LA RASSEGNA DI N.Y/Neorealismo: una generazione di fuoriclasse

di Samira Leglib

Martin Scorsese diceva: «Il mio cinema non sarebbe stato così senza il Neorealismo». Ora una rassegna organizzata dalla Film Society del Lincoln Center, in collaborazione con Cinecittà, l'Istituto Luce e la Fondazione Cineteca Nazionale supportata dall'Istituto Italiano di Cultura, celebrerà la rinascita del cinema italiano attraverso quattro settimane di proiezioni dei grandi capolavori del Neorealismo Italiano. Da "Accattone" di Pasolini a "Ladri di biciclette" di De Sica, a "Riso amaro" di De Santis, a "Il grido" di Antonioni, a "Roma città aperta" di Rossellini, a "Ossessione" di Visconti e molti altri. Ma anche i film di Pietro Germi, Federico Fellini, Gianni Amelio che non appartengono esattamente alla corrente Neorealista ma che fanno parte della generazione successiva.

La rassegna "Italian Neorealism and the Birth of Modern Cinema" sarà presente presso il Lincoln Center con proiezioni quasi giornaliere fino al 25 novembre (per programmazione completa vedere il sito FilmLinc.com).

«Non si può capire la cultura italiana senza il Neorealismo», dice Antonio Monda, professore di Cinema presso la New York University, nella conferenza stampa tenutasi all'Istituto Italiano di Cultura.
«Quando si nomina il Neorealismo italiano», spiega Richard Peña, Direttore della programmazione alla Film Society, «in molti conoscono film quali "Umberto D" e "Paisà" ma quello che penso manchi al nostro discorso è la perdita di contesto perché questi film facevano parte di un movimento interno al cinema che stava cercando di rinnovare completamente se stesso, soprattutto in relazione alla nuova Italia che si stava formando (dopo la guerra, ndr). Attraverso questa serie speriamo di poter finalmente offrire questo contesto».

Interviene quindi Marcello Foti del Centro Sperimentale di Cinematografia: «È la prima volta che viene organizzata all'estero ma non solo perché anche in Italia non c'è mai stata, una rassegna cinematografica così completa. In quel periodo è nata una generazione di fuoriclasse. Siamo davvero orgogliosi di aver portato qui a New York questa rassegna perché come archivio di stato non solo abbiamo il compito di preservare il patrimonio nazionale ma abbiamo anche il compito di promuovere la cultura cinematografica all'estero. Certamente il Neorealismo è la parte migliore del nostro cinema e un modo per raccontare a chi vive lontano quella che era l'Italia di quei tempi, la voce e la storia di un popolo fatta più autentica dell'esperienza del dolore del dopoguerra, ed è anche importante che i figli degli italiani che vivono all'estero conoscano questa storia. Il cinema rappresenta il veicolo migliore per testimoniare l'immagine di un Paese e della sua cultura».