Che si dice in Italia

La città di Bengodi

di Gabriella Patti

Sull'ultimo scandalo che sta travolgendo Napoli (l'ultimo? bè, non sbilanciamoci in eccessivo ottimismo, diciamo: l'ennesimo) credo che il commento migliore venga da un lettore, Ezio Pelino. Apparentemente non ha nulla a che vedere con la faccenda delle assunzioni per raccomandati e con il provvedimento di allontanamento che ha colpito la presidente del Consiglio regionale, Sandra Mastella, "espulsa" con un provvedimento dalla Campania e sull'eventuale coinvolgimento di suo marito Clemente ex ministro della Giustizia. In realtà fa capire quale sia l'humus culturale, anzi amorale, di un intero modo di affrontare la società e la convivenza civile. Ecco la lettera: "Ho avuto necessità di andare a Napoli e servirmi per la prima volta della metropolitana. Si accede al treno senza passare per i tornelli, che non ci sono come invece avviene in tutte le metropolitane del mondo.

Per vidimare il biglietto ho percorso tutte le vetture, senza riuscire a trovare l'apposita  macchinetta. Mi sono allora rivolto a due anziani compagni di viaggio per chiedere dove fosse. Mi hanno risposto che era sul marciapiede, alla partenza. Io non l'avevo vista né l'aveva richiamata alla mia attenzione il piccolo ingorgo che di solito si crea di passeggeri che vi si affollano per compiere la doverosa operazione. Comunque, i due mi hanno rassicurato, che se fosse passato il controllore non ci sarebbero stati problemi, avrebbe  vidimato lui a penna il biglietto. Il controllore non s'è visto. Alcuni passeggeri avevano, in verità, in mano un biglietto, ma mi è venuto da pensare che fosse sempre lo stesso da chi sa quanti viaggi. A questo punto mi è scattata la curiosità: mi sono messo a seguire il comportamento degli utenti dei bus e tram cittadini. Nei mezzi di superficie l'obliteratrice c'era, ma a timbrare ero sempre solo io. A un mio nuovo compagno ho chiesto come mai nessuno, proprio nessuno, timbrasse. Mi ha risposto che avevano l'abbonamento scolastico. Dopo avergli fatto notare che era improbabile trattandosi di anziani, mi ha esposto la  teoria, che forse non era esclusivamente sua, che i biglietti non avrebbero comunque coperto il costo della gestione dei trasporti pubblici. Mi  sono così convinto che un'intera città viaggia gratis. La città di Bengodi esiste.

Vorrei molto conoscere, a questo punto, il vero bilancio della Azienda dei trasporti di Napoli". Credo che non ci sia bisogno di nessun commento. Dopo di che, per carità, sarò contenta se Napoli - come sembra nelel intenzioni del governo - verrà in un qualche modo accreditata come "capitale del Mediterraneo" a cui guardare dalla due sponde dell'antico Mare Nostrum. Il suo passato di vera capitale lo giustifica. E' sul suo presente che ho qualche dubbio.

   SPAZIO ANCHE A UN ALTRO LETTORE. Che mi ha fatto sorridere. Roberto Bellia protesta, garbatamente, per una presunta discriminazione a danno dei maschi. Essendo donna, e quindi - aimé - piuttosto abituata al fatto che se ci sono discriminazioni queste, di solito, colpiscono la metà rosa del mondo, mi sento in dovere di raccogliere l'obiezione del lettore. Che scrive: "Apprendo dalla radio, durante la trasmissione Italia istruzioni per l'uso sul primo canale della Rai, che sono stati istituiti a livello regionale e provinciale i Consiglieri per le pari opportunità. Non lo sapevo e sono contento di apprenderlo. Poi, però, sento la presidentessa, suppongo, di tale organizzazione che invita a telefonare nel caso si verifichino comportamenti contrari alla parità tra i sessi. Fin qui, tutto bene. Ma la signora aggiunge, con malcelato orgoglio, che al telefono risponderanno ... 240 signore. Perché - conclude il lettore - qualcosa mi fa supporre che all'interno di questo organismo la pari opportunità per gli uomini sia da verificare?" Gli si può dare torto?