Italiani in America

Da Rochester con amore

di Generoso d’Agnese

Era venuto in Italia, come ogni anno, a promuovere il progetto per una università dei disabili, da realizzare all'Aquila o a Teramo. Si è ritrovato a scavare con le mani tra le macerie della sua casa, a Castelnuovo e con l'onere di tentare uno sforzo per ridare almeno un piccolo sorriso alla sua comunità.
Mario Daniele alla fine ce l'ha fatta. Tornato negli Stati Uniti, ha raccolto 100 mila dollari per i suoi concittadini colpiti dal tremendo sisma dello scorso 6 aprile e li ha messi a disposizione dell'amministrazione comunale, affinché li utilizzasse per un progetto specifico e dai costi trasparenti.
Quella di Mario Daniele è storia italiana dipinta di successo. Nato nel piccolo centro (frazione di S. Pio delle Camere) situato tra l'altopiano di Navelli e il famigerato cratere dell'Aquila, Daniele giunse in America nel 1967 dopo aver svolto il servizio militare nell'arma aereonautica. L'arrivo negli Stati Uniti, precisamente a Detroit, coincise con la conoscenza di Flora, un'italoamericana che per coincidenza proveniva dallo stesso paese di Mario e con la quale decise di dividere la vita coniugale. Dopo alcuni anni trascorsi tra vari lavori, il futuro vice console onorario decise di investire i suoi guadagni aprendo la sua prima attività. Nacque così Mario's Pizzeria, situata nell'area metropolitana di Detroit. Il primo dei suoi tanti passi verso il successo imprenditoriale.

Trasferitosi con Flora a Rochester l'abruzzese proseguì con la sua entusiasmante cavalcata imprenditoriale e aprì la sua seconda pizzeria, e di seguito  i ristoranti "Mario's via Abruzzi" e "Bazil". Diede vita anche alla società Daniele Imports trasformando il proprio nome in un marchio di successo. Padre di Anthony e Daniel, Mario non ha mai dimenticato le proprie origini. Saldamente ancorato al proprio paese, l'imprenditore ha spesso investito i suoi risparmi in attività  e in opere a Castelnuovo, divenendo un punto di riferimento della piccola comunità dell'area aquilana. Insieme ai suoi due figli ha aperto un'altra attività di successo, il Southpoint Marina Complex, nella baia di Irondequoit e il secondo ristorante Bazil offrendo alla propria clientela una gamma completa di scelte gastronomiche, dalla cucina di alto livello al cibo tipico della cultura popolare italiana (ha ottenuto ben cinque riconoscimenti dallo stato di New York per la qualità dei suoi ristoranti) e si è dedicato anche all'attività di imprenditore edilizio in Florida, a Delray Beach.
Membro dell'Italian American Foundation fin dal momento della sua nascita (nel 1980) Daniele è anche il cofondatore del Rochester's Italian American Community Center e grazie ai suoi numerosi impegni in favore della comunità italiana di Rochester, nel 2003 ha ottenuto dal Ministero degli Esteri il titolo di viceconsole onorario d'Italia, con giurisdizione in tutta l'area occidentale, centrale e meridionale dello Stato di New York.

Padre di Danny e Anthony (Anthony è membro del consiglio della Contea di Monroe), nonno di tre nipotini, Mario Daniele ha una conoscenza del territorio e della popolazione che  si è rivelata provvidenziale negli eventi catastrofici che hanno segnato l'Italia degli ultimi anni. Grazie alla sua intraprendenza, la comunità di Rochester riuscì a far pervenire un notevole contributo alle vittime del sisma del Molise. Lo stesso Daniele tornò in Italia per assistere direttamente chi aveva bisogno d'aiuto.

Vice presidente del Robert Schumann Institut (un'organizzazione che promuove imprese culturali e sociali in Europa) l'aquilano ha aperto anche un'agenzia immobiliare e nel suo cassetto conserva ancora il sogno di far nascere un'università specifica per sordomuti. La prima fase del progetto "sordomuti laureati" è andata in porto nel 2005 con il gemellaggio tra l'universittà dell'Aquila e il  Rochester Institute of Technology (Rit) - il cui presidente è l'italo-americano Alberto Simeone -  e la visita del  presidente dell'Istituto Lingua dei Segni dell'Aquila.

"Attualmente i sordomuti non possono laurearsi in nessun ateneo d'Europa - spiega lo stesso Daniele - e questa lacuna si potrebbe colmare con un centro universitario a L'Aquila in associazione con il RIT, sull'esempio di quella esistente a Rochester che ospita 1.200 studenti l'anno. Non esistono centri simili in tutta l'Europa e L'Aquila, sarebbe stato ideale  perché aveva una buona sede universitaria senza la congestione delle grandi cittá.

Secondo Daniele, in Europa 50.000 sordomuti vorrebbero seguire corsi di laurea e c'era  speranza   che un numero ridotto potesse iniziare il percorso universitario, speranza prima bloccata dalle lungaggini burocratiche italiane e poi infranta dal sisma.