Visti da New York

Il tramonto del bene

di Stefano Vaccara

Il più pulito c’ha la rogna, si dice a Roma. Gratta gratta, gli scandali nella politica italiana che stanno saltando fuori spiegano bene perché la maggioranza degli italiani elettori di Silvio Berlusconi continuerebbero a votarlo nonostante le notizie sui festini nel lettone di Putin. L’affaire Marrazzo conferma ciò che tutti sanno in Italia: chi scaglia la prima pietra, avrà addosso una valanga di melma.

Magari la gravità dei possibili quanto incredibili scheletri della classe politica italiana fossero le cene con le escort o le colazioni con i trans. Mentre sabato le prime pagine dei giornali erano concentrate sulla vita troppo spericolata del governatore del Lazio che tanto faceva “sfigurare” quella del Premier, la notizia della testimonianza-bomba messa a verbale del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che esplode al processo per mafia del senatore Marcello Dell’Ultri, diventa di “poco rango”. Così nelle ultime pagine del verbale in cui si ricostruisce il pentimento di Spatuzza, nel colloquio avuto con il procuratore antimafia Pietro Grasso – comprendiamo meglio ora certe affermazioni nella nostra intervista di una settimana fa – il killer della mafia spiega perché si è deciso a parlare: “Sulla questione di via D'Amelio... siccome si erano chiusi tutti i processi, quindi sapevo a cosa andavo incontro, però mi dicevo: ho prove schiaccianti, perché se c'erano solo le mie parole sarei stato un pazzo a muovermi in questa storia, siccome avevo delle cose, riscontri oggettivi, quindi andavo sicuro… Il soggetto che io dovevo indicare aveva vinto le elezioni perché noi parliamo, aprile... Io arrivo fine, 17 aprile e quindi il soggetto che io dovevo accusare me lo trovo come capo del Governo... Al di là di questo, il ministro della Giustizia, quel ragazzino così possiamo dire... la figura di Dell'Utri...”. Ma dai che la notizia di Marrazzo con i trans brasiliani è più divertente!

E poi, tutto quel frastuono sui poveri coniugi Mastella, con la poveretta italoamericana Sandra Lonardo addirittura obbligata al soggiorno fuori dai confini della sua amata Campania… Ma dopo tutto, “aiutavamo solo persone bisognose”, ha detto Clemente. Già, l’ex ministro della Giustizia ora deputato nel Parlamento europeo e la moglie presidente del Consiglio regionale campano, cosa avrebbero fatto di male? Il male, fuori dall’Inferno e il Paradiso, è relativo, è come il bello e il brutto, un gusto che cambia con l’epoca: 400 anni fa la donna più cicciona era la più bella, altro che le scheletriche in passerella di oggi…. E allora ha ragione Mastella: che c’è di male, nell’Italia del XXI secolo, quando un politico “raccomanda” che quei posti o appalti pubblici spettano ai suoi “bisognosi” che ovviamente devono votare solo per lui? Altro che male, questo è “il bene”, infatti se guardate le foto dei Mastella mentre rispondono alle domande hanno lo sguardo di chi proprio non comprende perché invece di inquisirlo, non gli diano il premio Nobel alla bontà.

Questa “cultura etica” del male che si trasforma in bene, non è oramai solo la norma dentro i confini dell’Italia, ma intacca anche quelle istituzioni della Repubblica all’estero che, tra mille difficoltà, avevano dato segnali di un primo rinascimento. E così si calpestano grandi uomini, perbacco! Dopo due anni, il critico d’arte Renato Miracco non è stato confermato come direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, nonostante il superbo lavoro svolto. “Speedy Gonzales” Miracco, il direttore più veloce nel dare efficenza, autorevolezza, bellezza e straordinaria vitalità all’Istituto di Park Avenue, finalmente frequentato anche dai newyorchesi allergici alla insignificante leggerezza del passato, è stato silurato. Il suo contratto di due anni, che viene rinnovato a tutti, soprattutto ai mediocri, a lui non è stato confermato. Perché troppo bravo? Nell’Italia del male che diventa bene e viceversa, il troppo preparato deve essere ridimensionato, rischia di far fare agli altri mediocri “cattiva figura”.

Al suo posto del tanto capace quanto pericoloso Miracco, il ministro degli Ester Franco Frattini nomina Riccardo Viale, che leggiamo essere presidente della Fondazione Rosselli e docente di sociologia alla Bicocca di Milano. Tanti auguri al Prof. Viale allora, che avrà un compito arditissimo, quello di non farci rimpiangere il migliore direttore dell’Iic mai visto. Speriamo vivamente per la cultura italiana a New York, che il Prof. Viale non sia l’ennesimo segnale di questo tramonto italiano.