TEATRO/BROADWAY & DINTORNI/E la chiamano vita...

di Mario Fratti

Jonathan Bank, direttore artistico del teatro Mint (311 West 43rd Street) studia il passato e riscopre vecchi testi che meritano una ripresa. Danno ora "If Life Worth Living?" dell'irlandese Lennox Robinson, fortunato autore fino al 1958, data della sua morte. Siamo nella sala d'attesa di un albergo in Irlanda. Si attende l'arrivo di una coppia di attori che daranno una serie di commedie in città. Il padrone John (Paul O'Brien), sua moglie Annie (la gentile Bairbre Dowling) e l'attiva sorella Lizzie (Margaret Daly) sono ansiosi. Ma più di tutti lo è il figlio Eddie (Graham Outerbridge) che corteggia e viene spesso respinto dalla bella Christine (Leah Curney). Arrivano gli eleganti, sofisticati attori: la coppia Constance (Jordan Baker) e suo marito Hector (Kevin Kilner). Fanno le prove lì, in sala, perché è più comodo. Stupiscono tutti con la loro esagerata recitazione. Anche il giovane aiutante Michael (John Keating) e la cameriera Helena (Erin Moon) che aspetta un bambino ed impara molto da un incidente nella commedia che stanno provando. Altri personaggi interessanti sono il comico Peter (Jeremy Lawrence) che non viene perdonato per aver corteggiato ma poi respinto Lizzie. Momenti comici ma il vero dramma è che i due attori non si sentono sicuri nella loro professione. Verranno alla fine licenziati e al loro posto presentano il circo, con animali e clown. Abile commento sulla precaria vita degli attori. Affiatata compagnia, ben diretta da J. Bank, sempre saggio ed attivo.

Continuano le presentazioni di commedie italiane nelle due lingue durante il mese della cultura italiana organizzato da John Sciame e A.J. Tamburri. Dopo il successo delle due commedie in italiano "Scendendo dal cavallino della giostra" di Aldo Formosa (diretto da Roi Escudero) e "Il gioco" di Boris B. Hrovat (diretto da Alan Kanevsky), abbiamo due eccellenti atti unici in inglese di autori ben noti in Italia: Maricla Boggio e l'abruzzese Franco Celenza. "A Wife" ed "Elizabeth", entrambi diretti dagli abili Julie Congress e Ryan Emmons.

La regista Julie ha avuto un'idea brillante per la sua abile regia. Udiamo la sua voce che interpreta i pensieri di una sensibile moglie italiana che si confessa e rivela. In primo piano vediamo ballerine che seguono mimicamente anche i sentimenti dell'invisibile moglie. Riuscitissimo. Con le sensuali ballerine H. Greenstein, K. Villanova e V. Wingerath. I due registi hanno poi collaborato nella delicata, poetica storia di due donne che si amano. Nella scena piena di fiori udiamo ed ammiriamo il lirico linguaggio di Franco Celenza. Due bellissime, convincenti, commoventi amanti: Rachael Richman e Kete Villanova. Applausi entusiastici.

E' stata anche distribuita la lista degli altri venti autori italiani che meritano rappresentazioni in America. E' piaciuto moltissimo il ‘giallo' "After That Night" di Claudia Ferrari, una prima mondiale. La snella, convincente attrice Jennifer Loryn è una moglie che sembra felice. Lo è fino a che un torvo marito (Tim Kirkpatrick) la sorprende con una richiesta di divorzio. Una decina di sorprendenti rivelazioni sulle ragioni di tale richiesta. Una sorpresa dopo l'altra, che non possiamo rivelare. Un bel finale con musica di Wagner, il compositore preferito da questa moglie tradita. Ben diretto da Roi Escudero; con la collaborazione di Andrew Chmelko. Nell'intervallo, la voce potente del magnifico Ruben Celiberti (teatro ATA, nel cuore di Manhattan).

In una decina di teatri, sparsi in tutta la città, abbiamo l'annuale, rituale festival di nuove commedie musicali. Festival ben organizzato da Isaac Robert Hurwitz e Charlie Fink. Citiamo i più interessanti. "Judas & Me" di Chad Beguelin (libretto e liriche) e Matthew Sklar (musica0. Una nuova versione dell'amicizia fra Gesù e Giuda. Erano amici e si stimavano fino a che intervenne la gelosia. La bella Maddalena (Nikki Snelson) preferisce Gesù e Giuda, che è pronto a tutto per averla, accetta alla fine i trenta danari dai Romani per tradire il suo maestro. Gesù (Doug Kreeger) è rassegnato anche quando la madre di Giuda (la potente, regale Barbara Walsh) lo insulta. Rivalità tra la madre di Gesù (Jennifer Laura Thompson) e la madre di Giuda che vede nel figlio un vero rivoluzionario, migliore del "Re dei Giudei". Bravi anche la simpatica Anna Harada e Gabriel (Leslie Kritzer). Le canzoni spiegano i sentimenti dei vari personaggi. Le migliori sono "Rome", "Making History", "Begin Again" e "Tell Your Friends". Ben diretto da Jeremy Dobrish.

Ogni anno partecipa al festival anche la nota regista argentina Roi Escudero ("Bubi"). La seguo con interesse. Migliora ogni anno. Quest'anno presenta un vero gioiello: "Argentina Passionate". Ha scelto bene la sua affiatata compagnia. Il vero protagonista è l'incredibile, entusiasmante Ruben Celiberti in molti eccitanti ruoli (acrobata, pianista, danzatore, Carlos Gardel, Astor Piazzolla, angelo con due enormi ali). Strappa applausi a scena aperta. Sua co-protagonista (attrice drammatica che si rivela ora anche come esperta ballerina) è Jennifer Loryn, ammirata già in molte altre opere. Abile, sensuale, versatile. Il terzo protagonista e Andy Chmelko, convincente come il rivoluzionario Martin Fierro. Da lodare anche i numerosi ballerini: l'elegante coppia Richard Stevens e Terry O'Keefe; Mika Oyaizu e Pawel Cheda. Buon uso di diapositive e vecchi film sul mondo del tango argentino. Creato, scritto e diretto da "Bubi". Pubblico che ha applaudito calorosamente. Un vero successo.