere che a Piazze, piccolo paesino in provincia di Siena, c'era un semplice medico condotto, Alberto Rinaldi,  che aveva inventato un farmaco miracoloso di cui non rivelò mai la formula. La gente accorreva. Arrivò anche Toscanini che aveva letto di Rinaldi su "un giornale per gli italiani d'America". E qui ci fu un gustoso siparietto. Varie volte il Maestro, che bussava alla porta di Rinaldi sempre dopo pranzo, venne respinto dalla cameriera "perché il Dottore sta facendo il riposino pomeridiano". Alla fine Toscanini si impunta, la cameriera riluttante va a svegliare il Dottore e i due si incontrano. E Toscanini, fin dalla prima seduta, sta meglio. Finché guarisce del tutto. I due diventano amici. Il Maestro, grato, invia a Piazze musicisti, cantanti e personaggi illustri con problemi di artrite. Ma l'amicizia è cementata da altro: i due sono decisamente antifascisti.

Dopo uno schiaffo ricevuto in pubblico per essersi rifiutato di dirigere una marcetta militare, Toscanini decide di non lavorare più in Italia. Tornerà solo a guerra finita, nel 1946, per la riapertura della Scala restaurata dopo i bombardamenti; e per votare al referendum in favore della Repubblica. Il dottor Rinaldi, però, era morto da tempo. Nel 1935 era stato barbaramente e misterioriosamente assassinato sulla porta di casa. Toscanini, sconvolto, rinvia una partenza per andare al funerale. La formula miracolosa di Rinaldi non verrà mai conosciuta. Ed è il primo mistero. Ma Chi l'ha visto ha parlato della storia perché vorrebbe tentare di scoprire dopo tanto tempo se qualcuno è in grado di svelare i motivi dell'assassinio. Furono i fascisti o l'emissario di qualche casa farmaceutica? O il movente fu altro? Noi, nel nostro piccolo, vorremmo sapere quale fu il "giornale per gli italiani d'America" che permise il contatto tra Toscanini e Rinaldi. Probabilmente si trattò del Progresso italoamericano, dalle cui ceneri è nato America Oggi. Qualcuno sa qualcosa?

   CERVELLI ITALIANI IN FUGA. Un fatto risaputo, c'è ancora qualcosa da aggiungere? Sì, per due motivi. Primo, perché il deprimente fenomeno continua. E secondo, perché - e questa è l'unica buona notizia - ci sono degli italiani che si preoccupano, anzicché negare l'evidenza e parlare di disfattismo. Doverosamente Oggi 7 aveva segnalato il libro "La fuga dei talenti" di Sergio Nava che spiega "come il Bel Paese sta cacciando via il proprio futuro". E ora il blog collegato al libro (fugadeitalenti.wordpress.com), ha superato i 30mila contatti. Insomma, la denuncia spietata ma ineccepibile di un'Italia che obbliga i suoi migliori talenti ad emigrare non lascia tutti indifferenti. Il blog è una lettura consigliata: i racconti dei protagonisti di questa vera e propria diaspora culturale sono molto istruttivi.