Che si dice in Italia

In viaggio con la tv

di Gabriella Patti

Prima c'era solo la Bit. Da quest'anno c'è anche la Bil. Ed è una buona notizia. Perché se l'appuntamento annuale a Milano con la Borsa internazionale del turismo è sempre stato un momento importante per capire come sta andando un settore decisivo per l'economia del nostro Paese, adesso la Borsa internazionale delle locations - Bil, appunto, la cui prima edizione si è appena conclusa a Roma - si candida a essere "il punto d'incontro fra turismo e produzioni cine-televisive" come ha detto il ministro Michela Vittoria Brambilla. Ovvero: di posti belli, anzi bellissimi per non dire unici, l'Italia è piena. Solo che non sono conosciuti. Oppure se ne conosce solo una parte, quella delle cartoline illustrate, e se ne ignorano i segreti più intimi e, spesso, più affascinanti.

Succede in ogni parte del mondo. Ma in Italia in modo particolare, spiega Roberto Giacobbo il giornalista Rai autore di Voyager, il programma italiano "alla scoperta del pianeta" più venduto all'estero, che è stato uno dei moderatori e dei protagonisti della due giorni di incontri. Un paio di esempi per tutti, entrambi riguardanti la Città Eterna. Chi non conosce i Fori Imperiali oppure Lago Argentina "cuore sacro e antichissimo di Roma"? Qualsiasi turista che si rispetti ci va, per forza. Ma vede solo alcune cose, quelle più appariscenti illustrate dalle guide. Invece c'è tanto d'altro, come ha mostrato il documentario "Roma nascosta" proiettato nei giorni della Borsa, un vero viaggio esclusivo ed affascinante nella Caput Mundi sconosciuta. L'obiettivo di questo nuovo appuntamento internazionale è chiaro, insomma: produttori cinematografici, registi e location managers di tutto il mondo potranno prendere idee e spunti su nuovi posti dove ambientare i loro film. A tutto vantaggio del turismo, degli operatori turistici e dell'economia in genere. L'idea è buona. Speriamo che porti frutti.

   ESPORTIAMO SAPERE. In una stagione in cui le cose sembra proprio che non vadano per il verso giusto, ecco che ci consola il Censis, il notissimo Centro studi di investimenti sociali che fa sempre una puntuale radiografia dello stato di salute (e di malattia) del Paese. Da vedere, però, se ci sia da essere veramente soddisfatti. Perché risulta che c'è una "voce" positiva nel bilancio generale dell'azienda Italia: in attesa che tornino a tirare le esportazioni di merci e di prodotti industriali, esportiamo... tecnologia e sapere. Cioè, e non è una novità, mandiamo all'estero i nostri cervelli. Insomma: vendiamo più "teste" che macchine. Vi risparmio il dettaglio molto accurato delle cifre. Il risultato, parole del Censis, è che non riusciamo a fermare la fuga di cervelli. «Ma nello scambio di intelligenze siamo in attivo». Mi viene in mente, questo il Censis non lo sottolinea, che è così dall'epoca di Leonardo da Vinci. Ma, per tornare ai giorni nostri, il messaggio ai giovani è sempre più chiaro: l'Italia è il Paese della gerontocrazia, con una delle classi tra le più anziane e più "incollate" alle poltrone di tutta Europa quindi, cari giovani, visto che per voi trentenni precari e, in generale, per le nuove generazioni è sempre più difficile trovare un minimo di soddisfazione in questa strana penisola, la via più facile è l'espatrio.

   FABRIZIO CORONA mostra una sua dignità professionale, sia pure molto discutibile. Il fotografo dei vip, finito nei guai e dietro le sbarre per il suo vizietto di offrire a pagamento ai diretti interessati gli scatti compromettenti che li riguardano in cambio della loro non divulgazione (credo che la pratica abbia un nome: ricatto), ha detto che lui il video che ha messo nei guai l'ormai ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo ripreso in un incontro a luci rosse lo avrebbe comprato. Presumibilmente per farne l'uso consueto. Però, almeno, è stato coerente e coraggioso nell'ammetterlo.